Chiude il canile per i lavori, sempre più cani abbandonati

Nei cassonetti dell’immondizia, legati ai pali della luce e ora anche all’interno di villette e abitazioni private. Sempre più cani vengono abbandonati da chi, senza ritegno, pensa di potersene disfare così, quasi fossero robe inutili e vecchie. Invece è di esseri viventi con tanto di sentimenti di cui stiamo parlando. E chi apre l’uscio di casa propria e un bel giorno si ritrova improvvisamente un cane, abbandonato e impaurito, non sa molte volte come risolvere il problema. Soprattutto ora che il canile municipale non può dare nessuna mano perché coinvolto nei lavori di ristrutturazione e impossibilitato ad accogliere cani randagi o abbandonati. A poco serve infatti denunciare il ritrovamento di un cane al comando dei vigili urbani e fare la segnalazione al Comune, quando il cane in questione è privo di microchip e diventa impossibile rintracciare il suo proprietario. Lo sa bene Vincenzo Sparacino che ha raccontato proprio una vicenda di questo tipo: “Abito in una villetta a Vergine Maria – spiega – e qualche giorno fa, svegliandomi, mi sono accorto che qualcuno aveva abbandonato una cucciola di pit bull all’interno della  mia villetta. Ho utilizzato i canali corretti per trovare una sistemazione a questo povero cane perché io non posso tenerlo. Sono stato dal veterinario per verificare un eventuale microchip ma nulla di fatto; ho chiamato i vigili urbani che sono arrivati subito ma quando questi hanno inoltrato segnalazione al canile, è stato risposto loro che nessuno poteva intervenire trattandosi di area privata. Dovrei allora legare il cane fuori dal mio cancello per sperare che venga aiutato?”. E’ così. La legge parla chiaro. Il Comune non può intervenire in aree private  se non per motivi di cautela o provvedimenti dell’autorità giudiziaria. A spiegarlo è il capoarea del canile municipale Gabriele Marchese che come unica soluzione all’abbandono dei cani vede l’adozione. “Adottare i cani – spiega Marchese– è un gesto di grande civiltà. La soluzione non è tenere il cane in un canile municipale o far arricchire i canili privati bensì dare una famiglia all’animale, come tanti palermitani hanno fatto. Al momento, al canile non possono essere fatti movimenti. In virtù di un provvedimento sanitario i cani non possono né entrare né uscire. Confido nella collaborazione dei cittadini”.

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