L’ Ussi Sicilia celebra le eccellenze dello sport regionale. Lunedì 30 marzo al Centro internazionale di fotografia Letizia Battaglia, ai Cantieri Culturali alla Zisa, è andata in scena la 65ª edizione dei Premi dell’Anno, appuntamento che valorizza atleti, dirigenti e protagonisti che si sono distinti nell’ultima stagione.

La manifestazione, diretta artisticamente da Francesco Panasci e condotta dai giornalisti Nino Randazzo e Carla Fernandez, si è svolta con il patrocinio del Comune di Palermo e degli assessorati regionali competenti. Presenti sul palco, insieme al presidente Ussi Sicilia Gaetano Rizzo, il segretario di Assostampa Giuseppe Rizzuto. Messaggi video sono arrivati dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Concetto Mannisi, dalla segretaria Fnsi Alessandra Costante e dal presidente nazionale Ussi Gianfranco Coppola. 

La cerimonia è stata partecipata e ricca di contenuti ed ha visto tra i premiati l’ex mezzofondista olimpionico Antonio Selvaggio, lo schermidore Vincenzo Tranchida, il tecnico di atletica Orazio Scarpa e l’arbitro di basket Alessandro Nicolini. Momento particolarmente significativo l’assegnazione alla memoria del premio “Candido Cannavò” a Totò Schillaci, simbolo autentico di passione e riscatto.

“È stata un’altra edizione con personaggi di alto livello – ha dichiarato il presidente della sezione siciliana dell’Ussi Gaetano Rizzo – grazie ad un’organizzazione impeccabile, quella collaudata del direttore artistico Francesco Panasci, in una cornice suggestiva come i Cantieri Culturali della Zisa che da qualche giorno ospitano anche la casa di noi giornalisti con la nuova sede dell’Associazione Siciliana della Stampa”.

 L’elenco dei premiati ha confermato la varietà e la qualità del movimento sportivo isolano. Il premio “Manlio Graziano” è stato assegnato a Fabio Nicosia per il contributo allo sviluppo del beach soccer e del beach volley. Il “Mario Vannini” alle società emergenti è andato all’Asd Il Dojo Catania per i risultati nel ju-jitsu e alla Sicilia Running Team, vicecampione d’Italia a squadre.

Per i valori etici riconoscimenti a Carmelo Barcella e Federica Cernigliaro. Il premio “Sport e società” ha valorizzato il Villaggio Sant’Agata e Suraround per l’impegno tra inclusione e sostenibilità.

Spazio ai giovani con il premio “Francesco Mannino” a Danilo Faso, Paolo Castorina e Riccardo La Mantia. Per il giornalismo sportivo premiato Luigi Butera, mentre il riconoscimento fotografico è andato a Pasquale Ponente.

Il premio a Pasquale Ponente come fotografo dell’anno celebra chi sa fermare l’attimo e trasformarlo in memoria. Da anni Ponente racconta lo sport cogliendone emozioni autentiche, la tensione prima di una gara, la gioia di un trionfo, la delusione di una sconfitta. I suoi scatti vanno oltre la cronaca, sono storie che parlano senza parole, restituiscono bellezza e profondità a ogni gesto, dai grandi palcoscenici alle realtà più nascoste. Con sensibilità e dedizione, Ponente regala allo sport la capacità rara di restare nel tempo, fermando ciò che davvero conta.

Tra i premi alla carriera e ai percorsi più significativi, quelli a Cristian La Grassa e Paolo Prestigiacomo, al tecnico Orazio Scarpa e all’arbitro Alessandro Nicolini. Il premio “Nino Catalano” alla carriera è andato ad Antonio Selvaggio.

Ampio spazio anche ai premi speciali: da Germana Bonanno Conti a Luca Scandurra, fino al riconoscimento a Vincenzo Tranchida per la forza dimostrata in una vicenda personale segnata da un grave lutto.

Riconoscimento anche a Vivisano per la promozione del benessere e alla giornalista Marta Mulè, premiata con il “Franco Zuccalà” per un approfondimento sugli atleti rifugiati.

Premi speciali anche all’Handball Erice, all’Athletic Club Palermo e a Giorgio Perinetti per la promozione in Serie D, e a Dario Mirri per il valore sociale restituito al Palermo.

Per Mirri il riconoscimento va ben oltre la dimensione dirigenziale. La sua gestione del Palermo è un modello di ricostruzione identitaria, prima ancora che sportiva. Dopo anni complessi, ha riportato il club in una dimensione credibile, restituendo centralità al rapporto con la città e trasformando la società in un presidio sociale, oltre che calcistico. Non si tratta solo di risultati sul campo, ma di una linea chiara basata su sostenibilità, radicamento e progettualità. In un calcio spesso schiacciato dall’immediato, Mirri ha scelto una strada diversa, più lenta, ma strutturata, che oggi rappresenta un punto di riferimento anche fuori dai confini siciliani.

Il profilo di Perinetti è diverso, ma altrettanto significativo. La sua carriera è lunga e riconosciuta, costruita su competenza e capacità di leggere i contesti. All’Athletic Club Palermo ha portato esperienza e metodo, incidendo concretamente su un progetto giovane ma ambizioso. La promozione in Serie D non è un episodio isolato, ma il frutto di una pianificazione attenta, in cui organizzazione, scelta degli uomini e cultura sportiva hanno fatto la differenza. Perinetti si conferma così una figura capace di adattarsi, trasferire know-how e costruire valore anche in realtà emergenti.

Due percorsi diversi, un filo comune, ovvero la credibilità. In un sistema sportivo che spesso fatica a mantenere coerenza, Mirri e Perinetti rappresentano due esempi concreti di gestione solida, visione chiara e risultati costruiti nel tempo.

A completare la serata, momenti di spettacolo con Antonio Panzica e la copertura mediatica affidata a TRM, Sicilia HD e Il Moderatore.

I Premi dell’Anno dell’Ussi sono un momento di orgoglio condiviso e la celebrazione autentica dello sport siciliano in tutte le sue sfumature. Ogni riconoscimento nasce dallo sguardo attento dei giornalisti del gruppo regionale dell’Associazione Siciliana della Stampa, testimoni diretti di un anno di competizioni, sacrifici e storie. Sono i giornalisti, infatti, che con competenza e passione, raccontano e segnalano protagonisti, società e arbitri che, lungo l’intera stagione, hanno dato valore e significato allo sport vissuto nel corso dell’ultima annata sportiva.