Il Palermo supera il Catanzaro al termine di una gara aperta e tutt’altro che scontata. Decisivo ancora una volta Pohjanpalo, autore del suo 24° gol stagionale, ma la partita racconta molto di più di un semplice risultato. I rosanero, infatti, sono andati sotto per ben due volte, riuscendo però a reagire e ribaltare l’inerzia del match, dimostrando carattere ma anche evidenziando limiti ancora presenti.
La partita di ieri ha fornito spunti interessanti ad Inzaghi che ha colto l’occasione per testare le alternative all’undici titolare. Ancora una volta è stato confermato che le seconde linee possono dare si un contributo, ma non in modo uniforme. Non tutte le risposte sono state convincenti: Veroli e Magnani, quest’ultimo uscito per infortunio, non hanno offerto garanzie, così come Gyasi, senza dubbio la più grande delusione del campionato, ancora una volta impreciso e confusionario sotto porta. Interessante invece la prova di Samuel Giovane che, a centrocampo ha dato energia, intraprendenza e personalità.
Per il resto, la sensazione è chiara: le alternative di valore sono poche. E nei playoff, dove ritmo e pressione salgono, questo rischia di diventare un fattore determinante.
Gli occhi erano però puntati soprattutto su Johnsen, chiamato a dimostrare il suo valore. Il talento non è mai stato in discussione, ma serviva concretezza: stavolta è arrivata. Un gol nel primo tempo e un’azione decisiva sul secondo pareggio testimoniano una prestazione più incisiva, anche se resta la sensazione che possa dare ancora di più.
Tra le note più positive c’è Rui Modesto, ormai sempre più centrale nel progetto tattico. La sua capacità di accompagnare l’azione offensiva offre soluzioni preziose e lo rende, di fatto, un titolare difficilmente rinunciabile.
La partita contro il Catanzaro ha confermato un trend chiaro: il Palermo costruisce molto, ma fatica a concretizzare. Le occasioni non mancano, ma spesso vengono sprecate per scelte sbagliate o scarsa lucidità. Quando invece la squadra ha giocato in verticale, con coraggio, ha creato i pericoli più seri.
Restano però criticità evidenti: transizioni difensive fragili, errori individuali e una certa discontinuità nell’intensità come il non finire l’avversario in modo così lasciargli spazio per rientrare in partita. Problemi che nei playoff rischiano di pesare molto più che in una gara di fine stagione.
La gara di ieri ha comunque dato conferma ad alcuni punti di forza del Palermo 25/26.
La squadra continua ad avere qualità offensiva e capacità di creare occasioni, anche in situazioni non perfette. Inoltre, il carattere visto contro il Catanzaro, la capacità di restare dentro la partita, è un elemento che nei playoff può fare la differenza.
Ormai la strada per affrontare gli spareggi promozione è abbastanza chiara, vuoi per necessità, vuoi per errori fatti durante i due mercati della stagione: affidarsi a un nucleo ristretto di giocatori, limitando le rotazioni al minimo indispensabile. Servirà spremere il meglio dai titolari e usare le poche alternative affidabili in modo mirato.
Dal punto di vista tattico, sarà fondamentale trovare equilibrio: meno frenesia e più gestione. Nei playoff non vince chi attacca di più, ma chi sbaglia meno.
La vittoria contro il Catanzaro è quindi utilissima, ma non deve creare false sicurezze. Il Palermo ha le qualità per giocarsela, ma dovrà farlo con grande lucidità, sapendo che i margini di errore sono ridotti anche dalla limitata profondità della rosa.
Adesso resta un ultimo impegno contro il Venezia, in un clima che si preannuncia festoso e senza particolari pressioni. Una partita da affrontare con attenzione, soprattutto per evitare infortuni, prima di concentrarsi completamente sulla fase decisiva.
Perché è lì che tutto si deciderà. I playoff saranno un nuovo campionato, imprevedibile e spietato. Il Palermo ci arriva con certezze importanti, come la solidità casalinga e un attacco capace di colpire, ma anche con limiti che non potranno più essere ignorati. E allora la domanda è una sola: basterà questo Palermo per inseguire il sogno Serie A? La risposta, come sempre, la darà il campo. Ma una cosa è certa: da adesso in poi serviranno precisione, cinismo e nervi saldi. Nei playoff non vince chi crea di più, ma chi sbaglia meno.
Ai posteri……
Le pagelle di Michele
PALERMO: Joronen 6,5; Magnani 5 (dal 24′ s.t. Peda 6,5), Bani 5 (dal 18′ s.t. Bereszynski 6), Veroli 5; Pierozzi 5,5 (dal 1′ s.t. Augello 6), Giovane 6,5 (dal 42′ s.t. Gomes s.v.), Ranocchia 6,5, Rui Modesto 6,5; Gyasi 5 (dal 18′ s.t. Vasic 6), Johnsen 7,5; Pohjanpalo 6,5.
CATANZARO: Pigliacelli 6; Frosinini 5 (dal 42′ s.t. Cassandro s.v.), Antonini 5 (dal 42′ s.t. Bashi s.v.), Fellipe Jack 5,5; Favasuli 6,5, Pontisso 6,5, Pompetti 5,5, Di Francesco 6,5 (dal 25′ s.t. Koffi s.v.); Nuamah 5 (dal 16′ s.t. Alesi 6), Oudin 5 (dal 25′ s.t. Rispoli); Pittarello 8.