Intervistato da Nicola Binda sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Matteo Brunori parla ormai da ex capitano del Palermo e traccia un bilancio della sua esperienza alla Sampdoria, senza nascondere le ambizioni per il futuro. L’attaccante italo-brasiliano, reduce dai sei mesi trascorsi in blucerchiato dopo il trasferimento di gennaio, è destinato a rientrare formalmente in rosanero, ma il suo futuro sarà sicuramente lontano dalla Sicilia.
Brunori ha confermato di essere consapevole delle scelte del club rosanero e di aver accettato serenamente la decisione della società di non considerarlo parte del nuovo progetto tecnico. Nessuna polemica, soltanto una diversa visione rispetto all’allenatore.
“Sono solo scelte tecniche e succede”, ha spiegato l’attaccante, ribadendo di averle accettate sia a gennaio sia adesso, sempre nell’interesse del Palermo.
Terminata l’esperienza genovese, Brunori ha lasciato la Liguria per tornare in Umbria, in attesa di conoscere la prossima destinazione. Il mercato è ancora agli inizi e le offerte concrete non sono ancora arrivate, ma il suo agente gli ha già fatto capire che qualcosa si sta muovendo. Dal canto suo, l’ex capitano rosanero non appare preoccupato e guarda con fiducia alla prossima sfida professionale.
Nel tracciare il bilancio della parentesi alla Sampdoria, Brunori ha parlato di un’esperienza positiva. La salvezza conquistata dai blucerchiati rappresenta, a suo giudizio, un risultato importante per una squadra che conviveva con enormi pressioni. Sul piano personale riconosce che i tre gol realizzati in 18 presenze non rappresentano certamente un bottino esaltante per un attaccante, ma sottolinea come siano stati gol pesanti, ai quali si aggiungono tre assist. Tra tutti conserva un ricordo speciale della rete segnata sotto la Gradinata Sud contro l’Avellino, un’emozione che definisce unica.
Inevitabile poi uno sguardo al Palermo, la squadra con cui ha scritto alcune delle pagine più importanti della propria carriera. Con 73 reti all’attivo è il secondo miglior marcatore della storia rosanero, alle spalle soltanto di Fabrizio Miccoli. Un legame che va oltre il calcio e che Brunori descrive con parole cariche di affetto. Palermo, ricorda, è la città dove è nata sua figlia e dove ha costruito rapporti umani profondi. Per questo, indipendentemente da quanto accaduto negli ultimi mesi, conserverà sempre un posto speciale nel suo cuore.
L’attaccante ha seguito da tifoso il percorso playoff dei rosanero e non ha nascosto il rammarico per l’eliminazione contro il Catanzaro. Secondo Brunori, il Palermo ha compromesso la qualificazione nella gara d’andata, mentre al ritorno ha disputato una prestazione straordinaria. Una squadra che, a suo dire, se fosse riuscita a ribaltare la semifinale avrebbe avuto le carte in regola per battere chiunque.
Sul futuro le idee sono molto chiare. L’obiettivo prioritario resta la Serie A, quel traguardo soltanto sfiorato durante gli anni vissuti in maglia rosanero. Se dovesse restare in Serie B, Brunori vorrebbe comunque approdare in una squadra capace di lottare concretamente per la promozione.
“Devo ritornare a giocarmi la A”, è il concetto che emerge con forza dalle sue parole. Una motivazione alimentata anche da una stagione personale complicata, chiusa con appena quattro reti complessive tra Palermo e Sampdoria.
Proprio il rendimento realizzativo degli ultimi anni rappresenta uno dei temi affrontati nell’intervista. Dopo i 34 gol segnati nelle prime due stagioni di Serie B con il Palermo, Brunori ha visto progressivamente diminuire i propri numeri. Una situazione che collega soprattutto alla necessità di sentirsi centrale all’interno di un progetto tecnico. Quando avverte fiducia e responsabilità, sostiene, riesce sempre a esprimere il meglio del proprio potenziale.
L’ex capitano rosanero ha infine analizzato l’evoluzione del campionato cadetto, definendolo sempre più coraggioso e spettacolare. Ha elogiato le squadre che hanno conquistato la promozione e quelle che hanno sfiorato il grande salto, soffermandosi anche sugli attaccanti che più lo hanno impressionato. Da Joel Pohjanpalo a Pietro Iemmello, passando per Massimo Coda e i talenti offensivi del Frosinone, Brunori vede una Serie B sempre più ricca di qualità e vocazione offensiva.
Adesso, però, è il momento di guardare avanti. Ed anche se il Palermo appartiene al passato, almeno dal punto di vista sportivo, per Matteo Brunori c’è una nuova sfida e un obiettivo che non è mai cambiato, conquistare quella Serie A soltanto sfiorata negli anni in cui ha vestito la maglia rosanero.