Novanta minuti che valgono un’intera stagione. Il Palermo si gioca tutto nella sfida più importante dell’anno. Il pesante 3-0 subito contro il Catanzaro nella semifinale d’andata dei playoff lascia poco spazio all’ottimismo, ma stasera il Barbera è un’autentica bolgia. I tifosi rosanero vogliono essere il dodicesimo uomo in campo e spingere la squadra nel tentativo di un’impresa che appare difficile, ma non impossibile.
Inzaghi si affida al 4-2-3-1 con Joronen tra i pali; Pierozzi, Peda, Ceccaroni e Augello a comporre la linea difensiva; Segre e Ranocchia a centrocampo; Le Douaron, Palumbo e Johnsen a supporto di Pohjanpalo.
Dopo appena due minuti di gioco, Palermo in vantaggio, su punizione battuta da Palumbo, colpo di testa vincente di Pohjanpalo.
Proteste dei giocatori del Catanzaro che accerchiano l’arbitro, ma dopo un controllo del Var la rete viene convalidata. La squadra calabrese reagisce subito e riparte velocemente in contropiede e prova ad impegnare Joronen. La gara è molto combattuta.
Al 10’ Peda resta a terra dopo un fallo non sanzionato dall’arbitro. Dopo alcuni minuti di cure, il difensore rosanero, visibilmente commosso, è costretto a lasciare il campo tra le lacrime. Al suo posto entra Magnani.
Riparte in avanti il Catanzaro che al 18’ conquista un calcio di punizione vicino alla bandierina. Sugli sviluppi del quale l’arbitro ammonisce Johnsen e assegna una punizione dal limite, respinta poi dalla barriera. Resta in zona d’attacco la squadra calabrese, ma Le Douaron riconquista palla e si invola sulla fascia costringendo i difensori del Catanzaro a mettere il pallone in calcio d’angolo.
Il corner non viene sfruttato al meglio, il Catanzaro prova a spezzare il ritmo del gioco, il Palermo cerca di spingere sull’acceleratore alla ricerca del raddoppio, ma i giocatori rosanero perdono palla facilmente, favorendo le ripartenze degli avversari che corrono di più e giocano con molta sicurezza.
Al 34’ fallo evidente su Ranocchia che l’arbitro ignora, un minuto dopo, cross di Pierozzi, la palla sfugge dalle mani di Pigliacelli, ma Pohjanpalo non riesce a colpirla. Al 42’ Favasuli si accascia a terra, entrano i sanitari e si perde tempo a riprendere il gioco. Dopo qualche minuto, il giocatore esce dal campo e si torna a giocare. Sei i minuti di recupero concessi dall’arbitro.
Il gioco viene continuamente spezzettato dai numerosi falli, soprattutto da parte del Catanzaro, spesso graziato dalle sviste arbitrali. Al 46’ fallo dal limite dell’area per la squadra calabrese per un intervento di Magnani su Liberali. Il tiro di Pontisso finisce alto sopra la traversa.
Il Palermo prova a ripartire, ma il Catanzaro si difende con ordine, chiudendo tutti gli spazi. I rosanero sembrano già accusare l’enorme dispendio di energie, senza però riuscire a rendersi realmente pericolosi. Il primo tempo si chiude sul punteggio di 1 a 0 in favore del Palermo.
Ad inizio di ripresa Vasic prende il posto di Le Douaron.
Gioco subito fermo per un giocatore del Catanzaro rimasto a terra che miracolosamente si rialza subito dopo. Al 47’ palo clamoroso di Palumbo. Al 49’ anche Segre deve lasciare il campo per infortunio, entra Rui Modesto. Al 51’ paratissima di Pigliacelli su tiro di Ranocchia.
Al 55’ occasione per il Palermo con Vasic, ma il suo colpo di testa termina fuori. Insiste però la squadra rosanero. Al 59’ altro miracolo di Pigliacelli su tiro di Johnsen. Pigliacelli poi resta a terra con l’evidente scopo di perdere tempo. Un minuto esce Immello sommerso dai fischi del Barbera. Continuano a perdere tempo i giocatori del Catanzaro che cercano di spezzare la foga agonistica del Palermo.
Al 62’ tiro a giro di Di Francesco parato da Joronen che manda il pallone in calcio d’angolo. Continua la manfrina dei giocatori del Catanzaro che cadono a terra come birilli, mentre il tempo che scorre gioca a favore della qualificazione dei calabresi.
Al 74’ occasione per il Catanzaro con Favasuli. Un minuto dopo escono Johnsen e Ceccaroni ed entrano Gyasi e Corona.
All’88’ gol di Rui Modesto che di testa mette il pallone alle spalle di Pigliacelli
Sei i minuti di recupero, ma è il Catanzaro a conquistare palla e a guadagnare un calcio di punizione dal limite dell’area. Il Barbera è una bolgia, ma al 92’ il Palermo resta in dieci per doppia ammonizione con espulsione di Pierozzi.
Il Palermo batte il Catanzaro per 2 a 0, ma in virtù del 3 a 0 subito nella gara di andata viene eliminato dai calabresi che in finale incontreranno il Monza.
Termina così la stagione del Palermo FC, segnata anche dall’infortunio di Bani nella gara d’andata, la più importante dell’anno che di fatto aveva già deciso il passaggio alla finale del Catanzaro. Un’assenza pesantissima, che conferma quanto il Capitano abbia inciso nell’equilibrio della squadra durante tutta la stagione. Restano tanti rimpianti e molto su cui discutere, soprattutto per quanto riguarda le scelte operate sia nel mercato estivo che in quello invernale.
È stato evidente come la squadra rosanero, sulla quale la società ha investito molto, non sia riuscita a compiere quel definitivo salto di qualità rispetto alle stagioni passate. Sono mancati giocatori capaci di alzare realmente il livello della rosa, soprattutto in un centrocampo che continua a trascinarsi dietro gli stessi problemi ormai da quattro anni.
Pensare che un allenatore vincente come Filippo Inzaghi potesse vincere il campionato da solo, senza avere a disposizione giocatori realmente funzionali al suo sistema di gioco, si è rivelata una scelta presuntuosa.
Adesso che i giochi si sono chiusi, sarà necessario resettare tutto e pianificare la nuova stagione. La società dovrà analizzare con lucidità gli errori commessi nella costruzione di una squadra che, anche quest’anno, ha recitato il solito copione del “vorrei, ma non posso”.
Ancora una volta il calcio ha dimostrato che non sempre chi spende di più riesce a vincere. Stasera a vincere sono stati soprattutto i tifosi rosanero, che nel corso dell’intera stagione non hanno mai fatto mancare affetto e sostegno alla squadra, nemmeno in una serata dal destino ormai segnato. Oltre 33 mila spettatori al Barbera, una risposta straordinaria da parte di una tifoseria che, per passione e appartenenza, meriterebbe davvero qualcosa di più.
Tabellino:
PALERMO (4-2-3-1): 66 Joronen; 27 Pierozzi, 29 Peda, 32 Ceccaroni, 3 Augello; 8 Segre (C), 10 Ranocchia; 21 Le Douaron, 5 Palumbo, 7 Johnsen; 20 Pohjanpalo.
A disposizione: 1 Gomis, 6 Gomes, 11 Gyasi, 13 Bani, 14 Vasic, 17 Giovane, 18 Modesto, 19 Bereszynski, 28 Blin, 31 Corona, 72 Veroli, 96 Magnani.
Allenatore: Filippo Inzaghi.
CATANZARO (3-4-2-1): 22 Pigliacelli; 84 Cassandro, 4 Antonini, 23 Brighenti; 27 Favasuli, 10 Petriccione, 20 Pontisso, 30 Alesi; 14 Liberali, 9 Iemmello (C); 8 Pittarello.
A disposizione: 1 Marietta, 5 Bashi, 6 Jack, 19 Nuamah, 21 Pompetti, 28 Oudin, 32 Rispoli, 39 Koffi, 62 Frosinini, 77 D’Alessandro, 94 Di Francesco, 98 Buglio.
Allenatore: Alberto Aquilani.
Arbitro: Matteo Marcenaro (Genova).
Primo assistente: Marco Scatragli (Arezzo).
Secondo assistente: Domenico Palermo (Bari).
Quarto ufficiale: Giuseppe Collu (Cagliari).
VAR: Davide Ghersini (Genova).
AVAR: Aleandro Di Paolo (Avezzano).
Ammoniti: 19’ Johnsen – 47’ Segre – 48’ Pittarello – 64’ Vasic – 93’ Pierozzi (esplulso) – 94’ Brighenti – 94’ Di Francesco – 96′ Palumbo
Marcatori: 2’ Pohjanpalo – 88’ Rui Modesto
Spettatori: Totale biglietti: 33.286 – Di cui – Ospiti: 0