Il presente ha i colori blucerchiati, ma il cuore conserva ancora sfumature rosanero. Matteo Brunori, ex capitano del Palermo, in una intervista rilasciata a “Tuttosport” ha raccontato la sua scelta di rimettersi in gioco, seppur in prestito, in una piazza storica come quella della Sampdoria.
Brunori ha spiegato di avere ritrovato entusiasmo e di sentirsi felice della scelta. La Sampdoria era la sua prima scelta, non un ripiego, ma una opportunità che desiderava davvero. La priorità, ha chiarito, è quella di raggiungere il prima possibile la salvezza, ma, ha sottolineato di avere sensazioni positive e di avere trovato un gruppo sano.
Lasciare Palermo, ha confessato non è stato facile
“Palermo mi ha dato tutto – ha confessato Brunori – Mi ha fatto diventare quello che sono oggi. Mi ha dato la possibilità di giocare in uno stadio incredibile, abbiamo fatto cose bellissime. A Palermo ho lasciato un pezzo di cuore, resterà dentro di me. Ma ora sono arrivato in una piazza altrettanto gloriosa. Era difficile lasciare Palermo e trovare una piazza così calda. Era quello che desideravo.”
Durante l’intervista, Brunori ha ripercorso la sua carriera, quando dieci anni fa giocava a Petrignano, vicino casa, in Eccellenza e aveva deciso di smettere. Dopo la chiamata in club di Serie D, però decise di ricominciare la gavetta, affermando poi che rifarebbe tutto, perché – ha precisato – ha messo amore e passione in tutte cose che ha fatto e che ancora oggi si porta dentro.
Alla Sampdoria ha ritrovato la titolarità e con essa continuità e fiducia, anche se ha avuto bisogno di tempo per rimettersi in condizione. Ora sente di stare ritrovando ritmo e intesa con i compagni, soprattutto con Begic, l’affinità, ha spiegato, è collettiva, poiché si è sentito accolto, integrato e parte del gruppo fin da subito.
Contro il Modena è arrivato la prima rete con la maglia blucerchiata, un gol che ha definito liberatorio, arrivato nel modo più bello possibile. Ma è soprattutto la rete al Ferraris che lo ha emozionato per il boato dei tifosi che, afferma, è difficile ritrovare altrove. Gli manca ancora un gol sotto la gradinata Sud, ma sente che arriverà presto.
Poi ha spiegato che la sua esultanza con la lingua di fuori è un gesto nato a Palermo, raccontando anche che prima di scegliere la maglia numero 99 ha scritto ad Antonio Cassano, consapevole del peso simbolico di quel numero. Cassano – ha assicurato Brunori – gli ha dato una carica incredibile.
Brunori non ha nascosto l’amarezza per il passo falso di Mantova, arrivato dopo sei risultati utili consecutivi. Parlando dello staff ha detto di avere trovato valori e attaccamento veri e la presenza di tanti ex sampdoriani in società lo ha aiutato a capire subito dove si trova.
Ora il prossimo impegno della Sampdoria è a Bari, uno scontro diretto. Brunori ha ammesso che i tifosi blucerchiati hanno diritto di sognare, ma lui resta ancorato alla realtà e anche se la classifica è migliorata, serve lucidità per uscire definitivamente dalla zona calda.
Sul suo futuro non si è sbilanciato. Ha detto di stare molto bene alla Sampdoria, ma che non è il momento di parlare di ciò che accadrà dopo giugno. Vive il presente, con gratitudine e ambizione.
Quando gli fanno notare che un altro italo-brasiliano, Walter Novellino, riportò la Samp in Serie A nel 2003, ammette di non saperlo, ma ha sorriso. Un sorriso leggero, pieno di significato. Perché la sua storia, tra cadute e ripartenze, sembra certificare che i sogni, se si resiste abbastanza, tornano sempre a bussare.