Sicurezza urbana, videosorveglianza e tutela della privacy sono stati i temi al centro del convegno organizzato il 4 giugno nell’aula consiliare del Comune di Blufi da ANVU Sicilia, in collaborazione con ANCI Sicilia e con il Comune madonita. All’incontro hanno partecipato amministratori locali, operatori di Polizia Locale ed esperti del settore provenienti anche da numerosi centri del territorio.

Ad aprire i lavori sono stati il sindaco di Blufi, Calogero Puleo, e il presidente del Consiglio comunale, Domenico Abbate, che dopo aver salutato e ringraziato tutti i presenti, in particolar modo, per la gradita e proficua presenza, il Capitano della stazione dei Carabinieri di Petralia Sottana Vincenzo Acampora (e i suoi collaboratori ) e quanti hanno collaborato all’ organizzazione del convegno, hanno evidenziato il ruolo sempre più importante della Polizia Locale come presidio di prossimità per i cittadini, sottolineando allo stesso tempo le difficoltà operative dovute alla crescente carenza di risorse economiche e di personale che interessa il comparto.

L’ispettore della Polizia Municipale di Blufi, Patrizia Arena, ha spiegato che l’iniziativa è nata con l’obiettivo di approfondire il tema della videosorveglianza urbana e delle procedure operative a disposizione della Polizia Locale alla luce delle recenti novità legislative. In particolare, ha ricordato come il Decreto Legislativo 116 del 2025, convertito nella Legge 147 del 2025, abbia ampliato i poteri di accertamento dei Comuni attraverso i sistemi di videosorveglianza, consentendo di contestare l’abbandono dei rifiuti anche tramite la cosiddetta flagranza differita entro 48 ore dall’analisi delle immagini. Una normativa che, insieme alle modifiche apportate al Testo Unico Ambientale, rafforza gli strumenti di contrasto agli illeciti ambientali ma impone anche il rigoroso rispetto delle disposizioni previste dal GDPR e delle valutazioni d’impatto sulla protezione dei dati.

I lavori, moderati dal presidente regionale ANVU Giovanni Battista D’Amico, hanno visto tra i relatori Marco Massavelli, Data Protection Officer ed ex comandante della Polizia Locale di Susa. Nel suo intervento, dedicato alla “Polizia Locale 4.0”, Massavelli ha illustrato l’evoluzione delle tecnologie di videosorveglianza, soffermandosi sulle opportunità offerte dai sistemi intelligenti e dall’intelligenza artificiale, ma anche sui limiti imposti dalla normativa europea in materia di privacy, cybersecurity e trattamento dei dati personali.

Particolarmente seguito l’intervento di Stefano Amato, fondatore di Ekiller ed esperto di videosorveglianza mobile per gli enti locali. Attraverso una provocatoria metafora, Amato ha paragonato l’utilizzo di strumenti inadeguati da parte della Polizia Locale all’idea di affrontare una rapina armati di una pistola ad acqua. Un’immagine utilizzata per evidenziare come fenomeni dinamici e itineranti, quali l’abbandono dei rifiuti, gli atti vandalici o lo spaccio, vengano spesso contrastati con sistemi di controllo fissi e poco flessibili.

Secondo Amato, la videosorveglianza tradizionale presenta diversi limiti operativi, poiché è legata a installazioni permanenti e richiede spesso interventi tecnici anche per semplici modifiche degli angoli di ripresa. A ciò si aggiungono metodi di accertamento ancora diffusi, come la ricerca di elementi identificativi tra i rifiuti abbandonati o i lunghi appostamenti sul territorio, che impegnano personale e risorse. Da qui la necessità di ricorrere a sistemi di videosorveglianza mobile progettati specificamente per le esigenze della Polizia Locale.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della privacy by design. Amato ha ricordato che la responsabilità delle scelte tecnologiche ricade sugli enti pubblici e che i sistemi adottati devono garantire elevati standard di sicurezza, dalla crittografia dei dati alla gestione delle privacy mask, fino alle certificazioni internazionali e ai requisiti richiesti per l’utilizzo di servizi cloud qualificati.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche del bando regionale “Sicilia Pulita“, che finanzia l’acquisto di sistemi di videosorveglianza destinati a contrastare l’abbandono dei rifiuti lungo le strade extraurbane dell’Isola. Proprio in questo contesto è stata evidenziata l’importanza di dotare i Comuni di strumenti adeguati a garantire un controllo più efficace del territorio.

Dopo una pausa, i lavori sono ripresi con l’intervento di Osvaldo Busi, vicesegretario vicario nazionale ANVU ed ex comandante della Polizia Locale di Castellammare del Golfo, che ha approfondito gli aspetti applicativi della normativa ambientale introdotta dalla Legge 147 del 2025, oggi punto di riferimento per l’attività quotidiana dei comandi di Polizia Locale.

Nel corso della giornata Blufi è stato indicato come esempio virtuoso per avere realizzato un sistema di videosorveglianza conforme alle norme sulla privacy e gestito con il supporto del proprio responsabile della protezione dei dati.

Diversi amministratori presenti hanno chiesto chiarimenti sulle modalità di accesso ai finanziamenti regionali, confermando il crescente interesse degli enti locali verso strumenti capaci di coniugare tutela ambientale, sicurezza e controllo del territorio.