Carissimi amici, dopo la partita di ieri un dato è inconfutabile. Abbiamo urgente bisogno di un elettrocardiogramma per affrontare al meglio ed in “serenità” le restanti nove gare di campionato. La partita contro la Carrarese è stata divisa nettamente in due tempi. Il primo è stato di grande sofferenza. La squadra di Calabro ha spinto con intensità, colpendo addirittura due pali e mettendo più volte in difficoltà la difesa rosanero. In quella fase il Palermo ha vacillato, ma ha trovato nel solito Joronen un baluardo fondamentale per mantenere inviolata la porta. Nella ripresa, invece, la squadra di Inzaghi ha cambiato volto. Non tanto nella proposta offensiva — quasi del tutto sacrificata — quanto nell’atteggiamento. I rosanero hanno contenuto con maggiore ordine, abbassando i ritmi della gara e concedendo molto meno agli avversari. La partita si è sbloccata grazie al solito Pohjanpalo, ancora una volta decisivo sotto porta, e da quel momento il Palermo ha scelto la via della gestione: attenzione, sacrificio e compattezza fino al triplice fischio.

Non sarà stata una partita memorabile dal punto di vista del gioco, ma è stata una gara di grande pragmatismo. Quelle che nel calcio ed in particolare in campionati “sporchi” come la serie B, spesso fanno la differenza quando la stagione entra nella sua fase più delicata. Il successo toscano rafforza la convinzione di un gruppo che, nelle ultime settimane, sembra aver trovato maggiore equilibrio e consapevolezza. Non è un caso che, anche nelle fasi più delicate della gara, la squadra non abbia perso ordine né lucidità. Segnali importanti per un Palermo che vuole recitare un ruolo da protagonista fino alla fine.

Se c’è un’immagine che rappresenta questa vittoria è senza dubbio quella di Jacopo Segre. Entrato nella ripresa, il centrocampista ha cambiato il tono emotivo della squadra: corsa, contrasti, spirito di sacrificio e una presenza costante fino al 96’. Ha lottato su ogni pallone con il fuoco dentro, diventando un punto di riferimento per i compagni nei momenti più difficili. Attorno a lui hanno stretto i denti anche altri protagonisti della serata. Ranocchia e Palumbo si sono calati nella battaglia abbandonando stile e creazione, mentre Bani è cresciuto con il passare dei minuti, chiudendo la gara in crescita atletica.

Il Palermo, ancora una volta, ha dimostrato di avere alcuni uomini capaci di reggere il peso della partita nelle zone nevralgiche del campo, però….. Se la partita di Carrara ha confermato i punti di forza della squadra, ha anche ribadito un limite già emerso in altre occasioni: i “panchinari” non sempre garantiscono un reale valore aggiunto. Inzaghi ha dovuto sostituire all’intervallo Gyasi e Gomes, entrambi impalpabili, per inserire Segre e Bereszynski, che hanno dato subito maggiore personalità e solidità alla squadra. Un segnale chiaro: quando il Palermo deve far rifiatare i titolari, la qualità complessiva tende a calare.

Poi, non sappiamo se per scelta o necessità, una volta trovato il vantaggio, la squadra tende ad abbassarsi troppo, lasciando campo agli avversari e rischiando più del necessario.

Al di là della prestazione, il risultato pesa comunque tantissimo. Il Palermo risponde al Frosinone e soprattutto approfitta dello stop del Monza, riportandosi a soli tre punti dal secondo posto. Una distanza che rende ancora più significativo il prossimo appuntamento: sabato i rosanero affronteranno proprio il Monza in uno scontro diretto che potrebbe indirizzare la corsa alla promozione. Una partita in cui, inevitabilmente, servirà qualcosa di più rispetto alla prova vista a Carrara.

La sfida contro il Monza si presenta come un test di alto livello. I lombardi sono una squadra organizzata e ricca di qualità, capace di gestire il possesso e di colpire con rapidità negli ultimi metri. Per questo servirà un Palermo attento, equilibrato e pronto a ripetere lo spirito visto a Carrara. Ma lo spirito, da solo, potrebbe non bastare.

Allo stesso tempo, la gara dell’U-Power Stadium può rappresentare una grande occasione. Arrivare a Monza con l’obiettivo chiaro di portare a casa i tre punti non è un atto di presunzione, ma il segnale di una squadra che ha iniziato a credere davvero nelle proprie potenzialità. Il Palermo ha dimostrato di poter competere con tutti quando riesce a mantenere intensità, compattezza e coraggio.

Molto passerà dall’approccio alla partita. Se i rosanero riusciranno a entrare in campo con la stessa determinazione mostrata contro la Carrarese, cercando di essere aggressivi sulle seconde palle e rapidi nelle transizioni, potranno mettere in difficoltà anche una squadra solida come il Monza.

In questo momento della stagione ogni partita pesa doppio, e ogni punto può cambiare gli equilibri della classifica. Per questo la trasferta lombarda diventa un crocevia importante: un risultato positivo darebbe ulteriore slancio al Palermo e rafforzerebbe l’idea di una squadra sempre più pronta a lottare ai piani alti. Dopo la prova di carattere di Carrara, il messaggio è chiaro: il Palermo c’è. Ora serve continuità. E Monza può essere il palcoscenico giusto per dimostrarlo ancora una volta.

In questa fase del campionato al Palermo non serve promettere spettacolo o proclamare ambizioni: servono risultati. A Carrara sono arrivati tre punti pesantissimi e ora la risposta più importante dovrà arrivare sul campo, nello scontro diretto di Monza e nelle ultime decisive giornate della stagione. 

Le pagelle di Michele.

CARRARESE : Bleve 6; Calabrese 6 (41′ st Bouah s.v.), Illanes 6, Oliana 6; Zanon 6,5, Melegoni 6 (20′ st Rubino 6), Zuelli 6, Hasa 6,5 (41′ st Sekulov s.v.), Belloni 7 (20′ st Rouhi 6); Finotto 6, Torregrossa 6,5 (32′ st Distefano 6). 

PALERMO : Joronen 7; Peda 6 (4′ st Magnani 6), Bani 6, Ceccaroni 6; Gyasi 5 (1′ st Bereszynski 6,5), Gomes 5 (1′ st Segre 7), Ranocchia 7, Augello 6,5; Palumbo 6,5 (41′ st Giovane sv), Le Douaron 6 (18′ st Johnsen 6) ; Pohjanpalo 7.