Nell’ultima gara della regular season, il Palermo affronterà al Penzo il Venezia, già matematicamente promosso. Una sfida che non avrà effetti sulla classifica, con le prime sette posizioni ormai definite, ma che potrà comunque rivelarsi importante in vista dei playoff.

Non disponibile Bani, che ha svolto oggi un lavoro differenziato a Torretta, Inzaghi sceglie il turnover ma conferma il 3-4-2-1 con Joronen tra i pali; Bereszynski, Peda e Ceccaroni in difesa; Pierozzi, Segre, Blin e Augello a centrocampo; Palumbo e Vasic alle spalle di Le Douaron.

La gara inizia con qualche minuto di ritardo per il Pasillo de honor (corridoio d’onore) del Palermo al Venezia, una tradizione nata in Spagna che prevede l’omaggio degli avversari ai vincitori di una competizione come Liga o Coppa del Re.

Al settimo minuto primo cartellino giallo della partita. Lo rimedia Bereszynski che era diffidato e salterà dunque la semifinale d’andata dei playoff.

Al 21’ assist di Palumbo per Le Douaron, che calcia verso la porta, decisiva la deviazione di Svoboda, con il pallone che finisce sul palo. Al 28’ pallonetto di Palumbo, Stankovic con le punta delle dita manda il pallone sulla traversa.

Al 31’ ammonito Peda, due minuti dopo un tiro di Le Douaron termina di poco a lato. Al 37’ gol annullato al Venezia perché Lauberbach, a segno dopo una mischia in area, era partito in posizione di fuorigioco. Dopo i tre i minuti di recupero concessi dall’arbitro, le due squadre rientrano negli spogliatoi sul punteggio di 0 a 0.

Ad inizio della ripresa Veroli prende il posto di Peda

Al 46’ Venezia in vantaggio, Yeboah converge verso il centro e serve sulla corsia mancina Doumbia, bravo a sistemarsi il pallone e a trovare l’angolo con una conclusione che supera Joronen.

Al 49’ Vasic è costretto a lasciare il campo per infortunio, al suo posto entra Johnsen. Al 53’ traversa Lauberbach e sul rimpallo palo di Doumbia. Incontenibile il Venezia dopo la rete del vantaggio, mentre il Palermo fatica a riorganizzarsi. Al 58’ paratissima di Joronen su tiro potente di Haps.

Al 60’ escono Palumbo e Le Douaron ed entrano Gomes e Pohjanpalo. Al 61’ il Venezia colpisce un’altra traversa con il tiro di Kike Perez. Il gol subito sembra avere spento il Palermo, mentre i lagunari cercano la rete del raddoppio. La squadra rosanero non riesce più ad uscire dalla propria area.

Al 70’ infortunio anche per Pierozzi costretto ad uscire, entra dunque Rui Modesto. Il Palermo fatica a costruire azioni offensive degne di note, in un Penzo gremito e vestito a festa per la promozione diretta del Venezia.

La squadra di Stroppa continua a mantenere una costante pressione offensiva. Al 83’ tiro di Haps parato da Joronen, sul pallone arriva Compagnon che a porta vuota colpisce clamorosamente il palo. In campo c’è solo una squadra e non è il Palermo, il Venezia, mentre i minuti scorrono, legittima il vantaggio, mentre la squadra rosanero senza idee e senza anima con la testa probabilmente ai playoff è spettatore passivo della festa lagunare.

Nei quattro minuti di recupero, al 94’ arriva il raddoppio del Venezia con Compagnon.

Si chiude con una sconfitta amara la regular season del Palermo, tra rimpianti e interrogativi sull’esito di una stagione che avrebbe dovuto e potuto portare alla promozione diretta in Serie A. In una partita da dimenticare, e anche in fretta, le uniche note di rilievo e anche negative, sono gli infortuni di Vasic e soprattutto di Pierozzi, titolare inamovibile per Inzaghi.

Restano forti le perplessità sulle scelte di mercato, sia estive che invernali. Il caso del Frosinone è emblematico, con una promozione diretta costruita su una rosa allestita con criteri chiari e risorse economiche nettamente inferiori rispetto ai rosanero. Un confronto che racconta come, più dei soldi, siano mancati visione e competenza nella costruzione del progetto Palermo.

Il campo, alla fine, ha detto con chiarezza ciò che la classifica ha solo confermato. Il Palermo arriva ai playoff con troppi alti e bassi, fragilità strutturali evidenti e una continuità mai realmente trovata nei momenti decisivi. Gli infortuni, ultimo tassello di una stagione già complicata, pesano anche in ottica immediata e allungano le incognite su una squadra chiamata ora a cambiare passo senza più margini d’errore.

Ma il bilancio definitivo è ancora rimandato, perché domenica 17 maggio sarà già tempo di playoff. Il Palermo affronterà la vincente della sfida tra Catanzaro e Avellino, con quest’ultimo che, grazie all’arrivo in panchina di Davide Ballardini, è riuscito a chiudere all’ottavo posto.

Tabellino:
VENEZIA (3-5-2): 1 Stankovic; 3 Schingtienne, 30 Svoboda (C), 4 Franjic; 18 Hainaut, 71 Kike Perez, 6 Busio, 8 Doumbia, 5 Haps; 10 Yeboah, 29 Lauberbach.
A disposizione: 22 Plizzari, 2 Korac, 16 Venturi, 19 Bjarkason, 20 Sagrado, 21 Compagnon, 24 Lella, 28 Dagasso, 32 Duncan, 37 Bohinen, 48 Sidibé, 80 Casas.
Allenatore: Giovanni Stroppa.

PALERMO (3-4-2-1): 66 Joronen; 19 Bereszynski, 29 Peda, 32 Ceccaroni; 27 Pierozzi, 8 Segre (C), 28 Blin, 3 Augello; 14 Vasic, 5 Palumbo; 21 Le Douaron.
A disposizione: 1 Gomis, 77 Di Bartolo, 6 Gomes, 7 Johnsen, 10 Ranocchia, 17 Giovane, 18 Rui Modesto, 20 Pohjanpalo, 31 Corona, 72 Veroli, 96 Magnani.
Allenatore: Filippo Inzaghi.

Arbitro: Andrea Zanotti (Rimini).
Primo assistente: Matteo Passeri (Gubbio).
Secondo assistente: Andrea Bianchini (Perugia).
Quarto ufficiale: Vittorio Emanuele Teghille (Collegno).
VAR: Francesco Cosso (Reggio Calabria).
AVAR: Emanuele Prenna (Molfetta).

Ammoniti: 7’Bereszynski – 31′ Peda

Marcatori: 46’ Doumbia – 94′ Compagnon