Per oltre sessantacinque minuti il Palermo ha dato la sensazione di avere il pieno controllo della partiita. Squadra corta, ritmo giusto e gestione ordinata del possesso hanno permesso ai rosanero di indirizzare la gara e di costruire un vantaggio che sembrava poter mettere al riparo da qualsiasi sorpresa. Di contro, il Mantova per oltre un tempo era completamente alla mercè dei rosanero.
La squadra di fatto aveva rischiato pochissimo, conducendo la partita con personalità e dimostrando ancora una volta quanto, soprattutto tra le mura amiche, il Palermo riesca a esprimere una solidità ben diversa rispetto a quella mostrata lontano dal “Barbera”.
Eppure, proprio quando la gara sembrava ormai incanalata verso una conclusione tranquilla, è arrivato l’episodio che ha cambiato improvvisamente l’inerzia del match. L’espulsione di Alexis Blin — una decisione tanto improvvisa quanto sciagurata — ha riaperto una partita che il Palermo aveva già virtualmente vinto.
La follia di Blin rientra in quelle variabili imprevedibili che rendono il calcio uno sport unico, capace di cambiare volto a una partita nel giro di pochi secondi. Ma è anche un episodio che si inserisce in un quadro più ampio, perché ancora una volta il Palermo ha mostrato quelle fragilità mentali che da anni accompagnano la squadra. Un male quasi atavico, come se in determinati momenti della partita la squadra decidesse improvvisamente di “staccare la spina”, perdendo lucidità e concedendo agli avversari la possibilità di rientrare in gioco. Questo tipo di calo non è un episodio isolato. Più volte nel corso dell’anno i rosanero hanno mostrato una tendenza simile: partire forte, controllare la gara e poi abbassare ritmo e concentrazione, permettendo agli avversari di rientrare in partita. Non è tanto un problema di qualità o di gioco, quanto piuttosto di gestione dei momenti della partita.
La buona notizia è che stavolta i tre punti sono arrivati comunque. Ma se il Palermo vuole ambire a traguardi importanti, dovrà imparare a mantenere lucidità e intensità per tutti i novanta minuti. Perché nel calcio basta un attimo di distrazione per trasformare una vittoria tranquilla in una serata da brividi.
Eppure la vittoria resta pienamente meritata. Anche dopo il 2-1 il Palermo ha avuto diverse occasioni per chiudere definitivamente la partita, senza però riuscire a trovare il colpo del ko che avrebbe evitato il finale di sofferenza.
Negli ultimi dieci minuti il Mantova ha provato il tutto per tutto. L’arrembaggio finale degli ospiti ha fatto salire i battiti al pubblico del Barbera, costretto a vivere un finale tutt’altro che tranquillo. In quei momenti è tornato protagonista Joronen, che con alcuni interventi decisivi ha blindato il risultato e riportato serenità in una serata che rischiava di complicarsi oltre misura.
Alla fine, però, ciò che conta è il risultato. Il Palermo porta a casa tre punti pesanti e allunga ulteriormente la propria impressionante striscia di vittorie casalinghe consecutive: adesso sono nove.
La classifica, inoltre, regala notizie incoraggianti. Il pareggio casalingo del Frosinone contro il Pescara — arrivato al termine di una partita incredibile e soltanto nel finale — ha permesso ai rosanero di recuperare due punti preziosi nella corsa alle posizioni più alte. Dal punto di vista psicologico un’importante rivincita per i rosanero, considerando la recente sconfitta proprio contro gli abruzzesi. Un altro aspetto positivo è dato dal distacco sul Catanzaro, quinto in classifica, che ora è salito a otto punti. E’ sempre più evidente che, a meno di crolli clamorosi, questo campionato sembra destinato a diventare una corsa ristretta a quattro squadre, con equilibri sottilissimi e margini di errore ridotti al minimo.
Non andiamo tanto per il sottile. Giunti a questo punto del campionato comunque il messaggio che ieri sera il Palermo ha mandato alle sue antagoniste è chiaro: qui non si molla un centimetro. Questa era la risposta che tutti ci aspettavamo dopo la batosta di Pescara. La distanza dalla vetta resta invariata, perché Venezia e Monza hanno conquistato a loro volta i tre punti, ma la corsa resta aperta. La promozione diretta matematicamente non è impossibile, anche se la strada resta assai tortuosa e ricca di ostacoli, primi fra tutti le tre trasferte sui campi delle tre rivali che precedono i rosanero in classifica.
Molto, quindi, dipenderà proprio dagli scontri diretti ancora da giocare. Per riaprire davvero il discorso promozione il Palermo dovrebbe riuscire a vincere almeno due delle prossime sfide decisive. Un’impresa tutt’altro che semplice, anche perché lontano dal Barbera i rosanero non hanno ancora mostrato la stessa sicurezza esibita tra le mura amiche.
Tra le note più positive della serata c’è ancora una volta Joel Pohjanpalo. Con il gol realizzato contro il Mantova l’attaccante ha raggiunto quota 19 reti stagionali, confermandosi sempre più come il punto di riferimento offensivo della squadra.
È una vittoria che fa sorridere, ma che allo stesso tempo lascia qualche interrogativo. Se il Palermo vuole davvero coltivare ambizioni di promozione diretta dovrà dimostrare di saper gestire con maggiore maturità le partite già indirizzate, evitando di trasformare gare controllate in finali pieni di tensione.
“Fortuna audaces iuvabit.” (La fortuna aiuterà gli audaci).
È una frase latina attribuita alla tradizione romana che nel tempo è diventata simbolo di coraggio e determinazione. Significa che il destino tende a premiare chi non si tira indietro davanti alle sfide. Se il Palermo vorrà davvero continuare a inseguire il sogno della promozione diretta, dovrà affrontare il cammino che resta con questo spirito: audacia, convinzione e la capacità di non arrendersi mai.
Le pagelle di Michele.
PALERMO: Joronen 7; Peda 6 (dal 39′ s.t. Magnani s.v.), Bani 6,5, Ceccaroni 6; Pierozzi 6 (dal 39′ s.t. Gyasi s.v.), Segre 7, Ranocchia 7 (dal 1′ s.t. Blin 4), Augello 7; Palumbo 7 (dal 24′ s.t. Gomes 6), Le Douaron 7 (dal 32′ s.t. Johnsen 6); Pohjanpalo 7.
MANTOVA: Bardi 6,5; Dembelé 5 (dal 9′ s.t. Maggioni 6), Cella 6, Castellini 5,5 (dal 32′ s.t. Mancuso 5); Radaelli 5, Trimboli 5,5, Zuccon 4, Benaissa 5; Bragantini 6 (dal 1′ s.t. Paoletti 5,5), Caprini 6,5 (dal 32′ s.t. Buso 6); Mensah 5,5 (dal 9′ s.t. Marras 7).