La fine di un anno è il momento ideale per i bilanci, le conclusioni e i buoni propositi per il successivo. È così anche per l’FC Internazionale che sta scandagliando il suo burrascoso 2025, colmo di emozioni contrastanti: dal Triplete sfiorato, ai zero titoli conquistati; dal primo posto in classifica alla Supercoppa persa ai rigori nel più recente passato.

La finale di Champions League dello scorso 31 maggio ha tracciato un notevole solco nel 2025 nerazzurro. In panchina c’era Simone Inzaghi, condottiero di una Inter straripante e devastante contro il Barcellona di Yamal in semifinale, ma capitolata in finale per 5-0 contro il PSG (peggior sconfitta di sempre in una finale di Champions League). Il “31 maggio” segna lo spartiacque interista: Inzaghi lascia l’Inter dopo 4 stagioni e al suo posto subentra Cristian Chivu, la vera e propria scommessa nerazzurra.

Prima di approdare sulla panchina interista, Cristian Chivu contava 15 panchine in Serie A, tutte alla corte del Parma da febbraio a maggio, ma probabilmente insufficienti per prendere le redini di una squadra a pezzi, dopo il disastro di Monaco di Baviera. È questo il pensiero di molti tifosi interisti che si preparavano a una stagione non al top e all’inizio di un nuovo ciclo, lasciando con malinconia quello vincente di Inzaghi.

A fine 2025, però, le statistiche dicono altro: Inter prima in classifica con 33 punti, 11 vittorie e 4 sconfitte, sesto piazzamento in Europa, che consentirebbe accesso diretto agli ottavi e primo turno di Coppa Italia superato contro il Venezia. Non male per un quasi neofita.

Queste statistiche sono rafforzate se paragonate con i suoi predecessori: Chivu viaggia esattamente in linea col primo anno di Inzaghi , 33 punti per il rumeno, 34 per il piacentino; addirittura meglio rispetto delle annate 2022/23 e 2024/25, rispettivamente 30 e 31 punti in 15 partite. Anche il dato dei gol fatti dà ragione all’ex Parma: 34 gol in 15 partite, esattamente gli stessi dell’ultima stagione di Inzaghi.

Il rumeno perde il miss-match solo con Antonio Conte nelle stagioni 2019/20 e 2020/21, rispettivamente 38 e 36 punti. In ultima analisi, il dato sui gol subiti: la nuova Inter ha la terza migliore difesa degli ultimi 7 anni con 14 gol subiti in 15 partite. Dalla stagione 2019/20 solo la prima Inter di Conte (13 gol subiti) e l’Inter scudettata di Inzaghi (2023/24 con 7 gol subiti) hanno superato questo dato.

Infine il momento dei bilanci: Chivu è assolutamente promosso, andando contro quei sentori e quei giudizi, magari troppo affrettati che il tifoso interista gli ha riservato. Il buon auspicio per il 2026 interista è che questi numeri si concretizzino in un trofeo, continuando un ciclo e una tradizione vincente costruito nelle precedenti stagioni.