Ci sono storie che non finiscono con un addio. Restano sospese nel tempo, in attesa di una parola, di un gesto, di un abbraccio capace di chiudere il cerchio. Quella tra Fabrizio Miccoli e Palermo è una di queste.
L’ex capitano rosanero tornerà al Renzo Barbera, il suo stadio, il prossimo 26 settembre per disputare la partita d’addio al calcio giocato. Undici anni dopo l’ultima volta, sarà proprio l’impianto di Viale del Fante a fare da cornice al saluto definitivo del numero 10 che più di ogni altro calciatore ha saputo accendere la passione dei tifosi palermitani negli anni della Serie A.
La serata è stata presentata a Villa del Gattopardo, sede della Fondazione Dragotto, ma il vero protagonista non è stato soltanto l’evento. È stato il legame profondo, mai spezzato, tra Miccoli e una città che lo ha amato come pochi altri giocatori nella sua storia recente. Sei stagioni che lo hanno consacrato definitivamente come il “Romario del Salento”.
Le emozioni più forti sono arrivate proprio dalle parole dell’ex attaccante salentino. Parole che sanno di nostalgia, di consapevolezza e di riconciliazione.
«Ricordo come sono andato via da Palermo. Vorrei tornare indietro nel tempo e farlo diversamente. Come meritavano i tifosi».
In questa frase c’è probabilmente il senso dell’intera iniziativa. Non una semplice partita celebrativa, ma il desiderio di salutare Palermo nel modo giusto. Di restituire qualcosa a una città che gli ha regalato gli anni più intensi della sua carriera e che lo ha trasformato in un simbolo.
In campo scenderanno tanti dei protagonisti di quelle stagioni indimenticabili del Palermo in serie A. Ci saranno Josip Ilicic, Javier Pastore, Amauri, Federico Balzaretti, Cesare Bovo, Antonio Nocerino, Salvatore Sirigu ed Emiliano Viviano. Atteso anche Nuno Gomes, compagno di squadra ai tempi del Benfica. Dall’altra parte ci sarà la Nazionale Italiana Artisti Tv per una serata che si annuncia come una grande festa popolare.
Ma il significato dell’appuntamento va oltre il calcio. L’incasso sarà devoluto in beneficenza e la quota spettante a Miccoli verrà destinata alla Fondazione Falcone. L’ex capitano rosanero ha parlato anche di un progetto che gli sta particolarmente a cuore, la realizzazione di un campetto nel quartiere Kalsa dove i bambini possano giocare e allenarsi.
Tra i momenti più toccanti della presentazione anche il riferimento all’incontro con Maria Falcone, reso possibile grazie alla mediazione del presidente del Palermo Dario Mirri. Un passaggio che ha segnato profondamente il percorso umano dell’ex calciatore.
“È stato un incontro commovente – ha raccontato Vincenzo Di Fresco, figlio di Maria Falcone e presidente del Museo del Presente – sottolineando come Miccoli abbia voluto affrontare il proprio passato per aprire una nuova fase della sua vita.“
Parole di stima sono arrivate anche da Tommaso Dragotto, che ha definito Miccoli un’icona della città, riconoscendogli il coraggio di aver ammesso i propri errori e di aver chiesto perdono.
Il 26 settembre non sarà soltanto una partita di calcio. Sarà il ritorno di un figlio adottivo davanti alla sua gente. Sarà l’occasione per rivivere insieme emozioni, ricordi e frammenti di una storia che ha fatto sognare un’intera città e che toccò il vertice più alto con la finale di Coppa Italia del 2011. Restano nel cuore le lacrime a fine gara di Miccoli che avrebbe voluto regalare un sogno ai tifosi rosanero.
Ma il sogno è finalmente diventato realtà, perché Palermo e Fabrizio Miccoli sono tornati ad abbracciarsi ed a riconoscersi negli occhi l’uno dell’altra.
Certi amori, cantava Antonello Venditti, non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano. Amori indivisibili, indissolubili, inseparabili proprio come quello tra il Palermo ed il suo Capitano FM 10, Fabrizio Miccoli.