Da Parma al Parma: questo può essere il titolo che riassume i 13 mesi di esperienza, sino ad ora, di Cristian Chivu da allenatore in Serie A. Con la vittoria di ieri per 2-0 sul Parma, l’Inter si laurea campione d’Italia 2025/26 con 3 giornate d’anticipo. Il 21esimo Scudetto porta la firma dell’allenatore rumeno, la scommessa fatta dalla dirigenza interista la scorsa estate, al termine di una stagione disastrosa con 3 titoli persi in pochi giorni. Chivu ha ereditato una panchina pesante, abituata a vincere da anni e con una squadra da ricostruire dal punto di vista psicologico dopo la finale di Champions persa per 5-0.
In pochi avrebbero scommesso su di lui a inizio campionato, se non altro per la sua acerbità, visto le sue poche panchine in A col Parma la scorsa stagione. Eppure “mister caschetto” è riuscito ad arrivare a un risultato che i suoi recenti predecessori non hanno raggiunto: lo scudetto al primo colpo.
Potrebbe essere il titolo di un film, ma per gli interisti è tutto vero. In pochi nella storia interista sono riusciti in questo risultato: il più recente è José Mourinho, uno degli ultimi allenatori di Chivu al quale bastarono 36 partite nel nostro campionato per arricchire la sua bacheca di un altro trofeo. Bisogna tornare agli anni ’70 per trovare un altro allenatore interista capace di tale impresa: si tratta di Invernizzi nella stagione 1970-71. addirittura i primi due interisti a compiere tale impresa furono Foni (1952-53) e Weisz (1929-30).
Se si guarda in senso lato a tutta la Serie A, solo Mourinho, Conte e Capello hanno impiegato meno partite per vincere il loro primo Scudetto. Adesso, però, per l’Inter non è finita qui, perché il primo atto di Chivu potrebbe portare anche il secondo trofeo: la Coppa Italia che i nerazzurri potrebbero alzare il prossimo 13 maggio contro la Lazio, proprio come Mourinho, suo maestro.