Finalmente. Il miglior Palermo formato esterno della stagione domina il Bari e conquista tre punti necessari e fondamentali, pesanti non solo per la classifica ma per il morale e le ambizioni. Un segnale inequivocabile e squillante lanciato alle dirette antagoniste nella lotta per la promozione.
La vittoria nasce da una prestazione solida, mai isterica, costruita con attenzione ai dettagli e una gestione intelligente dei momenti della gara. Il Palermo sin dai primi minuti ha saputo controllare il campo, spegnere l’entusiasmo dei padroni di casa e colpire senza mai perdere equilibrio.
Tra i protagonisti, Ranocchia ha dettato legge in mezzo al campo, offrendo qualità e ordine con la personalità di chi sa prendersi responsabilità; Palumbo ha offerto una prova di sostanza ed intelligenza tattica, confermandosi elemento chiave nello sviluppo della manovra; Ceccaroni è stato semplicemente impeccabile: sempre al posto giusto, dominante nei duelli e guida silenziosa di un reparto difensivo che non ha concesso nulla. Pohjanpalo, davanti, ha fatto quello che serve a una squadra che vuole vincere: gol, presenza costante, lavoro per i compagni e la capacità di far salire la squadra nei momenti più delicati. Degna di nota la prova funzionale di Jeremy Le Douaron, che quando vede il Bari sembra vedere rosso come i tori, visto che i pugliesi sono tra le vittime preferite della punta transalpina. Il contributo dell’ex Brest è stato assai prezioso. Il continuo movimento oltre a non creare punti di riferimento alla statica difesa pugliese, ha creato spazi preziosi per gli inserimenti dei centrocampisti e per Pohjanpalo che ha tratto giovamento della presenza di un giocatore abile a spalleggiarlo contro i marcantoni avversari di turno.
E proprio la difesa rappresenta il manifesto di questa vittoria: compatta, concentrata, senza sbavature. Il Bari ha provato a spingere, specialmente ad inizio partita sulle onde di un entusiasmo maturato grazie al colpo esterno di Cesena della settimana precedente ed all’arrivo del nuovo-vecchio allenatore Longo, ma si è scontrato contro un muro organizzato e mentalmente pronto, segno evidente di una squadra che sta crescendo nella testa prima ancora che nelle gambe. A dar forza al valore della prova difensiva annunciamo con grande piacere che Jesse Joronen, in altre occasioni salvatore della patria, stavolta è stato spettatore non pagante dell’incontro.
In attesa dei risultati delle antagoniste, porgiamo più di uno sguardo oltre che alla 22a giornata, sperando in qualche passo falso delle squadre che stanno davanti, anche ed inevitabilmente sul mercato, che chiude lunedì. Questa vittoria rafforza una convinzione: il Palermo è pienamente in lotta per la promozione, ma per restarci fino in fondo servono rinforzi mirati.
L’arrivo di due buoni attaccanti sarebbe davvero grasso che cola. Non tanto per stravolgere gerarchie o equilibri, quanto per aumentare le soluzioni, alzare il livello delle rotazioni e garantire continuità in una fase della stagione dove ogni dettaglio fa la differenza. Una squadra così solida dietro e così organizzata può permettersi di sognare, a patto di avere davanti armi sufficienti per colpire con regolarità.
“Per aspera ad astra” (Attraverso le difficoltà, fino alle stelle.)
Il successo di Bari è una tappa fondamentale di un cammino che passa da sacrificio, scelte giuste e ambizione. Le difficoltà non sono un ostacolo, ma una selezione naturale per chi vuole davvero puntare in alto. Se il mercato darà il suo contributo, questo Palermo ha dimostrato di avere la struttura mentale e tattica per guardare alle stelle senza timore.
Le pagelle.
BARI: Cerofolini 5; Cistana 5, Pucino 6, Stabile 5; Mane 5,5 (dal 8′ s.t. Cuni 5), Verreth 6, Braunoder 5 (dal 31′ s.t. Esteves s.v.), Dorval 6,5; Rao 6 (dal 46′ p.t. Dickmann 5), De Pieri 5 (dal 18′ s.t. Cavuoti 5); Moncini 5 (dal 31′ s.t. Gytkjer 5).
PALERMO: Joronen s.v.; Peda 6,5, Bani 6,5 (dal 38′ s.t. Vasic s.v.), Ceccaroni 7,5; Pierozzi 6,5 (dal 29′ s.t. Bereszynski 6), Segre 6,5, Ranocchia 7,5, Augello 7; Palumbo 7 (dal 29′ s.t. Gomes 6), Le Douaron 7 (dal 24′ s.t. Gyasi 6,5); Pohjanpalo 7,5 (dal 29′ s.t. Corona 6).