Intervistato dai giornalisti del Giornale di Sicilia Luigi Butera e Massimiliano Radicini, Carlo Osti, direttore sportivo del Palermo, ha tracciato il bilancio della stagione appena conclusa e delineato le strategie del club in vista del prossimo campionato di Serie B. Dal rammarico per la promozione sfumata alla fiducia del City Football Group, passando per il mercato, il nuovo assetto tattico e il rapporto con la tifoseria, Osti ha affrontato tutti i temi principali del momento rosanero.
Il Palermo ripartirà senza rivoluzioni ma con la consapevolezza di dover alzare ulteriormente il livello per conquistare quella Serie A sfuggita al termine dell’ultima stagione. È questo il messaggio lanciato dal direttore sportivo Carlo Osti, confermato dal City Football Group e già al lavoro per costruire una squadra ancora più competitiva.
Osti ha accolto con soddisfazione la riconferma nel ruolo, definendola un importante attestato di fiducia da parte della proprietà inglese. Allo stesso tempo non ha nascosto il rammarico per un campionato chiuso con 72 punti, un bottino che non è bastato per centrare l’obiettivo della promozione. Per il dirigente, però, quel percorso appartiene ormai al passato e il Palermo dovrà ripartire da zero, conquistando nuovamente ogni risultato sul campo.
Tra gli elementi che alimentano l’ottimismo c’è la presenza di Filippo Inzaghi in panchina. Secondo Osti, il tecnico conosce già ambiente, città e gruppo, un vantaggio che consentirà alla squadra di iniziare la preparazione con maggiore continuità e senza dover ricostruire da capo determinate dinamiche.
Analizzando le ragioni della mancata promozione, il direttore sportivo ha individuato nella produzione offensiva uno degli aspetti da migliorare. Per segnare di più, ha spiegato, sarà necessario creare un numero maggiore di occasioni da gol, aspetto sul quale il Palermo concentrerà gran parte del lavoro tecnico.
Osti ha poi affrontato il tema della rosa, spiegando che la costruzione dell’organico è stata condivisa con Inzaghi. Una rosa più ampia, a suo giudizio, avrebbe potuto creare difficoltà nella gestione dello spogliatoio. Il dirigente ha ammesso di essersi aspettato un rendimento superiore da alcuni giocatori, sottolineando come la concorrenza interna, invece di stimolare la crescita, in determinati casi abbia prodotto l’effetto opposto. Per questo motivo carattere e mentalità saranno elementi determinanti nelle future valutazioni di mercato.
Durante il recente confronto con il City Football Group a Manchester, al quale hanno preso parte anche l’amministratore delegato Gardini, Inzaghi e parte dello staff tecnico, il club rosanero ha ricevuto nuove rassicurazioni sulla solidità del progetto. La proprietà continua a credere nel percorso intrapreso, pur ritenendo necessario un ulteriore salto di qualità per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Sul fronte tattico, il Palermo si prepara ad adottare con maggiore continuità il 4-2-3-1. Osti ha chiarito che il nuovo sistema di gioco non comporterà una rivoluzione dell’organico, perché molti calciatori sono già in grado di interpretare i nuovi ruoli. Gli interventi principali riguarderanno invece il reparto offensivo, dove serviranno esterni capaci di creare superiorità numerica e un trequartista in grado di collegare centrocampo e attacco. Una scelta condivisa con Inzaghi e maturata nel tempo.
Il mercato è già entrato nel vivo. Osti ha confermato che Hernani ed Estevez sono ormai molto vicini al Palermo, mentre proseguono i contatti con il Cagliari per Luvumbo. L’obiettivo della società resta quello di consegnare al tecnico almeno due o tre nuovi innesti già all’inizio del ritiro estivo.
Il direttore sportivo ha ribadito che la squadra dispone già di una base solida, soprattutto in difesa, e che gli interventi saranno mirati ad aumentare il livello medio dell’organico, sempre nel rispetto della sostenibilità economica. Un altro requisito fondamentale sarà la piena convinzione dei giocatori scelti di sposare il progetto rosanero.
Ampio spazio anche alle situazioni contrattuali. Osti ha spiegato di non considerare un problema la scadenza dei contratti, ritenendo che possa rappresentare uno stimolo ulteriore per i calciatori. Chi vorrà restare a Palermo dovrà meritarsi il rinnovo sul campo, principio che, ha sottolineato, vale anche per Inzaghi, il quale avrebbe chiesto di rinviare ogni discorso sul proprio contratto fino a quando non avrà dimostrato di meritare la conferma.
Per quanto riguarda Gyasi e Le Douaron, il dirigente ha ammesso che le aspettative erano più elevate rispetto al rendimento offerto nella passata stagione. Entrambi saranno valutati durante il ritiro dall’allenatore. Diversa la situazione di Magnani, che dopo un periodo complicato viene considerato pienamente parte del progetto tecnico.
I giocatori rientrati dai prestiti, invece, non fanno parte dei piani del Palermo e la società lavorerà per trovare loro una nuova sistemazione. Discorso differente per giovani come Vasic, Corona e Desplanches, ritenuti elementi interessanti ma bisognosi di un’intera stagione da protagonisti in prestito per completare il proprio percorso di crescita.
Osti ha infine affrontato il tema della valorizzazione dei giovani, riconoscendo come Palermo rappresenti una piazza particolarmente esigente. L’obiettivo del club sarà quello di investire su profili destinati a diventare patrimonio della società e non semplicemente su giocatori da valorizzare temporaneamente.
Guardando al prossimo campionato di Serie B, il direttore sportivo si aspetta un torneo ancora molto competitivo, con le retrocesse dalla Serie A destinate a partire tra le favorite ma con numerose società pronte a investire per recitare un ruolo da protagoniste.
Infine, Osti ha evidenziato il valore strategico della tournée in Australia, definendola una dimostrazione concreta della dimensione internazionale garantita dall’appartenenza al City Football Group. Un’opportunità prestigiosa che, ha concluso, dovrà essere ripagata con il lavoro quotidiano e con risultati all’altezza delle aspettative.
In chiusura il direttore sportivo ha rivolto un pensiero ai tifosi rosanero, riconoscendone il sostegno costante anche nei momenti più difficili. Secondo Osti, chi veste la maglia del Palermo deve essere pronto a convivere con una pressione elevata e con una piazza che pretende il massimo. Proprio per questo ha definito gli applausi ricevuti dopo l’eliminazione dai playoff un gesto raro nel panorama calcistico italiano, assicurando che la squadra lavorerà per regalare finalmente ai propri sostenitori le soddisfazioni che meritano.