Il Palermo vince, convince e si affida alla doppietta di Pohjanpalo per piegare un Cesena combattivo, in una gara intensa e ricca di spunti tecnici. Tre punti pesanti, che valgono la matematica certezza del quarto posto e che certificano la crescita della squadra sotto diversi aspetti. Eppure, nonostante il successo, la distanza dalle prime della classe resta invariata: quattro punti separano ancora i rosanero da Monza e Frosinone, entrambe vincenti in trasferta. Un dettaglio che non cancella quanto di buono visto, ma che indirizza inevitabilmente lo sguardo verso i playoff.
Il pomeriggio di ieri ci lascia in eredità un Palermo che, ancora una volta, ha dimostrato maturità e solidità.
Dal punto di vista tattico, la squadra rosanero ha offerto una prestazione chiara e coerente con la propria identità. Niente possesso sterile, ma transizioni rapide, squadra corta e aggressiva nel recupero palla. Una strategia che ha pagato: come tante volte durante la stagione, il gol nasce proprio da una lettura perfetta degli spazi e da un attacco immediato della profondità. Il Palermo costruisce meno rispetto agli avversari, ma riesce a essere molto più incisivo.
La gara, giocata davanti a oltre 32.000 spettatori, ha confermato anche il valore del fattore Barbera: undicesima vittoria casalinga nelle ultime dodici partite, un dato che racconta di una squadra capace di costruire gran parte delle proprie fortune tra le mura amiche. Non era semplice scendere in campo con la pressione dei risultati delle concorrenti già acquisiti, ma il Palermo ha risposto con carattere, confermando una buona condizione atletica e una forte coesione di gruppo.
Il protagonista assoluto è stato Joel Pohjanpalo, autore di una doppietta che lo consacra come valore aggiunto dell’attacco rosanero. Ma la risposta è stata corale: dalla solidità difensiva di Bani, alla crescita costante di Rui Modesto, fino agli ingressi positivi dalla panchina, con Vasic e Giovane pronti a dare il loro contributo. Segnali importanti in vista dei playoff, dove profondità della rosa e alternative saranno giocoforza determinanti.
Qualche nota stonata non manca, con Segre e Palumbo apparsi meno brillanti del solito, ma nel complesso la squadra ha mostrato concentrazione e determinazione verso l’obiettivo finale.
Adesso lo sguardo si sposta sulla prossima sfida, la trasferta contro la Reggiana, un banco di prova significativo per testare la continuità e la tenuta mentale lontano dal proprio stadio. Sarà un passaggio chiave per arrivare ai playoff nelle migliori condizioni possibili.
Inutile comunque girarci troppo intorno: la promozione diretta è ormai fuori portata, ma questo Palermo arriva ai playoff con argomenti seri per giocarsela fino in fondo. E non è una consolazione, è una lettura realistica di quanto si è visto nelle ultime settimane.
Dal punto di vista della prospettiva, i rosanero sembrano aver trovato proprio adesso una loro identità più definita. La scelta di non forzare il possesso ma di lavorare su transizioni rapide, aggressività in recupero palla e attacco immediato della profondità è perfettamente in linea con il tipo di partite che caratterizzano i playoff: gare sporche, spezzate, spesso decise da episodi e dalla capacità di essere cinici più che belli.
Il primo fattore chiave sarà proprio questo: la capacità di restare dentro la partita anche quando non la si controlla. In questo senso, il Palermo ha fatto passi avanti evidenti. La squadra è più corta, più compatta, e concede meno campo tra le linee. Nei playoff, dove la tensione alza inevitabilmente il margine di errore, questa solidità può fare la differenza.
C’è poi il tema della continuità, soprattutto fuori casa. Il rendimento al Barbera è da grande squadra, ma nelle gare secche o nei doppi confronti servirà personalità anche lontano da Palermo. La trasferta con la Reggiana sarà già un test indicativo in questo senso.
Venendo agli uomini chiave, il nome più evidente è quello di Joel Pohjanpalo. Non solo per i gol, ma per come riesce a trasformare in pericolosa anche una situazione sporca. Nei playoff servono attaccanti così: concreti, freddi, capaci di incidere anche con pochi palloni giocabili.
Accanto a lui, sarà fondamentale il lavoro di Jeremy Le Douaron, meno appariscente ma prezioso per movimenti, pressing e capacità di legare il gioco. È il tipo di giocatore che nei playoff pesa più di quanto dicano i numeri.
Sulle corsie esterne, sta emergendo con forza Rui Modesto, che aggiunge imprevedibilità e gamba. Se continua su questa traiettoria, può diventare una delle armi più difficili da leggere per le difese avversarie, soprattutto nelle partite bloccate.
In mezzo al campo, molto passerà da Filippo Ranocchia, chiamato a dare equilibrio tra le due fasi. La sua capacità di recuperare palloni e far ripartire l’azione rapidamente è perfetta per il calcio diretto che il Palermo sta interpretando.
Dietro, la sicurezza passa da Mattia Bani, leader silenzioso ma sempre più centrale. Nei playoff, dove ogni errore può costare una stagione, avere un riferimento così è un vantaggio enorme.
E poi c’è un aspetto da non sottovalutare: poter contare su ricambi adeguati. Gli ingressi di giocatori come Aljosa Vasic e Samuel Giovane hanno dato segnali incoraggianti rispetto alle precedenti partite di campionato. Nei playoff, spesso, le partite si decidono proprio con chi entra dalla panchina.
In sintesi, la chiave sarà questa: mantenere identità, alzare il livello di cinismo e portare anche in trasferta l’intensità vista al Barbera. Il Palermo non parte da favorito assoluto, probabilmente arriverà quarto, ma è esattamente il tipo di squadra che nessuno vuole affrontare in un playoff. E questo, a questo punto della stagione, vale tantissimo.
Le pagelle di Michele.
PALERMO: Gomis 6; Pierozzi 6, Bani 7, Ceccaroni 6; Rui Modesto 7 (dal 35′ s.t. Magnani s.v.), Segre 5,5 (dal 35′ s.t. Vasic 6,5), Ranocchia 7, Augello 6,5; Palumbo 5,5 (dal 29′ s.t. Gyasi 6), Le Douaron 6,5 (dal 29′ s.t. Giovane 6); Pohjanpalo 8 (dal 43′ s.t. Corona s.v.).
CESENA: Klinsmann 6; Ciofi 5, Zaro 5, Piacentini 6, Corazza 6 (dal 27′ s.t. Frabotta 6); Castagnetti 6 (dal 27′ s.t. Castrovilli 5), Bisoli 5; Olivieri 5 (dal 32′ s.t. Vrioni s.v.), Berti 6,5 (dal 45′ s.t. Arrigoni s.v.), Shpendi 6; Cerri 5 (dal 27′ s.t. Ciervo 5).