Correva la stagione 2010/11, il Palermo militava nei piani alti della classifica, a ridosso delle zone europee, in panchina c’è Delio Rossi che a fine stagione regalerà una delle gioie più grandi della storia del club: la finale di Coppa Italia contro l’Inter. In quel Palermo figuravano tanti grandi nomi: da Cavani a Pastore, da Miccoli a Kjaer e tra questi c’era anche Moris Carrozzieri, giocatore molto apprezzato dalla tifoseria rosanero: “Credevamo tantissimo di poter portare a casa quella finale -ha dichiarato in esclusiva ad Azzurra News– perché eravamo una squadra forte, rimane tanto rammarico, però in quegli anni ci siamo tolte tante soddisfazioni, come la vittoria col Milan e con la Juventus“
Era senza dubbio un altro Palermo rispetto a quello attuale, forse il migliore della storia, con tante stelle e vere e proprie leggende del calcio, ma c’è chi rimane vivo nella memoria dell’ex difensore: “C’erano grandissimi giocatori, Miccoli, Pastore, Kjaer, Bovo, Liverani ma Cavani era qualcosa di sensazionale, era un giocatore instancabile e ha dimostrato sempre di essere un grande professionista”.
La sua avventura al Palermo si interrompe contestualmente alla squalifica per doping: “Io ero stato convocato in Nazionale – racconta- poi in una settimana sono risultato positivo e sono sfumati convocazione e passaggio al Milan. Un errore che mi è costato carissimo e che ho pagato”
Adesso il difensore centrale abbruzzese ha vestito anche il ruolo di direttore sportivo per alcune squadre locali e ha detto la sua sul momento del movimento calcio: “Adesso il calcio italiano ha subito una grande decadenza, è quasi irriconoscibile. Bisogna ripartire dai vivai e dai settori giovanili. Negli anni ’80 e ’90 c’erano italiani forti formati dai settori giovanili, come Cabrini e Zoff, adesso, invece, molti stranieri vengono in Italia, basti vedere quanti ne hanno i top club di Serie A; prima la proporzione era al contrario e così dovrebbe tornare ad essere”
Infine sulla Nazionale si sbilancia: “Stasera passiamo, ne sono convinto. Gattuso è un ottimo CT, sia a livello tecnico che a livello emotivoe poi gli avversari non sono mica il Brasile…sono una squadra contro la quale dobbiamo vincere e basta, perchè se non vinci con la Bosnia, non meriti di andarci”.