Frosinone-Palermo non sarà mai una partita come le altre, le tensioni del passato, mai del tutto dimenticate, hanno alimentato nel tempo una rivalità intensa tra le due tifoserie. Questa sera, però, in palio c’è molto più dell’orgoglio, la sfida può indirizzare un’intera stagione. Il Frosinone arriva con numeri solidi, solo tre sconfitte finora, mentre il Palermo, dopo il rallentamento autunnale, ha recuperato terreno ed è ora a quattro punti dai ciociari, secondi in classifica.
Inzaghi conferma il 3-4-2-1 con Gomis tra i pali; Pierozzi, Bani e Ceccaroni a comporre la linea difensiva; Rui Modesto, Segre, Ranocchia e Augello a centrocampo; Palumbo e Le Douaron a supporto di Pohjanpalo.
Il primo calcio d’angolo della gara lo conquista al terzo minuto il Palermo. Ma sugli sviluppi del corner riparte velocemente il Frosinone con Kvernadze che crossa in area per Raimondo, la difesa rosanero spazza via.
La partita resta equilibrata, ma con il passare dei minuti il Frosinone alza il baricentro e guadagna campo fino all’area del Palermo. Al 18’ ci prova Calò dalla distanza, trovando però la pronta risposta di Gomis. Il Palermo replica subito con Rui Modesto, il cui tiro termina di poco a lato.
Al 21’ i rosanero costruiscono un’azione corale di qualità, Palumbo serve sulla destra Rui Modesto, che mette in mezzo per Le Douaron. L’attaccante fa da sponda per Ranocchia, il quale dal limite prova il sinistro a giro verso l’incrocio, ma Palmisani si allunga e respinge salvando il risultato. Al 43’ palo clamoroso di Pohjanpalo a portiere battuto. Dopo il minuto di recupero assegnato dall’arbitro, le squadre rientrano negli spogliatoi.
Ad inizio della ripresa entra Peda ed esce Rui Modesto, Pierozzi torna dunque nel ruolo di esterno di centrocampo.
Ed è proprio Peda che sfiora il gol con un grande tiro da fuori, Palmisano miracolosamente manda il pallone in calcio d’angolo. Il Palermo gioca bene, ma non riesce a concretizzare le numerose occasioni da rete, la gara resta molto aperta. Al 60’ Pierozzi è costretto a lasciare il terreno di gioco a seguito di uno scontro con Bracaglia, Inzaghi manda in campo Gyasi.
Al 73’ calcio di punizione da circa 28 metri per il Frosinone e gol di Calò
Al 76’ esce Ceccaroni ed entra Vasic. Il Frosinone amministra il vantaggio, spezzando il gioco e cercando di addormentare la gara. All’83’ Giovane prende il posto di Palumbo.
All’88’ pareggio del Palermo con un tiro potente di sinistro di Ranocchia
Nei sei minuti di recupero concessi dall’arbitro succede poco o nulla, se non l’ammonizione al 92’ per Peda che, già diffidato, sarà costretto a saltare la prossima gara interna contro il Cesena. Poi il triplice fischio e la partita si chiude sul punteggio di 1 a 1.
Un pareggio che lascia tutto immutato in classifica ma che, per quanto visto in campo, restituisce almeno in parte giustizia a un Palermo autore di una delle migliori prestazioni esterne della stagione. I rosanero hanno giocato con personalità, ritmo e qualità, dominando a lungo soprattutto nel primo tempo, imponendo il proprio gioco su un campo tutt’altro che semplice. Una squadra compatta, lucida nelle scelte e capace di costruire con continuità, ma ancora una volta poco premiata dagli episodi.
Il Frosinone, al contrario, ha confermato una buona dose di fortuna che ormai accompagna il suo cammino in questo campionato. Un solo tiro nello specchio, un gol, e poco altro in termini di proposta. Non solo. A spezzare il ritmo e a innervosire la gara ci hanno pensato anche i frequenti contatti enfatizzati dai giocatori giallazzurri, spesso rapidi nel cercare il fallo lasciandosi cadere con eccessiva facilità. Un atteggiamento che ha frammentato il gioco e tolto fluidità a una partita che il Palermo stava interpretando con ben altro spirito.
L’episodio simbolo resta il palo colpito da Pohjanpalo a portiere ormai battuto, un dettaglio che pesa come un macigno e che racconta meglio di qualsiasi analisi la stagione rosanero. Il pallone che si stampa sul legno, invece di entrare, è l’immagine plastica di una squadra che produce, merita, ma troppo spesso non raccoglie quanto costruito.
Alla luce di tutto questo, il pareggio appare come un risultato che riequilibra solo in minima parte quanto accaduto in campo, perché se è vero che il calcio si misura nei gol, è altrettanto evidente che stasera il Palermo ha fatto molto di più per vincere, mentre il Frosinone si è limitato a sfruttare al massimo ciò che gli è stato concesso, una punizione dai 28 metri concretizzata da Calò e, come già più volte accaduto in questa stagione, aggrappandosi a episodi favorevoli e a una grandissima dose di fortuna.
Tabellino:
FROSINONE (4-3-3): 22 Palmisani; 20 A. Oyono, 2 Cittadini, 30 Monterisi (C), 79 Bracaglia; 8 Koutsoupias, 14 Calò, 16 Cichella; 7 Ghedjemis, 9 Raimondo, 17 Kvernadze.
A disposizione: 12 Lolic, 75 Pisseri, 3 Calvani, 6 J. Gelli, 10 F. Gelli, 21 J. Oyono, 28 Zilli, 40 Fini, 80 Fiori, 90 Vergani, 92 Kone, 99 Barcella.
Allenatore: Masimiliano Alvini.
PALERMO (3-4-2-1): 1 Gomis; 27 Pierozzi, 13 Bani (C), 32 Ceccaroni; 18 Rui Modesto, 8 Segre, 10 Ranocchia, 3 Augello; 5 Palumbo, 21 Le Douaron; 20 Pohjanpalo.
A disposizione: 66 Joronen, 77 Di Bartolo, 6 Gomes, 11 Gyasi, 14 Vasic, 17 Giovane, 19 Bereszynski, 28 Blin, 29 Peda, 72 Veroli, 96 Magnani.
Allenatore: Filippo Inzaghi.
Arbitro: Simone Sozza (Seregno).
Primo assistente: Marco Belsanti (Bari).
Secondo assistente: Simone Biffi (Treviglio).
Quarto ufficiale: Davide Di Marco (Ciampino).
VAR: Matteo Gariglio (Pinerolo).
AVAR: Marco Monaldi (Macerata).
Ammoniti: 15’ Palumbo – 38’ Ranocchia – 42’ Bracaglia – 72’ Ghedjemis – 73’ Augello – 81’ Zilli
Marcatori: 73’ Calò – 88’ Ranocchia