(di Giuseppe Messina)

Hanno fatto sentire la loro voce e chiesto alle istituzioni di trovare insieme una soluzione che possa far ripartire il mondo dell’intrattenimento serale e della movida notturna, così da restituire il lavoro a tanti operatori del settore. Il comparto costituito da numerose figure professionali  produce annualmente in tutta Italia un indotto di miliardi di euro ed a seguito dell’emergenza Covid-19 è stato il primo a fermarsi e sospendere tutte le attività. Dal 23 febbraio deejay, cantanti, musicisti, band, ballerini, camerieri, barman, addetti alla sicurezza e migliaia di altre persone, che ruotano attorno al mondo delle discoteche e dei locali notturni, hanno perso il lavoro. Molti non hanno ricevuto sussidi o ammortizzatori sociali e non ce la fanno più andare avanti. I titolari dei locali hanno chiuso le loro attività continuando a sostenere affitti e altri costi gestionali. Dentro questo settore ci sono migliaia e migliaia di famiglie senza più reddito e senza più lavoro. “Siamo stati dimenticati – dicono gli operatori del settore sostenuti dal sindacato Silb – comprendiamo che bisogna mettere in atto condizioni e misure di sicurezza ma dobbiamo ripartire. Chiediamo alle istituzioni di trovare, insieme a noi, una soluzione che permetta la riapertura, un tavolo tecnico attorno al quale studiare insieme una ripartenza in piena sicurezza. Siamo aperti e disponibili a collaborazioni, ma non possiamo più rimanere chiusi”. La manifestazione ha rispettato tutte le norme di sicurezza, i partecipanti hanno indossato le mascherine e mantenuto il distanziamento sociale, a conferma che imprenditori, liberi professionisti e dipendenti del settore chiedono un confronto pacifico con le istituzioni. Insieme, in sinergia per restituire lavoro e dignità a novantamila operatori in tutta Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *