Intervistato dal Giornale di Sicilia, Mattia Bani ha fatto il punto su questo primo scorcio di stagione. Il capitano rosanero ha parlato dei risultati ottenuti tra campionato e Coppa Italia, della lunga sosta che ha interrotto il ritmo della squadra, del lavoro svolto durante le tre settimane di stop e delle differenze rispetto alla scorsa stagione.
Le prime partite hanno dato indicazioni positive. Il Palermo ha ottenuto risultati importanti e ha offerto prestazioni di buon livello, sia in campionato sia in Coppa Italia. Bani ha sottolineato la soddisfazione del gruppo, ma ha anche ammesso che la sosta è arrivata in un momento non ideale, perché ha interrotto il trend positivo che la squadra aveva costruito nelle prime uscite. La sosta ha riguardato tutti, ma fermarsi per tre settimane così vicino all’inizio del campionato è stato comunque insolito.
Per il Palermo, però, lo stop ha avuto anche un lato positivo. Alcuni giocatori erano alle prese con problemi fisici e il tempo a disposizione ha permesso di recuperare elementi importanti. Bani e gli altri che non avevano avuto problemi hanno potuto dedicarsi a un lavoro supplementare dal punto di vista fisico. La sosta è servita anche per lavorare con maggiore continuità sui concetti che Inzaghi chiede alla squadra.
Il confronto con il Palermo della scorsa stagione non ha evidenziato differenze nette. Anche un anno fa la squadra era partita bene. In questo avvio, però, Bani ha visto una prova significativa della qualità e della profondità del reparto offensivo. Il Palermo ha tanti giocatori in avanti e questa abbondanza permette a Inzaghi di effettuare rotazioni. Per il capitano è un’arma a favore della squadra, perché la rosa ha un livello tale da consentire all’allenatore di cambiare gli uomini senza perdere qualità.
Bani ha visto un altro aspetto positivo nelle partite che il Palermo è riuscito a vincere anche senza brillare. Per il capitano, questa è una delle qualità più importanti della squadra. In un campionato ci sono gare che inevitabilmente si sporcano e riuscire a portarle dalla propria parte è stato un buon segnale. “Vincere aiuta a vincere” è stato il concetto espresso dal capitano, che considera questa capacità una caratteristica importante per una squadra che vuole disputare un campionato di livello. Allo stesso tempo, però, non ha nascosto la necessità di continuare a migliorare. Sia in fase di possesso sia in quella di non possesso, secondo Bani, ci sono ancora ampi margini di crescita.
La fascia di capitano Bani l’ha vissuta a modo suo. Non ha mai amato i gesti molto eclatanti e si è sempre trovato più a suo agio nel parlare poco. Preferisce essere capitano soprattutto con l’esempio, più che con le parole.
Nel reparto offensivo non manca la concorrenza e Bani ha speso parole positive per diversi compagni. Su Pohjanpalo ha sottolineato come l’attaccante finlandese non abbia certo bisogno di presentazioni, mentre su Vavassori ha evidenziato le qualità del giovane attaccante, ma anche l’ampio margine di crescita che ha ancora davanti. Il consiglio, quindi, è quello di continuare a lavorare, mantenendo la testa bassa e senza lasciarsi condizionare troppo dai primi risultati.
Su Johnsen, Bani ha sottolineato come, a livello di numeri, l’attaccante abbia finalmente dimostrato quali siano i suoi colpi e le sue qualità. Nel reparto ci sono anche Palumbo e Strefezza, mentre Gabrielloni è stato descritto come un giocatore combattivo che potrà dare una grande mano alla squadra. Tra i nomi sui quali il capitano ha posto l’attenzione c’è stato anche Hernani, che Bani ha conosciuto direttamente avendoci giocato insieme. Per lui è un calciatore dotato di grande qualità e uno degli elementi che potrà permettere al Palermo di fare un salto importante.
Il passaggio al 4-2-3-1 ha modificato anche alcuni equilibri nella fase difensiva. Bani ha spiegato che, nella struttura della fase difensiva, il Palermo si è ritrovato con un difensore e un centrocampista in meno, ma ha anche ricordato che ormai la fase difensiva è un lavoro che riguarda tutti gli undici giocatori. I terzini hanno caratteristiche che li portano a partecipare alla fase offensiva e lo hanno fatto sia per le loro qualità sia per le richieste di Inzaghi. Per questo è necessario trovare un equilibrio che permetta alla squadra di mantenere una capacità realizzativa importante senza perdere di vista la necessità di subire il meno possibile.
Bani si è soffermato anche sul modo in cui Inzaghi vive le partite. L’allenatore ha sempre vissuto le gare con grande passione e lo ha fatto anche dopo essere passato in panchina. È un uomo istintivo e quella caratteristica è rimasta evidente anche nel suo modo di guidare la squadra. Inzaghi ha trasmesso la voglia di fare qualcosa di importante, di ottenere risultati e soprattutto di mantenere un livello alto dal punto di vista mentale. Proprio questo, secondo Bani, è stato l’aspetto sul quale si è dovuto lavorare maggiormente, perché alla fine è la testa a fare la differenza.
La prima partita dopo la sosta sarà contro l’Empoli. Bani l’ha considerata una sfida difficile anche per il cambio di allenatore avvenuto in casa dei toscani. Quando una squadra cambia tecnico, ha spiegato il capitano, i giocatori cercano subito di dimostrare che possono fare grandi cose. Il Palermo giocherà in trasferta, non sarà dunque semplice, ma per Bani nessuna partita è semplice. Per questo servirà l’aiuto di tutti.
Il capitano ha poi guardato anche alla crescita del Palermo al di là del campo. È arrivato in rosanero nella scorsa stagione, mentre il City Football Group è presente a Palermo dal 2022, e in questo periodo Bani ha visto con chiarezza la volontà della proprietà di portare il club a un livello sempre più alto. Per lui è un progetto ormai evidente, non soltanto sotto il profilo sportivo.
Bani ha parlato anche dello stadio, che considera fondamentale per il futuro del Palermo, invitando però a procedere per gradi. Gli step sono tanti e devono essere affrontati uno alla volta. La proprietà è stata pronta a farli e anche la piazza ha dimostrato di esserlo, ma non tutto può essere fatto contemporaneamente. Bani è convinto che davanti al Palermo ci sia un futuro importante. Un futuro nel quale il rapporto tra la proprietà e la città può diventare un binomio vincente.
Anche sul rapporto con la piazza Bani ha insistito molto. Il Barbera ha continuato a registrare presenze molto alte e, in questo avvio di campionato, è stato quasi sempre sold out. Per il capitano è stata l’ennesima dimostrazione dell’attaccamento che il pubblico ha nei confronti della squadra, un legame che era già stato evidente nella stagione precedente.
Per Bani il pubblico può fare la differenza soprattutto nei momenti di difficoltà. Il sostegno dagli spalti può permettere alla squadra di tirare fuori qualcosa in più e impedire che una difficoltà si trasformi in scoraggiamento. Per questo ha ringraziato i tifosi a nome suo e della squadra, sottolineando quanto sia importante per loro avere il sostegno del pubblico. E ha auspicato che questo sostegno continui non soltanto nelle vittorie, ma anche nei momenti difficili, come è sempre avvenuto.
Sul tema della Serie A, invece, Bani ha scelto una linea precisa. Nello spogliatoio non se ne parla troppo, anche perché il gruppo è composto da giocatori esperti, con alle spalle esperienze in altre piazze e abituati a convivere con una certa pressione. Una pressione che, in una città come Palermo, è normale. I giocatori sanno per cosa giocano e, secondo il capitano, non c’è bisogno di ricordarselo continuamente.
L’obiettivo del Palermo è chiaro, ma Bani preferisce guardare una partita alla volta. L’Empoli viene prima di tutto, poi ci sarà il Mantova e solo dopo si penserà alla gara successiva. Con la consapevolezza di avere una rosa profonda, un allenatore che chiede tanto sul piano mentale, una società con ambizioni importanti e un pubblico che continuerà a riempire il Barbera.