Dopo la pesante battuta d’arresto di Pescara, il Palermo è chiamato a riscattarsi al Barbera nel turno infrasettimanale contro il Mantova, che nella gara di andata beffò i rosanero al 95’ con la rete del pari siglata da Marras.

Inzaghi ritrova Mattia Bani, che smaltita la sindrome influenzale, torna subito titolare. Modulo 3-4-2-1, con Joronen tra i pali; in difesa Peda, Bani e Ceccaroni; a centrocampo Pierozzi, Segre, Ranocchia e Augello; Palumbo e Le Douaron a supporto di Pohjanpalo.

Pronti via e Palermo in vantaggio. Al secondo minuto di gioco Filippo Ranocchia raccoglie una respinta di Bardi, su tiro di Pohjanpalo, e di sinistro mette il pallone alle spalle dell’ex portiere rosanero.

Prova a reagire il Mantova cercando di portarsi in avanti, ma il Palermo riconquista palla e riparte in contropiede. Al 10’ ripartenza veloce del Mantova con Mensah, assist per Caprini che batte Joronen, ma l’arbitro annulla la rete per fuorigioco di Mensah, confermato dal Var.

Si gioca su ritmi alti, con il Mantova che si riporta dalle parti di Joronen. Diversi errori in transizione attiva da parte del Palermo favoriscono la squadra lombarda che al 19’ conquista un calcio di punizione da poco fuori dal limite dell’area. Il tiro di Castellini viene deviato in calcio d’angolo.

Al 26’ episodio dubbio in area mantovana, il Palermo reclama un fallo di mani non ravvisato dal Var. Al 31’ doppia ammonizione ed espulsione per Zuccon per un fallo su Ranocchia. La partita si incattivisce.

Al 37’ raddoppio del Palermo con Pohjanpalo su splendido assist di Palumbo.

La squadra rosanero controlla bene la partita. Dopo il minuto di recupero concesso dall’arbitro, si chiude il primo tempo sul punteggio di 2 a 0 in favore del Palermo.

Ad inizio ripresa Ranocchia lascia il posto a Blin

Al 46’ quinto calcio d’angolo conquistato dal Palermo. Prova a costruire in avanti il Palermo, ma non trova spazi verticali e si procede a piccoli passi per poi accelerare ed a chiudere il Mantova nella propria metà campo. Al 54’ grande ripartenza della squadra lombarda e chiusura provvidenziale di Augello in calcio d’angolo.

Il Palermo fa possesso palla alla ricerca dell’imbucata giusta per realizzare il terzo gol. Si difende bene il Mantova che nonostante l’inferiorità numerica è tutt’altro che domato e cerca di colpire i Rosanero in contropiede.

Al 63’ calcio di rigore per il Mantova per tocco di mani in area di Blin, l’arbitro richiamato dal Var va a rivedere l’azione e decide anche per l’espulsione del centrocampista rosanero. Ristabilita dunque la parità numerica.

Dagli undici metri va Marras che accorcia le distanze.

Al 68’ esce Palumbo ed entra Gomes. Cambiano gli equilibri della gara perché l’espulsione di Blin e la rete di Marras ha rimesso tutto in discussione. Adesso il Mantova è galvanizzato e si proietta in avanti. La gara è molto combattuta con continui ribaltamenti di fronte. Peccato perché il Palermo aveva la partita in pugno e una sciocchezza imperdonabile di Blin rischia di compromettere il risultato.

Si lotta su ogni pallone, con qualche brivido di troppo per i Rosanero. Al 76’ esce Le Douaron tra gli applausi ed entra Johnsen. La partita è equilibrata e apertissima. Fioccano tanti gialli, all’80’ ben otto. Il Mantova porta palla in avanti, dopo avere riaperto la gara spinge alla ricerca del pareggio e chiude i Rosa nella propria metà campo.

All’83’ entrano Gyasi e Magnani al posto di Pierozzi e Peda. Tutto il Mantova si riversa in area del Palermo. Un assedio che mette paura ai giocatori rosanero che sembrano in bambola e concedono molto agli avversarsi. Adesso è il Mantova a fare la partita e spinge al massimo.

Cinque minuti di recupero bollenti, il Palermo ha troppa paura e subisce la pressione del Mantova. Gyasi entrato male in gara prende un cartellino giallo al 91’. Al 92’ grande parata di Joronen e gioco fermo per crampi di Augello.

Ma è un monologo mantovano che crede nel pari e attacca a testa bassa. Il Palermo non riesce più a riconquistare palla, resta totalmente in balia degli avversari. Al 95′ punizione per il Mantova dalla trequarti e paratissima di Joronen che salva il risultato. E’ l’ultima azione, l’arbitro fischia la fine della gara.

E’ stata una vittoria molto sofferta.  Il Palermo ha mostrato due volti netti, e la chiave sta tutta lì.

Nel primo tempo la squadra ha funzionato per struttura e principi, ampiezza garantita dagli esterni, doppio trequartista tra le linee, Pohjanpalo riferimento centrale. Con Bani di nuovo al centro della difesa, la linea a tre ha ritrovato ordine nelle letture preventive e nella prima costruzione. Ranocchia e Segre hanno dato dinamismo, Palumbo qualità negli ultimi trenta metri. Nei primi sessanta minuti si è visto un Palermo corto, aggressivo sulle seconde palle, capace di riempire l’area con più uomini e di attaccare con sincronia.

Il problema resta nella gestione delle transizioni e dell’inerzia emotiva. Già in superiorità numerica, i rosanero hanno concesso troppo campo nelle ripartenze, segno di una squadra che tende ad allungarsi quando forza la verticalizzazione. Le distanze tra i reparti si sono dilatate e il Mantova ha trovato corridoi centrali attaccabili, soprattutto quando il Palermo ha perso palla in uscita bassa. È un difetto strutturale perché la costruzione dal basso è un’arma, ma richiede lucidità tecnica e linee di passaggio pulite. E Blin sicuramente ha mostrato di non saperlo fare.

Il rigore e l’espulsione hanno infatti cambiato il piano tattico e, soprattutto, la tenuta mentale. L’uscita di Palumbo inoltre ha abbassato il livello qualitativo nella gestione del possesso e la squadra ha smesso di risalire il campo con ordine, rifugiandosi in un baricentro sempre più basso. Senza un riferimento pulito tra le linee, si è affidata a lanci e seconde palle, perdendo il controllo territoriale.

Il Palermo sa dominare, ma fatica a chiudere le partite. E quando l’inerzia si ribalta, manca la maturità collettiva che trasforma il possesso in gestione consapevole del tempo e dello spazio. Troppa frenesia, troppa paura nel finale. I tre punti conquistati permettono al Palermo di accorciare sul Frosinone fermato in casa sul 2 a 2 dal Pescara.

Tabellino:
PALERMO (3-4-2-1)
: 66 Joronen; 29 Peda, 13 Bani (C), 32 Ceccaroni; 27 Pierozzi, 8 Segre, 10 Ranocchia, 3 Augello; 5 Palumbo, 21 Le Douaron; 20 Pohjanpalo.
A disposizione: 1 Gomis, 6 Gomes, 7 Johnsen, 11 Gyasi, 14 Vasic, 17 Giovane, 18 Rui Modesto, 19 Bereszynski, 28 Blin, 31 Corona, 72 Veroli, 96 Magnani.
Allenatore: Filippo Inzaghi.

MANTOVA: 24 Bardi, 3 Dembele, 7 Mensah (C), 17 Radaelli, 21 Trimboli, 27 Castellini, 28 Caprini, 29 Cella, 30 Bragantini, 50 Benaissa, 98 Zuccon.
A disposizione: 34 Vukovic, 5 Chrysopoulos, 9 Mancuso, 10 Wieser, 13 Meroni, 15 Goncalves, 20 Ligue, 23 Marras, 36 Paoletti, 77 Buso, 80 Kouda, 96 Maggioni.
Allenatore: Francesco Modesto.

Arbitro: Giovanni Ayroldi (Molfetta).
Primo assistente: Domenico Fontemurato (Roma 2).
Secondo assistente: Glauco Zanellati (Seregno).
Quarto ufficiale: Alfredo Iannello (Messina).
VAR: Luigi Nasca (Bari).
AVAR: Stefano Del Giovane (Albano Laziale).

Ammoniti: 17’ e 31’ Zuccon (espulso) – 18’ Ranocchia – 67’ Blin rosso diretto – 69’ Castellini – 70’ Radaelli – 74’ Pierozzi – 80’ Peda – 91’ Gyasi

Marcatori: 2’ Ranocchia – 37’ Pohjanpalo – 67’ Marras
Spettatori: Totale biglietti: 9.345 – Di cui – Ospiti: 194 – Abbonamenti: 16.504 – Totale 25.849