Il pareggio maturato a Reggio Emilia fotografa bene il momento del Palermo: una squadra viva, propositiva, capace di reagire alle difficoltà, ma ancora troppo poco cinica nei momenti chiave della partita, come del resto già accaduto in gran parte della stagione.
Dopo lo svantaggio iniziale, i rosanero hanno avuto il merito di restare pienamente in gara, aumentando l’intensità e trovando rapidamente il gol del pareggio. La reazione è stata convincente e ha confermato la capacità della squadra di mantenere equilibrio mentale anche nei momenti negativi. Per lunghi tratti, il Palermo ha anche preso in mano il gioco, stabilendosi stabilmente nella trequarti avversaria con una continuità offensiva sempre più in crescendo, partita dopo partita.
Eppure, proprio nel momento in cui la gara sembrava poter essere indirizzata, è mancato il colpo del possibile 2-1. Un’assenza di cinismo che pesa e che rappresenta uno dei principali nodi su cui lo staff tecnico dovrà lavorare in vista degli spareggi promozione.
Non sono mancate nemmeno le polemiche: un episodio in area avversaria ha lasciato più di un dubbio, con un possibile calcio di rigore non concesso né dall’arbitro né dal VAR. Tuttavia, al di là degli episodi, resta la sensazione che il risultato non cambi la sostanza del campionato rosanero.
La promozione diretta, di fatto, era già un obiettivo appeso a un filo da tempo e il pareggio del “Mapei Stadium” sancisce anche matematicamente la chiusura di questa possibilità. Il Palermo dovrà quindi affrontare i playoff, con ogni probabilità da posizione non privilegiata, ovvero il quarto posto, che riflette una classifica ormai delineata.
In questo scenario, le prossime settimane diventano cruciali. Le ultime gare di stagione regolare potranno essere gestite con maggiore rotazione e attenzione alle energie, in vista di un appuntamento che vale un’intera stagione: i playoff, che inizieranno per i rosanero il 17 maggio con la partita d’andata, in trasferta, delle semifinali.
Il Palermo arriverà lì con buone basi sul piano del gioco e della tenuta mentale, ma con un dato che non può essere ignorato: per salire di categoria servirà una squadra più concreta, più lucida e più spietata sotto porta rispetto a quella vista in diverse fasi della stagione.
Ora il campionato offre un’ultima fase di preparazione, da sfruttare al meglio. Poi sarà solo “all in”, o dentro o fuori.
Le pagelle di Michele.
REGGIANA: Micai 7; Papetti 4, Vicari 6, Lusuardi 6, Bonetti 5,5; Belardinelli 5, Reinhart 5 (dal 1′ s.t. Bertagnoli 6), Portanova 7; Lambourde 6,5 (dal 43′ s.t. Rover s.v), Bozhanaj 5 (dal 1′ s.t. Tripaldelli 6); Gondo 5 (dal 29′ s.t. Girma 6).PALERMO: Joronen 6; Pierozzi 6,5, Peda 6,5, Ceccaroni 6 (dal 39′ s.t. Gyasi s.v.); Rui Modesto 6,5 (dal 29′ s.t. Vasic 6), Segre 6 (dal 21′ s.t. Johnsen 5), Ranocchia 6, Augello 6,5; Le Douaron 6 (dal 29′ s.t. Corona 6), Palumbo 7; Pohjanpalo 6,5