Lunedì 26 ottobre si è tenuta a Caltavuturo l’assemblea pubblica organizzata da CIA Sicilia Occidentale, dal titolo “Agricoltura nelle Madonie: rinascere e restare”. Durante il dibattito è intervenuto il sindaco di Blufi, Calogero Puleo, che ha evidenziato con decisione la serietà della crisi economica e sociale che sta investendo le comunità del territorio, mettendo a dura prova le imprese agricole e le famiglie. Una crisi che nasce dal basso, con il potere d’acquisto delle famiglie sempre più ridotto.
Nel dare inizio al suo discorso, Puleo ha rimarcato il rapporto umano e istituzionale che unisce gli amministratori alla popolazione.
“Prima di essere sindaci, siamo cittadini e consumatori che vivono le stesse problematiche familiari”.
Senza giri di parole, Puleo ha richiamato le difficoltà che tante famiglie affrontano quotidianamente per sostenere i costi indispensabili, come le bollette. Un quadro sempre più pesante, reso ancora più difficile, secondo il sindaco, dalla mancanza di risposte da parte dei governi regionale e nazionale alle effettive necessità delle comunità locali.
“Il potere d’acquisto delle famiglie è azzerato da anni – ha denunciato il sindaco. Se non si riparte dalla base, immettendo liquidità e aumentando il potere d’acquisto, nessuna economia potrà riprendersi. Chi ci governa dall’alto non comprende che senza risorse per le famiglie non ci sono investimenti possibili, né per i beni primari né per le imprese.”
Il primo cittadino ha poi spostato l’attenzione sulle difficoltà del sistema produttivo locale, criticando un modello economico e politico che, a suo avviso, penalizza soprattutto le piccole e medie imprese e le attività artigianali, favorendo i grandi gruppi economici.
“Le piccole e medie imprese sono state letteralmente cancellate dalle logiche dei governi. Io stesso, prima di essere sindaco, sono un lavoratore autonomo: so cosa significa lottare ogni giorno solo per riuscire a far quadrare i conti.”
Particolare attenzione è stata rivolta al comparto agricolo e zootecnico delle Madonie, messo a dura prova dal rincaro dei carburanti e dall’incremento dei costi di gestione, con conseguenze che finiscono per coinvolgere l’intera comunità.
“La fiscalità di vantaggio per le imprese e i commercianti che resistono nelle aree interne – come quella discussa anni fa nei palazzi della Regione ma mai concretizzata – avrebbe potuto rappresentare un argine fondamentale contro lo spopolamento.”
Parole dure sono state riservate anche alla gestione delle risorse straordinarie, dai finanziamenti del PNRR ai fondi europei.
“Al Sud Italia è stato scippato almeno il trenta per cento dei fondi del PNRR, e nessuno della politica ha fiatato. C’è un disegno chiaro da parte di chi ci governa dall’alto: il Sud non deve crescere.”
Il sindaco ha richiamato anche la denuncia pubblica, da lui sollevata recentemente, sulla distribuzione iniqua delle risorse regionali e sull’esclusione di 58 comuni siciliani dai finanziamenti destinati agli investimenti.
“Perché cinquantotto comuni sono stati completamente esclusi dai fondi per gli investimenti? Se abbiamo il coraggio di protestare, dobbiamo farlo tutti insieme, superando le divisioni politiche.”
In chiusura, il sindaco di Blufi ha rivolto un appello alla collaborazione e all’unità di tutte le realtà del territorio.
“Noi sindaci non abbiamo un potere legislativo, non possiamo fare leggi, ma abbiamo la forza di urlare insieme ai nostri cittadini, agli agricoltori e agli imprenditori. Non facciamoci la guerra tra di noi: se camminiamo insieme, forse qualche battaglia la vinceremo. Se invece ognuno va per la sua strada, non otterremo alcun risultato. Blufi c’è, c’era ieri e ci sarà sempre a sostegno di questa battaglia di dignità e futuro per le Madonie”
