Intervistato da Valerio Tripi su Repubblica, Dennis Johnsen ha parlato del suo ottimo avvio di stagione, con cinque gol e sette assist nelle prime otto partite tra campionato e Coppa Italia. Numeri che lo avvicinano ad alcuni dei protagonisti del calcio internazionale. Nei cinque maggiori campionati europei, soltanto Javi Hernandez ha fatto meglio di lui per numero di assist, con sei in otto partite.

Johnsen ha già raggiunto Lamine Yamal, pur avendo giocato due gare in meno, e superato giocatori come Dybala, Bellingham e Vinicius. Considerando insieme gol e assist, soltanto Raphinha e Yamal hanno fatto meglio, mentre Mbappé ha raggiunto il suo stesso totale di nove.

Statistiche che fanno piacere, ma che l’attaccante rosanero guarda con realismo. Johnsen riconosce che quei calciatori giocano a un livello superiore e che in Serie B può essere più facile raggiungere certi numeri. È soddisfatto del proprio rendimento, ma non considera queste statistiche particolarmente importanti.

Nel suo modo di stare in campo conta anche il divertimento. Johnsen ama tentare giocate difficili, anche quando rischia di perdere il pallone. Non sempre riescono, ma quando la soluzione riesce, la soddisfazione è ancora maggiore. È una parte del calcio alla quale non vuole rinunciare. Inzaghi gli dà suggerimenti durante le partite, ma gli lascia la libertà di provare determinate giocate. E questa possibilità di esprimersi è uno degli aspetti che apprezza maggiormente.

Anche il sistema di gioco del Palermo lo sta aiutando. Rispetto alla scorsa stagione, la squadra gioca con gli esterni più alti e propone un calcio più offensivo, riuscendo a creare molte più occasioni. Una soluzione che si adatta alle caratteristiche di Johnsen e che, a suo giudizio, ha contribuito alla crescita del suo bottino di gol e assist. C’è però anche un maggiore lavoro da svolgere in fase difensiva. La squadra deve correre di più e garantire un sostegno maggiore ai compagni, ma il possesso palla permette di compensare almeno in parte questo dispendio di energie. Quando il Palermo riesce a tenere il pallone a lungo e porta tanti uomini nella metà campo avversaria, anche difendere diventa più semplice.

La vittoria di Empoli ha dato fiducia, ma Johnsen ha riconosciuto che la squadra avrebbe potuto fare ancora meglio. La sua prestazione è stata buona, anche se avrebbe potuto segnare più gol. Nel primo tempo, in particolare, tutti avrebbero potuto sfruttare meglio le occasioni per aumentare il vantaggio. Il Palermo si sente forte, ma sa quanto sia difficile il campionato e quanto sia necessario dare il massimo in ogni partita.

Adesso c’è il Mantova, un avversario che l’attaccante considera insidioso. I lombardi avevano già dimostrato di essere una squadra difficile da affrontare in Coppa Italia e stanno attraversando un buon momento. Con entrambe le formazioni nelle zone alte della classifica, Johnsen si aspetta una partita ancora più complicata rispetto al precedente confronto.

Johnsen ha parlato anche della lunga sosta di tre settimane definita insolita perché senza una partita da preparare ogni settimana, è mancata la sensazione di avere un obiettivo preciso e ravvicinato verso cui lavorare. Alla fine, ha spiegato, ci si abitua, anche se avrebbe preferito una pausa più breve.

Fuori dal campo, invece, l’ambientamento a Palermo è stato ottimo. Johnsen, la moglie e i figli escono spesso per passeggiare in centro, frequentare i locali e provare la cucina della città. Le persone gli sono sembrate molto accoglienti e Palermo gli piace davvero tanto. Dei palermitani ha apprezzato soprattutto l’orgoglio per la propria città, per la cucina e per la cultura. Un attaccamento che i giocatori possono ricambiare con le prestazioni sul campo.

Il sostegno dei tifosi, infatti, non si limita alle partite al Barbera. Johnsen ha sottolineato quanto siano presenti anche in trasferta, dove seguono la squadra in gran numero. Per il gruppo è importante poter contare su questo appoggio con continuità. Quando lo incontrano per strada, i tifosi lo incoraggiano a proseguire su questa strada e gli dicono che quest’anno il Palermo andrà in Serie A.

Proprio la spontaneità della gente è l’aspetto che lo ha colpito di più. I tifosi lo fermano per strada, gli chiedono una foto, lo salutano e qualche volta vogliono persino fargli un regalo, soprattutto in questo momento in cui la squadra sta facendo bene. Johnsen considera bellissimo trovare così tante persone che amano il Palermo, ma ha raccontato con un sorriso anche una piccola differenza culturale. Per uno scandinavo, abituato a vivere il tempo libero con maggiore tranquillità, ricevere tutte queste attenzioni può essere un po’ strano. Una sorpresa che non gli ha impedito di apprezzare il calore della città.

Tra le sue passioni c’è il golf, al quale è legato anche il tatuaggio di un golfista sul braccio sinistro. Il gesto con cui festeggia alcune giocate richiama proprio il movimento di chi colpisce la pallina. A Palermo ha avuto modo di giocare qualche volta, ma quest’anno gli impegni con la squadra non gli hanno ancora lasciato molto tempo per dedicarsi a questo sport.

Il golf è entrato anche nel confronto tra il gol di Palumbo, paragonato a una potente botta con il driver, e la conclusione più precisa di Johnsen contro l’Empoli, accostata al putter. L’attaccante ha scelto senza esitazioni il proprio tiro. La precisione è una qualità che apprezza molto, nel calcio come sul campo da golf, dove è fondamentale. Ripensando alla conclusione contro i toscani, ha ammesso che avrebbe potuto indirizzare il pallone ancora più vicino all’angolo della porta. Ma la palla è entrata e questo è ciò che conta.

Sul sogno della Serie A, Johnsen non ha nascosto la propria fiducia. È convinto che debba essere l’anno giusto e che ci siano tutte le condizioni per riuscirci. Al Palermo spetta continuare sulla strada intrapresa e sperare di raggiungere l’obiettivo. Per il momento, l’attaccante si gode un avvio di stagione ricco di soddisfazioni, con la voglia di continuare a incidere e contribuire ai risultati della squadra.

Foto: Francesco Paolo Caltagirone