Dopo la pesante sconfitta in trasferta subita dal Monza, il Palermo deve rialzarsi e riprendere il suo cammino verso l’obiettivo minimo stagionale. Al Barbera arriva la Juve Stabia che all’andata sconfisse i Rosa per 1 a 0.

Assente Ranocchia per squalifica, Inzaghi si affida al 3-4-2-1 con Joronen tra i pali; Bereszynski, Bani e Ceccaroni a comporre la linea difensiva; a centrocampo Pierozzi, Segre, Blin e Augello; Palumbo e Johnsen a supporto di Pohjanpalo.

Inizio concitato della gara con il Palermo che prova a fare la partita, ma la Juve Stabia, ben messa in campo, difende e riparte in contropiede. All’ottavo minuto calcio di rigore per la Juve Stabia per atterramento di Okoro da parte di Joronen.

Dagli undici metri va Leone che mette il pallone in rete.

Il Palermo sembra accusare il colpo, fatica a riorganizzarsi e commette molti falli. La Juve Stabia si muove bene in mezzo al campo e si rende pericolosa. Tanti passaggi errati dei giocatori rosanero che non riescono a concretizzare nessuna azione offensiva e subiscono le inevitabili ripartenze degli avversari.

Al 24’ cross di Augello per Pohjanpalo e parata non impegnativa di Confente che mette il pallone in calcio d’angolo. Il Palermo prova a ripartire, ma la Juve Stabia chiude bene gli spazi e recupera palla con ordine. I rosanero faticano nella costruzione offensiva, mancano lucidità, geometrie e soprattutto verticalità.

Un Palermo senza idee e senza fantasia, gira a vuoto in mezzo al campo, mentre la Juve Stabia gioca con estrema serenità e soprattutto con grande lucidità, rendendosi più pericoloso in fase offensiva. Al 39’ clamorosa traversa di Segre. Si riporta in avanti la Juve Stabia che vince tutti i duelli individuali, il Palermo è sempre in ritardo sulle seconde palle e non sembra in grado di rimettere in carreggiata la gara.

Dopo i tre minuti di recupero il primo tempo si chiude con la Juve Stabia in vantaggio per 1 a 0.

A inizio ripresa Le Douaron rileva Bereszynski e il Palermo ridisegna l’assetto, passando alla difesa a quattro, con modulo 4-3-2-1.

Il Palermo cerca subito l’affondo, ma difende bene la Juve Stabia che respinge colpo su colpo e riparte in contropiede. Al 53’ entra Rui Modesto ed esce Blin. Attacca a pieno organico il Palermo, ma resiste la difesa stabiese. Al 57’ scontro in area tra Confente e Bani, l’arbitro viene richiamato al Var ed assegna il calcio di rigore al Palermo.

Dal dischetto va Pohjanpalo che mette a segno il suo 21° gol stagionale.

Rispetto al primo tempo è un altro Palermo, decisiva la mossa di Inzaghi di sostituire Bereszynski con Le Douaron e di cambiare modulo.

Al 64’ raddoppio del Palermo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo Ceccaroni prende la traversa, sul pallone si avventa Mattia che di petto insacca in rete.

Reagisce la Juve Stabia che trova il 2 a 2 al 72’ con Mosti che raccoglie un assist di Cacciamani.

Tutto da rifare per il Palermo, che cerca di riportarsi in avanti, ma la Juve Stabia chiude bene e riparte in contropiede. Prova ad alzare il baricentro la squadra rosanero, ma arriva in ritardo sulle seconde palle favorendo così le ripartenze degli avversari. All’83’ escono Segre, Pierozzi e Ceccaroni ed entrano Gomes, Vasic e Magnani.

All’ 86’ grande parata di Joronen su tiro insidioso di Cacciamani sfuggito in contropiede. Grandi perdite di tempo da parte dei giocatori della Juve Stabia che interrompono continuamente il gioco. Sei i minuti di recupero concessi dall’arbitro, ma la gara termina sul punteggio di 2 a 2.

Un Palermo versione Dottor Jekyll e Del Signor Hyde. La partita ha, infatti, evidenziato un problema di equilibrio e identità.

Nel primo tempo il Palermo ha provato a tenere il pallone senza però avere un’idea chiara di sviluppo. Possesso sterile, ritmi bassi e soprattutto distanze sbagliate tra i reparti, la squadra si è allungata troppo presto, lasciando il centrocampo scoperto nelle transizioni. La Juve Stabia è rimasta compatta, con linee strette e attacco immediato della profondità. Non è stato solo un tema di atteggiamento, ma di organizzazione, i rosanero non sono riusciti a creare superiorità né sulle corsie né tra le linee, finendo per forzare giocate e accumulare errori tecnici.

La svolta è arrivata nella ripresa con il cambio di modulo, difesa a quattro, squadra più corta e maggiore presenza tra le linee. Il Palermo ha alzato il ritmo diventando pericoloso, anche grazie alle sostituzioni che hanno portano dinamismo e qualità. Ma una squadra che punta in alto non può concedere un pareggio in quel modo, serviva più controllo, più gestione dei tempi e meno frenesia. Invece il Palermo ha continuato a giocare una partita aperta, esponendosi al contropiede micidiale della Juve Stabia.

La sensazione è che il potenziale ci sia, ma senza equilibrio e continuità il Palermo resta una squadra che può accendersi e spegnersi troppo facilmente. E in una volata promozione, questo è un limite serio.

Tabellino:

PALERMO (3-4-2-1): 66 Joronen; 19 Bereszynski, 13 Bani (C), 32 Ceccaroni; 27 Pierozzi, 8 Segre, 28 Blin, 3 Augello; 5 Palumbo, 7 Johnsen; 20 Pohjanpalo
A disposizione: 1 Gomis, 77 Di Bartolo, 6 Gomes, 11 Gyasi, 14 Vasic, 17 Giovane, 18 Rui Modesto, 21 Le Douaron, 29 Peda, 31 Corona, 72 Veroli, 96 Magnani.
Allenatore: Filippo Inzaghi.

JUVE STABIA (3-5-2): 1 Confente; 46 Diakité, 33 Giorgini, 14 Dalle Mura; 2 Ricciardi, 10 Pierobon, 55 Leone (C), 28 Torrasi, 77 Cacciamani; 98 Mosti, 90 Okoro.
A disposizione: 16 Signorini, 23 Boer, 6 Bellich, 13 Varnier, 17 Ciammaglichella, 21 Kassama, 24 Carissoni, 29 Correia, 70 Dos Santos, 76 Mannini.
Allenatore: Ignazio Abate.

Arbitro: Federico Dionisi (L’Aquila).
Primo assistente: Christian Rossi (La Spezia).
Secondo assistente: Claudio Barone (Roma 1).
Quarto ufficiale: Giuseppe Rispoli (Locri).
VAR: Marco Serra (Torino).
AVAR: Matteo Gualtieri (Asti).

Ammoniti: 8’ Joronen – 43’ Torrasi – 55’ Giorgini – 59’ Confente – 62’ Varnier – 70’ Bani – 75’ Rui Modesto – 86’ Magnani – 92’ Cassano

Marcatori: 10’ Leone – 21’ Pohjanpalo – 64’ Bani – 72′ Mosti

Spettatori: Totale biglietti: 7.229 – Di cui – Ospiti: 0 – Abbonamenti: 16.504 – Totale: 23.733