34 anni dopo la strage di Capaci la memoria è ancora viva.
Quel maledetto 23 Maggio lo ricordiamo tutti con profonda tristezza e sgomento, cristallizzato nelle nostre memorie.
Persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Di Cillo.
Una ferita che ogni anno si riapre e che non va ignorata ma celebrata per onorare coloro che ci hanno lasciato un’eredità morale straordinaria.
Ed è proprio con un tribute show che il comune di Capaci ha deciso di non dimenticare. L’atmosfera del paese è pervasa dalla loro memoria, dai loro insegnamenti, da tramandare ai più giovani.
Lungo il viale che conduce al palco, con un doppio filare di messaggi affissi agli alberi, ancora le idee restano e camminano con noi.
NO MAFIA – SENZA UNA STAMPA LIBERA LA DEMOCRAZIA MUORE AL BUIO – IL CEMENTO AVANZA DOVE LO STATO ARRETRA – LA VIOLENZA NON E’ FORZA MA DEBOLEZZA.
Al termine del percorso si apre la piazza che ospita lo spettacolo.
Seguendo un invisibile fil rouge sul palco troviamo gli “Inside Out” che aprono lo show sulle note di “In the flash” e ci conducono in una dimensione onirica e tagliente (tipica dei Pink Floyd). Si susseguono pezzi iconici come: “Pigs”, “Mother”, “Money”, “Another brik in the wall”. Inni alla libertà, manifesti contro il potere corrotto, contro la censura e le disuguaglianze.
17 brani che fanno del messaggio il fulcro della loro essenza.
La piazza risponde con entusiasmo e partecipazione. La platea variegata è unita nella celebrazione e coinvolta dallo spettacolo.
Il concerto si chiude con “Comfortably Numb” e “Run like hell” ma prima che le luci si spengano il sindaco di Capaci promette: “Faremo di questo concerto, un appuntamento fisso, come quello del Primo Maggio”.
Quindi celebriamo gli eroi della storia, ma non facciamolo solo un giorno all’anno. Facciamolo ogni giorno! Non dimentichiamo l’esempio di rettitudine, onestà e onore (quello vero!) che ci hanno lasciato, portiamolo nelle nostre vite con ogni scelta quotidiana.