Nella prima delle due trasferte consecutive, il Palermo è chiamato a confermare continuità di risultati e prestazioni per restare agganciato ai piani alti della classifica. Contro una Juve Stabia intensa e aggressiva, sarà decisiva la capacità di leggere i momenti della partita, sapere quando affondare e quando gestire, per riuscire a imporre la propria identità in una sfida dal peso specifico importante.

Con Blin rimasto a Palermo, in attesa di diventare nuovamente papà, Inzaghi conferma il modulo 3-5-2 con Joronen tra i pali, in difesa Bereszynski, Bani e Ceccaroni, a centrocampo Pierozzi, Segre, Ranocchia, Palumbo e Augello, Brunori e Pohjanpalo coppia d’attacco.

Il primo tiro in porta è della Juve Stabia, dai 25 metri Mosti prova a sorprendere Joronen, che si fa trovare pronto e respinge con sicurezza. Al 4’, è il Palermo a guadagnare il primo calcio d’angolo, sugli sviluppi, Augello sfiora il gol con un tiro che sfila di poco a lato.

Al 21’ brivido per i rosanero, Palumbo, già ammonito, commette un fallo che rischia di costargli il secondo giallo, ma l’arbitro si limita a un richiamo verbale. La partita resta equilibrata, la Juve Stabia prova a spingere in avanti, mentre il Palermo si difende con ordine. Il Palermo fatica a costruire gioco e commette diversi errori in fase di transizione offensiva, regalando alla Juve Stabia l’occasione di ripartire e rendersi pericolosa.

Al 38’ Juve Stabia in vantaggio, Cacciamani supera con facilità la difesa del Palermo e insacca alle spalle di Joronen.

Il Palermo accusa il colpo, anche complice qualche svista arbitrale, l’arbitro, infatti, lascia correre su diversi falli commessi dai giocatori della Juve Stabia sui rosanero. La squadra rosanero, in affanno sulle seconde palle, non riesce a ritrovare lucidità e si espone ai contropiedi avversari. Dopo il minuto di recupero concesso dall’arbitro, il primo tempo si chiude con la Juve Stabia avanti 1-0.

Ad inizio di ripresa Bani lascia il posto a Peda.

Il secondo tempo riparte sulla falsariga del primo con il Palermo sempre in ritardo sulle seconde palle e la Juve Stabia che continua a fare la partita. Al 50’ il Palermo guadagna un calcio di punizione dal limite per un fallo su Pierozzi, ma il tiro di Brunori si infrange sulla barriera. I rosanero non sono entrati bene in campo dopo l’intervallo, poco reattivi e poco convincenti, commettono troppi errori e mostrano scarsa concentrazione, il che permette alla Juve Stabia di controllare agevolmente la gara.

Al 57’ un evidente fallo di mani al limite dell’area di un giocatore della Juve Stabia non viene visto dall’arbitro. Al 61’ fuori Brunori e Palumbo e dentro Le Douaron e Vasic. Il Palermo però non riesce a cambiare l’inerzia della partita, imbrigliato nei propri limiti mentali, fatica a costruire una manovra offensiva vincente e convincente. La Juve Stabia controlla con maturità ed efficacia. Al 70’ esce Bereszynski ed entra Corona. La difesa rosanero passa dunque a 4.

Al 72’ cartellino giallo per Pierozzi e calcio di punizione pericoloso per la Juve Stabia. Al 75’ entra Diakité al posto di Pierozzi. Non cambia assolutamente nulla, il Palermo non dà l’impressione di poter rimettere la gara sui giusti binari con Pohjanpalo sempre più isolato ed una manovra offensiva lenta e farraginosa.

All’82’ clamorosa traversa della Juve Stabia, con la difesa rosanero completamente in bambola. Al 90’ rosso per Ranocchia per doppia ammonizione. Nei quattro minuti di recupero il Palermo non riesce a creare alcun pericolo, e la partita si chiude con una sconfitta pesante per la squadra di Inzaghi, che resta bloccata al quinto posto, con la vetta della classifica sempre più lontana.

Primo tempo
Un primo tempo complicato per il Palermo, poco brillante nella manovra e impreciso in fase di transizione. La Juve Stabia si è mostrata più aggressiva e organizzata, sfruttando le incertezze rosanero fino a trovare il vantaggio. La squadra di Inzaghi ha faticato a reagire, arrivando spesso seconda sul pallone ed esponendosi alle ripartenze avversarie. Qualche decisione arbitrale discutibile ha aumentato la tensione, con il Palermo che ha chiuso la prima frazione in affanno e sotto nel punteggio.

Secondo tempo
Nel secondo tempo il leitmotiv della gara non è cambiato. La convincente vittoria contro il Pescara aveva fatto pensare che il Palermo avesse risolto i problemi di personalità, ma contro la Juve Stabia si è rivista la squadra sconfitta dal Catanzaro. Pur considerando un arbitraggio decisamente insufficiente, la prestazione del Palermo ha segnato un netto passo indietro. La sconfitta allontana il Palermo dalla vetta della classifica e toglie sicurezza e convinzioni.

Preoccupa soprattutto la tenuta mentale, la squadra rosanero non riesce ad essere aggressiva e si perde alla prima difficoltà, senza più riuscire a reagire. Ancora una volta emerge il Palermo degli ultimi tre anni, quello del “vorrei ma non posso”. Dopo le prime otto giornate, piene di promesse e speranze, i rosanero sono tornati impacciati e confusi, come nelle gestioni Corini e Dionisi. Anche Inzaghi sembra non riuscire a far compiere il salto di qualità a un gruppo che, pur cambiando interpreti, resta incompleto.

Nel secondo tempo il Palermo non ha mai tirato in porta, superato costantemente in velocità dagli avversari. Con queste premesse, appare difficile pensare a una promozione diretta, il divario di mentalità e convinzione rispetto alle dirette rivali è troppo evidente. Se è indiscutibile il valore tecnico della squadra, resta da capire perché i giocatori che arrivano a Palermo con il compito di fare la differenza non riescano a incidere, deludendo le aspettative.

Temi urgenti sui quali Inzaghi e la società dovranno riflettere durante la sosta. Alla ripresa, il Palermo giocherà nuovamente in trasferta contro la Virtus Entella.

Tabellino

JUVE STABIA: 1 Confente, 4 Ruggero, 6 Bellich, 9 Gabrielloni, 24 Carissoni, 27 Candellone (C), 29 Correia, 33 Giorgini, 55 Leone, 77 Cacciamani, 98 Mosti.

A disposizione: 23 Boer, 3 Reale, 7 Burnete, 10 Pierobon, 11 Piscopo, 13 Varnier, 15 Baldi, 19 Stabile, 21 De Pieri, 37 Maistro, 45 Zuccon, 76 Mannini.

Allenatore: Ignazio Abate.

PALERMO (3-5-2): 66 Joronen; 19 Bereszynski, 13 Bani, 32 Ceccaroni; 27 Pierozzi, 8 Segre, 10 Ranocchia, 5 Palumbo, 3 Augello; 9 Brunori (C), 20 Pohjanpalo.

A disposizione: 1 Gomis, 22 Bardi, 14 Vasic, 17 Giovane, 21 Le Douaron, 23 Diakité, 29 Peda, 31 Corona, 72 Veroli.

Allenatore: Filippo Inzaghi.

Arbitro: Matteo Marchetti (Ostia Lido).
Primo assistente: Mattia Regattieri (Finale Emilia).
Secondo assistente: Simone Pistarelli (Fermo).
Quarto ufficiale: Maria Marotta (Sapri).
VAR: Antonio Giua (Olbia).
AVAR: Francesco Meraviglia (Pistoia).

Ammoniti: 19’ Palumbo – 30’ Brunori – 72’ Pierozzi – 83’ Ranocchia – 86’ Gabrielloni – 90’ Ranocchia (espulso) – 94’ Corona

Marcatori: 38’ Cacciamani