Toni accesi, ma solo sul piano verbale, ieri alla stazione centrale di Palermo, dove è andato in scena uno scontro politico che ha ricordato, per intensità, le atmosfere dei migliori film western. Protagonisti del confronto il deputato di Italia Viva Davide Faraone e l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò. L’episodio si è verificato durante la ripartenza del “Sicilia Express”, il treno promosso dalla Regione per consentire agli studenti di rientrare nell’Isola in vista delle vacanze pasquali a costi agevolati. Faraone si trovava in stazione insieme a Fabrizio Micari, ex rettore dell’Università di Palermo e dirigente di Italia Viva, in occasione di una manifestazione organizzata dai giovani di Futura, movimento giovanile legato a Italia Viva Casa Riformista Sicilia. I partecipanti hanno inscenato una simbolica “fazzolettata” di saluto al convoglio, in segno polemico nei confronti dell’iniziativa regionale. La presenza contemporanea dell’assessore Aricò ha però innescato un acceso botta e risposta davanti alle telecamere. «Siete ridicoli – ha attaccato Faraone – questo treno è una barzelletta. Occupatevi del caro-voli e delle cose serie. Questo treno è il simbolo del vostro fallimento».

Immediata la replica dell’assessore: «Cosa ha fatto Renzi per la continuità territoriale? Nulla».

Un confronto che, pur restando nei limiti dello scontro verbale, evidenzia ancora una volta le forti tensioni politiche sul tema dei trasporti e dei collegamenti da e per la Sicilia.
“È vergognoso e arrogante l’atteggiamento del senatore di Italia Viva, Davide Faraone, che questa mattina ha definito ‘ridicola’ l’iniziativa del Sicilia Express, pensata per riportare al Nord i siciliani che hanno trascorso le vacanze nell’Isola”. Lo dice il presidente di FdI a Palermo, Antonio Rini.

“Il Sicilia Express è solo una delle misure concrete del governo nazionale e regionale per contrastare il caro voli“, aggiunge. “A Faraone ricordiamo alcune cifre significative: nel 2025 il governo Meloni ha stanziato 15 milioni di euro, mentre il governo Schifani e l’assessore Aricò ne hanno destinati 25 milioni; nel 2024 sono stati stanziati altri 33 milioni. Sono interventi reali, concreti che non risolvono il problema definitivamente ma portano un aiuto tangibile ai cittadini, fatti non chiacchiere”.

Per Rini “ha del paradossale che a criticare il Sicilia Express siano proprio coloro che, quando erano al governo, non hanno fatto nulla di significativo per la Sicilia e per la Nazione, se non prendere in giro i cittadini con mancette di 80 euro, incapaci di combattere in maniera concreta la povertà e incidere sul potere d’acquisto delle famiglie italiane”.