di Giuseppe Messina

Dopo il successo ottenuto con “Italia” – che ha superato 1.350.00 streams in pochissimi giorni -, Marlon torna con “Galera” (distr. Visory Records), il suo nuovo singolo.

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L’artista più urban del panorama discografico italiano, sceglie di raccontarsi senza barriere, senza filtri, mettendo in musica i suoi sentimenti, i suoi pensieri, i suoi timori e lo fa con quella maturità autorale che lo contraddistingue sin dalle prime pubblicazioni.

“Galera”, scritto dallo stesso Marlon – pseudonimo di Alessio Marino – racconta una relazione tossica, un rapporto di coppia all’interno del quale si diventa, con il tempo, completamente succubi e dipendenti dal partner, come rinchiusi in una vera e propria “Galera”, costruita su sensi di colpa, dubbi, gelosie e paure, che si radicano a tal punto da non farci scorgere vie d’uscita. Questa situazione oppressiva e ria, inizialmente, è gradita alla coppia, che si scambia messaggi e telefonate solo in tarda notte, quando il resto del mondo sembra scomparire, per poi ricominciare, il giorno successivo, ognuno per la propria strada, fingendo di non conoscersi, di non essersi mai incontrati, voluti, amati.

Una tematica forte e per nulla scontata, spesso dimenticata, una situazione nella quale, purtroppo, si ritrovano molte coppie, dapprima entusiaste, spinte dal desiderio di nuove sensazioni, dal brivido del rischio, ma che, a lungo andare, lacera il rapporto, lasciando solchi profondi nell’anima di entrambe le parti.

«Il tuo corpo è una galera, per la notte intera, bella che non sembri vera» diventa presto «mi chiama quando è sola e vuole fare la loca, perde chi si innamora» e «L’amore ci consuma (…). Lei ha l’inferno dentro, se la tocco lo sento».

«Ho scelto di pubblicare questo pezzo – dichiara l’artista – per dar luce ad un argomento, quello dei rapporti che creano dipendenza, di cui non si parla molto, ma che è presente più di quanto si possa pensare, sia tra i giovanissimi, che tra le coppie più adulte. Con questo brano spero di far arrivare il messaggio che, sì, il fremito che si può provare in una situazione di questo tipo è sicuramente allettante, ma dall’altra parte, una relazione ha bisogno di complicità e soprattutto della libertà individuale per diventare stabile, per essere costruttiva. Al contrario, quell’emozione dei primi periodi va pian piano svanendo e rimangono solo grandi cicatrici sul cuore dei due amanti».

Il testo, diretto e ricco di sfumature, si posa su una produzione minuziosamente curata da Snow Beatz (mix e mastering di Lorenzo Sattin), che strizza l’occhio al reggaeton e punta a smorzarne il significato profondo, per un prodotto finale accattivante, fresco e decisamente ballabile, contrapposto anche alla vocalità intensa e volutamente bassa, cupa, di Marlon, che via via si apre fino al ritornello, carico di emotività e sentimento.

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Di Roberto Dall’Acqua

Giornalista professionista dal 12 ottobre 1994

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