Bruna Siviglia, Presidente e fondatrice dell’associazione culturale BIESSE – Bene Sociale, è scomparsa a soli 60 anni dopo aver affrontato con dignità e coraggio una malattia incurabile. La cerimonia funebre si è svolta lo scorso mercoledì 28 ottobre nella chiesa del SS. Salvatore di Reggio Calabria. Anche l’Amministrazione comunale di Blufi si è unita al dolore per la sua scomparsa, ricordando una donna che ha rappresentato un esempio di impegno sociale e di promozione della cultura della legalità.

“Tutto è successo per caso, o meglio, nulla accade per caso – ha ricordato commosso il Sindaco di Blufi, Lillo Puleo – Ho conosciuto Bruna 11 mesi fa a Reggio Calabria, presso la Sala delle Conferenze di Confindustria, il giorno della presentazione del suo libro ‘Giustizia e Umanità – Nessun destino è segnato per sempre’. A parlarmi di lei è stato un mio carissimo amico, Enzo Bubbo, che avevo conosciuto proprio qualche mese prima durante il convegno annuale del “Coloriamo” – Il Progetto dei Minisindaci’, la più grande rete scolastica italiana. Da quel giorno tra me e Bruna è nato un legame forte che aveva un unico obiettivo: portare la legalità ovunque.”

La collaborazione tra Blufi e l’associazione BIESSE ha segnato una tappa importante nella diffusione del progetto “Giustizia e Umanità – Liberi di Scegliere”. Nell’aprile 2026, il Comune madonita è stato infatti il primo in Italia a sottoscrivere un Protocollo d’intesa con l’associazione per sostenere e promuovere l’iniziativa.

Le origini del progetto risalgono al 2012, quando il dottor Roberto Di Bella, all’epoca presidente del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, avviò un’iniziativa giudiziaria per sottrarre i figli delle famiglie di ’ndrangheta all’influenza dei contesti mafiosi. Un intervento che prevedeva anche la decadenza dalla responsabilità genitoriale e che puntava a interrompere la trasmissione dei modelli criminali tra le generazioni, offrendo ai minori la possibilità di crescere lontano dalla cultura mafiosa e di costruirsi un futuro diverso.

A raccogliere quell’intuizione e a trasformarla in un progetto concreto era stata proprio Bruna Siviglia. Attraverso l’associazione BIESSE, aveva portato l’iniziativa nelle scuole e nelle istituzioni, lavorando affinché il principio di offrire una possibilità di riscatto ai giovani provenienti da contesti mafiosi trovasse un riconoscimento anche sul piano legislativo. Un impegno che portò all’approvazione della Legge regionale n. 27 del 28 giugno 2023, grazie alla quale la Calabria divenne la prima regione italiana a prevedere borse di studio e percorsi di reinserimento per i giovani che sceglievano di prendere le distanze dalla criminalità organizzata.

L’esperienza promossa da Bruna Siviglia aveva poi superato i confini regionali. Il modello era stato recepito anche dalla Regione Siciliana e successivamente aveva trovato riconoscimento a livello nazionale con la Legge 17 luglio 2026, n. 131, approvata all’unanimità dal Parlamento. La norma aveva previsto uno stanziamento superiore a 11 milioni di euro l’anno per garantire protezione, soluzioni abitative, assistenza psicologica e percorsi di inserimento lavorativo ai minori e alle madri che avevano deciso di rompere i legami con la criminalità organizzata.

“Ci sentivamo sempre – ricorda il Sindaco Puleo – Mi parlava e parlavamo spesso di progetti, sogni, speranze, traguardi raggiunti e ancora da raggiungere. Anche poco tempo fa, nonostante la malattia, ha trovato la forza di chiamarmi. Ho apprezzato tanto quel gesto: manteneva l’energia di sempre. Era un’amica vera, una seconda madre, una donna di grandi valori, un punto di riferimento importante per i tanti che hanno avuto la fortuna e l’onore di conoscerla. Oltre che persona per bene e promotrice di speranza e altruismo, era e rimarrà per sempre un vulcano di legalità. Mi ritengo fortunato e ne sarò per sempre onorato per aver conosciuto una bellissima persona come lei.”

L’impegno di Bruna Siviglia non si fermerà con la sua scomparsa. Blufi ha scelto di raccogliere il testimone e di dare continuità al Protocollo d’intesa sottoscritto con lei, portando avanti il progetto nelle scuole e accanto ai giovani, proprio quei ragazzi ai quali Bruna ha dedicato le sue energie, il suo tempo e una parte così importante della sua vita. Il modo più concreto per ricordarla sarà continuare a credere in ciò per cui si è battuta, senza lasciare che il suo lavoro e i suoi insegnamenti vadano perduti.

E sarà proprio nel segno delle parole che Bruna ha sempre portato avanti la sua battaglia che Blufi continuerà questo cammino, custodendo e trasmettendo ai più giovani il messaggio in cui lei ha creduto fino alla fine:

“Nessun destino è segnato per sempre”.

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