Trasferta ostica per il Palermo che allo stadio Euganeo affronta il Padova reduce tra tre sconfitte consecutive e che tra le mura amiche cerca punti salvezza.
Modulo 4-2-3-1, con Joronen tra i pali; in difesa Pierozzi, Bani, Ceccaroni, Augello; a centrocampo, Segre e Ranocchia; Rui Modesto, Palumbo e Johnsen alle spalle di Pohjanpalo.
Il primo calcio d’angolo della gara lo conquista il Palermo al quinto minuto. Dalla bandierina va Palumbo, spazza via la difesa del Padova. Tre minuti dopo occasione per i Patavini dopo una buona ripartenza, cross al centro di Capelli, Ghiglione non riesce ad agganciare il pallone.
Al 13’ grande tiro dai trenta metri di Rui Modesto che sfiora il palo destro e termina di poco fuori. Risponde il Padova che si proietta in avanti, difende il Palermo e riparte. Al 23’ Palermo in dieci per l’espulsione di Rui Modesto autore di un brutto fallo su Di Mariano. Deprecabile l’intervento del giocatore rosanero che è entrato con i tacchetti sulla gamba dell’avversario.
Palermo in difficoltà, soprattutto da un punto di vista psicologico, e Padova che cerca di approfittare della superiorità numerica. Al 30’ Joronen blocca un tiro centrale di Di Mariano. Attacca la squadra patavina, i rosanero provano a chiudere gli spazi. Al 37’ grande intervento di Bani che salva su tiro a botta sicura di Ghiglione, insiste il Padova che cerca di chiudere il Palermo nella sua area.
Dopo i due minuti di recupero concessi dall’arbitro, le squadre vanno negli spogliatoi sul punteggio di 0 a 0.
Ad inizio di ripresa Peda prende il posto di Palumbo.
Al 49’ occasione per il Padova con Di Mariano, Joronen mette il pallone in calcio d’angolo. La squadra patavina fa la partita, il Palermo si difende con fatica. Al 52’ esce Ceccaroni, entra Magnani. Al 55’ Perrotta mette il pallone in rete, ma il gol viene annullato per evidente fuorigioco. Al 57’ il Padova gioca la carta Papu Gomez.
Il Padova prova in tutti i modi a scardinare la difesa rosanero che resiste. È un autentico assedio da parte del Padova. Al 63’ escono Segre e Pohjanpalo, entrano Giovane e Le Douaron. Al 77’ esce Johnsen ed entra Vasic.
All’80’ Vasic lanciato in contropiede da Le Douaron, sbaglia clamorosamente il controllo e mette il pallone fuori. Ritorna in avanti il Padova che spinge al massimo alla ricerca del gol della vittoria. Tutto il Padova nell’area del Palermo. All’87’ il tiro Varas termina di poco alto sopra la traversa. Cinque i minuti di recupero concessi dall’arbitro. Al 90’ occasione per il Palermo, Le Douaron mette in mezzo per Pierozzi, ma il suo colpo di testa viene deviato in calcio d’angolo.
Al 92’ gol di Bani sugli sviluppi del corner, convalidato dopo il check VAR.
L’ultima palla è del Padova, difende il Palermo e dopo altri tre minuti di recupero oltre i cinque concessi, la gara termina con la vittoria del Palermo per 1 a 0.
Una partita che, più che sul piano del gioco, si è decisa su quello della resistenza, dell’attenzione e degli episodi. Il Palermo ha dovuto cambiare pelle in corsa, rinunciando presto a qualsiasi idea di gestione per trasformarsi in una squadra compatta, bassa, pronta a soffrire e a colpire quando possibile. Non bello, ma tremendamente efficace.
Dentro questo contesto, emergono due prestazioni che hanno fatto la differenza. Quella di Le Douaron, anzitutto, preziosa oltre i numeri. Il suo ingresso ha dato ossigeno a una squadra che non riusciva più a risalire il campo con movimenti intelligenti, capacità di tenere palla e di guadagnare metri, ma soprattutto lucidità nelle poche situazioni in cui il Palermo è riuscito a ripartire. Non ha avuto tante occasioni, ma ha inciso nel modo più difficile facendo salire la squadra e tenendo viva una partita che rischiava di diventare un monologo.
E poi c’è Bani, protagonista assoluto. Non solo per il gol decisivo, ma per una prestazione difensiva di altissimo livello. Sempre al posto giusto, sempre puntuale negli interventi, capace di leggere in anticipo le situazioni più pericolose. Quando il Padova ha alzato i giri e ha iniziato a spingere con continuità, è stato lui il riferimento, il giocatore che ha tenuto in piedi la linea nei momenti più delicati. Il gol nel finale è la naturale conseguenza di una partita giocata con personalità e concentrazione.
E’ stata una gara di sacrificio puro, con il Palermo costretto a proteggere la propria area e a respingere un assedio lungo e insistito. Poche uscite pulite, tanta fatica, qualche errore tecnico figlio della pressione, ma anche una compattezza che alla fine ha fatto la differenza. Non è stata una vittoria costruita, ma una vittoria strappata con i denti.
Tabellino:
PADOVA (4-4-2): 22 Sorrentino, 4 Belli, 58 Pastina, 5 Perrotta, 18 Ghiglione; 17 Capelli, 8 Fusi, 7 Varas (C), 77 Di Mariano; 15 Lasagna, 20 Bortolussi.
A disposizione: 1 Mouquet, 14 Fortin, 6 Crisetig, 10 Gomez, 11 Seghetti, 13 Boi, 23 Di Maggio, 24 Caprari, 30 Favale, 55 Villa, 86 Giunti, 92 Buonaiuto.
Allenatore: Matteo Andreoletti
PALERMO (4-2-3-1): 66 Joronen; 27 Pierozzi, 13 Bani (C), 32 Ceccaroni, 3 Augello; 8 Segre, 10 Ranocchia; 18 Rui Modesto, 5 Palumbo, 7 Johnsen; 20 Pohjanpalo.
A disposizione: 1 Gomis, 77 Di Bartolo, 6 Gomes, 11 Gyasi, 14 Vasic, 17 Giovane, 19 Bereszynski, 21 Le Douaron, 28 Blin, 29 Peda, 31 Corona, 72 Veroli, 96 Magnani.
Allenatore: Filippo Inzaghi.
Arbitro: Livio Marinelli (Tivoli)
Primo assistente: Pasquale Capaldo (Napoli)
Secondo assistente: Gilberto Laghezza (Mestre)
Quarto ufficiale: Gianluca Renzi (Pesaro)
VAR: Antonio Giua (Olbia)
AVAR: Rodolfo Di Vuolo (Castellammare di Stabia)
Ammoniti: 23’ Rui Modesto rosso diretto – 47’ Ceccaroni – 58’ Di Mariano – 89’ Pastina – 95’ Pastina (espulso)
Marcatori: 92’ Bani