Intervistato dal giornalista Paolo Vannini per il Corriere dello Sport, Hernani Azevedo Junior ha parlato del suo arrivo a Palermo, del rapporto con Filippo Inzaghi e delle ambizioni di una squadra che ha conquistato sei vittorie nelle prime sette giornate.

Hernani è il decimo giocatore diverso ad aver segnato con la maglia rosanero. Il centrocampista brasiliano ha iniziato da titolare le prime tre partite della stagione, poi un infortunio lo ha fermato e la concorrenza di Palumbo gli ha tolto spazio nell’undici iniziale. La sua carriera, però, racconta un percorso ricco di esperienze. Con lo Zenit San Pietroburgo ha vinto un titolo in Russia, mentre con Parma e Monza ha conquistato due promozioni in Serie A. Nel massimo campionato italiano ha raccolto oltre cento presenze, segnando dieci gol. Un bagaglio che può tornare utile anche quando viene chiamato in causa per pochi minuti, come accaduto a Mantova.

Sulla maglia porta il nome Hernani Junior in omaggio al padre, che gli ha trasmesso la passione per il calcio. Originario del Minas Gerais, nel Brasile centrale, da bambino trascorreva le domeniche seguendo le partite del papà, che aveva provato a diventare calciatore senza proseguire a lungo. Hernani ha invece completato il settore giovanile nell’Atletico Paranaense e nel 2011 è entrato nella nazionale brasiliana Under 17. Con quella selezione ha vinto il campionato sudamericano e chiuso al quarto posto il Mondiale di categoria. Tra i compagni c’erano anche Marquinhos ed Emerson Palmieri, ex rosanero e poi protagonista con la nazionale italiana.

Hernani sa che vestire la maglia della Seleção è il sogno di ogni calciatore brasiliano, ma è consapevole dell’altissimo livello della concorrenza nel suo Paese.

Con Hernani e Strefezza, il Palermo ritrova una presenza brasiliana che richiama i tempi di Amauri e Simplicio. L’ultimo connazionale in rosanero era stato Coronado. Prima di accettare la proposta del club, Hernani ha telefonato proprio a Fabio Simplicio, con cui condivide il ruolo e il passaggio dal Parma. L’ex centrocampista gli ha raccontato qualcosa dell’ambiente palermitano e gli ha dato alcuni consigli, anche se il brasiliano aveva già le idee chiare sulla scelta.

Il pubblico del Barbera è stata una delle sorprese più belle. Al debutto in Coppa Italia contro il Lecce, Hernani è rimasto impressionato dall’entusiasmo dei tifosi. Sapeva che a Palermo avrebbe trovato una tifoseria appassionata, ma non si aspettava un sostegno così intenso. Al Genoa aveva già conosciuto il calore di Marassi, ma a Palermo ha trovato un’atmosfera particolare. Lo stadio pieno e il tifo che accompagna la squadra per tutta la partita gli hanno lasciato il segno.

Nella scelta di Palermo ha avuto un peso decisivo Filippo Inzaghi, già suo allenatore a Reggio Calabria in una delle stagioni migliori della sua carriera. Hernani avrebbe voluto continuare al Monza, ma nel calcio le esigenze delle società e quelle dei giocatori non sempre coincidono. Per lui conta soprattutto poter esprimere il proprio calcio e vivere con entusiasmo il lavoro quotidiano. Ritrovare Inzaghi, insieme alle garanzie offerte dal Palermo e alla chiarezza del progetto societario, lo ha convinto ad accettare.

Il brasiliano non nasconde le proprie ambizioni. Vuole riportare il Palermo in Serie A e restare in rosanero anche dopo la promozione. L’avvio di stagione fa ben sperare, ma Hernani sa che la Serie B può riservare sorprese. La squadra punta a vincere ogni partita, pur sapendo che non tutte si sviluppano allo stesso modo. La trasferta di Mantova ha dato una risposta importante alle aspettative e ha mostrato un gruppo capace di soffrire, colpire nei momenti giusti e restare umile.

Hernani non teme che il Palermo possa affrontare con superficialità la Carrarese. A suo giudizio, l’esperienza del gruppo aiuterà a evitare cali di concentrazione. Se arriverà una sconfitta, sarà perché gli avversari avranno fatto meglio. Intanto, il primo gol in rosanero gli ha regalato soddisfazione e fiducia, senza cambiare le sue priorità, che restano legate al risultato della squadra.

Anche la convivenza con Palumbo è possibile. Entrambi possono giocare da mezzali o trequartisti e, secondo Hernani, hanno le caratteristiche per trovare spazio insieme. La decisione spetta a Inzaghi, ma il brasiliano vede nella concorrenza un’opportunità. Lo stesso vale per i cambi, che possono incidere sull’andamento delle partite. L’esperienza della scorsa stagione al Monza gli ha insegnato quanto possano essere decisivi i giocatori che entrano dalla panchina. Il Palermo ha alternative di qualità e, per Hernani, ogni componente della rosa può dare un contributo determinante.

Hernani apprezza infine la passione con cui Inzaghi vive il calcio e la capacità di trasmetterla ai suoi giocatori. Da brasiliano, non ha rinunciato a chiedergli dei campioni con cui ha condiviso la carriera, soprattutto Kakà, suo idolo. Durante una chiacchierata in aeroporto, il nome del fuoriclasse brasiliano ha acceso ancora una volta l’entusiasmo dell’allenatore, che ne ha ricordato non soltanto il talento, ma anche l’educazione e le qualità umane.