Generalmente questa rubrica porta il nome di “A mente fredda”. Oggi, purtroppo, il titolo più appropriato sarebbe “Notte insonne”, come quella che ci accingiamo ad affrontare visto il rocambolesco pareggio interno di stasera contro la Juve Stabia. La sensazione più forte è quella di aver buttato al vento l’ennesima grande occasione della stagione. Anche contro la squadra campana allenata da Ignazio Abate, abbiamo assistito ad una prestazione double face. Da un lato, un primo tempo opaco, lento, privo totalmente di idee e incisività. Dall’altro, una ripresa giocata con orgoglio e determinazione, in cui la reazione emotiva ha permesso di rimettere in piedi una gara che sembrava compromessa. E così, quando sembrava che la partita si stesse mettendo in discesa, con una Juve Stabia alle corde, anche atleticamente, un errore difensivo che ha portato la palla ad impennarsi dentro l’area rosanero, ha permesso al numero 98 stabiese Mosti di impattare bene di sinistro e trafiggere Joronen.
Nel calcio, soprattutto a questo punto della stagione, non basta però la sola forza di reazione. Apprezzabile ma non sufficiente per una squadra che ha determinati obiettivi nel mirino: serve piuttosto continuità, equilibrio e lucidità. Ed è proprio qui che emergono i limiti attuali del Palermo. La squadra non manca di volontà, non si tira indietro, non smette di lottare. Ma questo, da solo, non è più sufficiente. Il problema oggi è più profondo e riguarda la qualità del gioco, la capacità di creare pericoli con continuità e di gestire i momenti della partita. In chiave playoff questa è una pesante zavorra che deve essere quanto prima abbandonata.
La rincorsa alla promozione diretta, già complicata, appare ormai fuori portata. Non tanto per un semplice calcolo matematico, ma per una questione di inerzia: chi sta davanti tiene botta, gestendo al meglio anche gli inevitabili momenti di appannamento, mentre il Palermo dà l’impressione di aver rallentato proprio nel momento decisivo.
A questo punto, il vero snodo diventa un altro: capire come arrivare pronti al finale di stagione. Servirà una gestione attenta delle energie, perché la squadra sembra aver perso brillantezza, ma anche un lavoro mentale importante. I playoff, ormai obiettivo più realistico, non si vincono solo con la tecnica, ma con condizione, fiducia e solidità.
Resta allora una certezza, che è anche il punto di partenza per ripartire: al Palermo non si può rimproverare l’impegno, né l’atteggiamento. La squadra continua a dare tutto, ma attraversa una fase di evidente flessione sul piano del gioco, della concentrazione e della pericolosità. Il primo tempo visto contro la Juve Stabia è stato tra i più deludenti della stagione, mentre la ripresa ha mostrato solo una reazione di nervi, più che di qualità strutturata. Archiviata al 90% ormai l’illusione della promozione diretta, diventa inevitabile fermarsi a riflettere: su come gestire le forze nelle ultime settimane e su come ricostruire la tenuta mentale necessaria per affrontare al meglio il finale di stagione.
A questo punto, più che guardare avanti in classifica, il Palermo deve guardarsi dentro. Le ultime partite diranno se questa squadra ha ancora la forza di cambiare passo o se dovrà accontentarsi di gestire ciò che resta. I playoff non sono un ripiego, ma diventano un terreno dove servirà arrivare con ben altre certezze rispetto a quelle viste nelle ultime uscite. Perché se è vero che la stagione non è finita, è altrettanto evidente che il margine d’errore sì. E da qui in avanti, ogni prestazione sarà meno un tentativo di rincorsa e sempre più un esame di maturità.
Le pagelle di Michele.
PALERMO: Joronen 6; Bereszynski 5 (dal 1′ s.t. Le Douaron 5,5), Bani 6,5, Ceccaroni 5 (dal 39′ s.t. Magnani s.v.); Pierozzi 5 (dal 39′ s.t. Vasic s.v.), Segre 6,5 (dal 39′ s.t. Gomes s.v.), Blin 5 (dal 9′ s.t. Rui Modesto 6,5), Augello 6,5; Palumbo 6, Johnsen 5; Pohjanpalo 6,5.
JUVE STABIA: Confente 5; Diakité 6 (dal 16′ s.t. Varnier 6), Giorgini 6,5, Dalle Mura 6 (dal 36′ s.t. Bellich s.v.); Ricciardi 5,5 (dal 16′ Carissoni 6), Pierobon 6,5 (dal 43′ s.t. Kassama s.v.), Leone 6,5, Torrasi 6 (dal 16′ s.t. Correia 6), Cacciamani 7; Mosti 7, Okoro 6.