Prende il via ufficialmente la stagione 2025/2026 del Palermo targato Filippo Inzaghi. I Rosa affrontano allo stadio “Zini” di Cremona, la Cremonese, neopromossa in Serie A, nei trentaduesimi di finale di Coppa Italia.

Ancora assenti Magnani, Di Francesco e Gomis, Inzaghi, che ha dovuto rinunciare anche a Claudio Gomes a causa di un affaticamento muscolare accusato in allenamento, propone il 3-4-2-1 con Bardi tra i pali, in difesa Peda, Bani e Ceccaroni, a centrocampo Pierozzi, Segre, Ranocchia, Augello, Gyasi e Le Douaron a supporto di Pohjanpalo.

Il primo calcio d’angolo della gara lo conquista il Palermo al secondo minuto di gioco. La gara è equilibrata, i rosanero tengono bene il campo, ma da entrambe le parti mancano vere occasioni offensive. Al 22’ arriva il primo cooling break. Dieci minuti dopo, al 32’, Le Douaron prova a servire Segre, ma i due non si intendono, ne approfitta Bonazzoli che riparte in contropiede, fermato però dall’ottimo intervento di Bani.

Al 38’ Peda conquista una punizione vicino alla bandierina. Ranocchia si incarica della battuta, ma la Cremonese respinge e prova a ripartire. Quattro minuti più tardi, al 42’, Inzaghi è costretto al primo cambio: fuori Peda, infortunatosi in uno scontro di gioco, dentro Diakité.

L’arbitro concede quattro minuti di recupero. Al 48’ arriva il primo tiro in porta per il Palermo con Gyasi, respinto da Audero. Si chiude così a reti inviolate, 0-0, la prima frazione di gioco.

Nessun cambio nella ripresa per Inzaghi.

Il Palermo cerca di sfondare il muro della Cremonese, ma la difesa grigiorossa regge e riparte in contropiede. Al 63’ episodio molto dubbio in area: su un tiro di Le Douaron, Bianchetti tocca con il braccio, ma l’arbitro lascia correre. Un minuto dopo entrano Palumbo e Brunori al posto di Gyasi e Pohjanpalo.

Al 68’ arriva il secondo cooling break. Al 73’ doppio cambio per il Palermo, fuori Le Douaron e Ranocchia, dentro Corona e Blin. Subito positivo l’impatto di Corona. Al 75’ Brunori, servito da Palumbo, calcia senza trovare la porta, ma il capitano rosanero era comunque in fuorigioco. Nei minuti finali della gara insiste in avanti la Cremonese, ma la gara è molto equilibrata. Cinque i minuti di recupero concessi dall’arbitro, ma la gara termina in parità e si va ai calci di rigori.

Dal dischetto apre Brunori, che non sbaglia e porta avanti il Palermo. Risponde subito Bondo per la Cremonese: 1-1. Tocca a Palumbo, preciso; dall’altra parte Vazquez ristabilisce l’equilibrio. Corona si presenta con freddezza glaciale, spiazza Audero e fa 3-2. Ma i grigiorossi non mollano: Mussolini realizza il pari. Il quarto penalty dei rosanero è affidato ad Augello, che calcia con decisione e segna. Terracciano tiene in vita la Cremonese. Sul 4-4 si arriva al quinto rigore: Ceccaroni non trema e infila la rete. Tutto nelle mani di Johnsen, ma il suo tiro viene respinto da Bardi: il portiere rosanero diventa eroe di serata e regala al Palermo il passaggio del turno.

Poche emozioni nel primo tempo. Il Palermo ha interpretato bene la fase difensiva, restando compatto e tenendo alta l’intensità nel pressing, ma ha faticato a trasformare il possesso palla in occasioni concrete. La scelta del 3-4-2-1 ha garantito equilibrio, però ha limitato la profondità.

Gli inserimenti dei trequartisti non hanno trovano sbocchi e Pohjanpalo è rimasto troppo isolato. L’unico vero tiro in porta della gara è stato quello di Gyasi. La Cremonese, dal canto suo, ha cercato soprattutto la verticalità sulle ripartenze, ma Bani ha guidato con sicurezza la retroguardia rosanero, evitando guai peggiori. L’infortunio di Peda ha costretto Inzaghi a rivedere i piani già nel primo tempo, senza però cambiare assetto.

Anche nel secondo tempo la gara è stata molto equilibrata, con il Palermo che ha cercato con continuità di sfondare la linea difensiva della Cremonese, compatta e pronta a ripartire in contropiede. L’episodio del 63’, con il sospetto tocco di mano di Bianchetti, poteva indirizzare la partita, ma l’arbitro ha lasciato correre. I cambi hanno dato nuova energia ai rosanero, con Palumbo che ha illuminato la manovra e Corona che si fatto subito notare per intraprendenza. Ottima la prestazione di Augello e sugli scudi Bardi che parando l’ultimo rigore a Johnsen ha consentito al Palermo di passare il turno.

In questa prima uscita ufficiale, il Palermo ha mostrato compattezza e solidità difensiva, pur con qualche difficoltà a trasformare il possesso in occasioni nitide. Una prestazione concreta che ha premiato meritatamente i rosanero con il passaggio del turno, confermando la capacità della squadra di gestire le sfide più delicate.