A Pescara il Palermo proverà a sfatare un altro tabù. L’ultima vittoria rosanero allo Stadio Adriatico – Giovanni Cornacchia risale al 22 marzo 2014, l’anno della cavalcata vincente in Serie B con Beppe Iachini in panchina. A firmare quel successo furono Paulo Dybala e Andrea Belotti. Oggi, il Palermo di Pippo Inzaghi dovrà assolutamente vincere per restare agganciato alla vetta. Una gara da non sottovalutare, nonostante la squadra abruzzese sia ultima in classifica

Assente Mattia Bani, a causa di una sindrome influenzale, Inzaghi conferma il 3-4-2-1, tra i pali c’è Joronen; in difesa Peda, Magnani e Ceccaroni; a centrocampo Pierozzi, Segre, Ranocchia e Augello; Palumbo e Johnsen a supporto di Pohjanpalo.

Cerca di fare la partita il Pescara, che pressa alto il Palermo. All’ottavo minuto punizione pericolosa battuta da Insigne e paratissima di Joronen che manda il Palermo in calcio d’angolo. Al 10’ miracolo di Saio che manda in corner un tiro insidioso di Johnsen.

Diversi errori in fase di transizione attiva da parte del Palermo favoriscono la manovra offensiva del Pescara, con Insigne, molto cercato dai compagni. I giocatori rosanero sono poco reattivi e perdono tutti i contrasti. Molto aggressiva la squadra di Gorgone che non fa ragionare il Palermo.

Approccio tutt’altro che brillante del Palermo, la squadra è lenta, poco incisiva e in difficoltà di fronte alle iniziative di Insigne, autentica spina nel fianco dei giocatori rosanero. La gara è brutta, errori da una parte e dall’altra, poco lucidi i giocatori rosanero e gioco spezzettato per diversi falli da parte di ambedue le squadre. Uno il minuto di recupero concesso dall’arbitro con il Pescara che batte un calcio di punizione dai 30 metri. Di Nardo stava per beffare Joronen, ma il suo tiro termina di poco alto sopra la traversa.

Ad inizio di ripresa, entra Bereszynski ed esce Peda.

Al 47’ Palermo in vantaggio, conduce palla Segre, dialogo con Johnsen che gli restituisce il pallone, poi assist perfetto per Pohjanpalo, che firma la sua diciottesima rete stagionale.

Prova a reagire il Pescara e al 54’ trova il pareggio con Insigne, decisivo l’errore di Joronen, che rinvia il pallone sulla testa di Di Nardo. Da lì nasce l’assist per Insigne, tenuto in gioco da Augello.

Al 57’ Russo sul filo del fuorigioco si presenta tutto solo davanti a Joronen che mette il pallone in calcio d’angolo. Al 60’ tiro pericoloso dalla distanza e miracolo del portiere rosanero che mette in corner. Insiste in avanti il Pescara, Inzaghi manda in campo Blin e Le Douaron al posto di Ranocchia e Johnsen.

Il Palermo dopo avere accusato il colpo, prova a riorganizzarsi, ma la manovra offensiva è poco incisiva e subisce il ritorno degli avversari che conquista il settimo calcio d’angolo. Al 68’ esce Lorenzo Insigne che ha fatto la differenza e regalando il pari alla sua squadra.

Ma non cambia il leit-motiv della gara, Palermo poco lucido, non riesce a vincere nessun contrasto, è poco lucido e subisce la pressione del Pescara che si riversa tutto nella metà rosanero. Al 72’ altra parata di Joronen su tiro di Meazzi.

Al 73’ fuori Segre, dentro Gomes. Ma il Palermo è in bambola, in balia degli avversari. Al 78’ entra Veroli ed esce Magnani.

Al 86’ Meazzi lanciato in contropiede, mette a segno la rete del 2 a 1.

Dopo i sette minuti di recupero concessi dall’arbitro, la gara si chiude con la vittoria del Pescara per 2 a 1.

Una sconfitta meritata per come il Palermo ha approcciato la partita. Una prestazione opaca, che costa al Palermo l’occasione di accorciare in classifica. Il gol in avvio di ripresa aveva illuso, dopo un primo tempo confuso e poco brillante, sembrava potesse arrivare la svolta. Invece, incassato il pari di Insigne, i rosanero hanno di nuovo perso ritmo e idee. A tenere a galla la squadra è stato Joronen, nonostante l’errore che ha originato l’1-1.

Anche i risultati delle dirette concorrenti non aiutano la squadra di Inzaghi, ma più della classifica preoccupa la prestazione. Alla vigilia il tecnico aveva chiesto attenzione e lucidità contro l’ultima in classifica, in una di quelle classiche partite “trappola”. Ma il Palermo è caduto proprio lì. Ha funzionato poco o nulla, esterni quasi mai determinanti, Johnsen ben al di sotto del suo potenziale. Emblematico il dato su Pohjanpalo, un solo pallone giocabile in tutta la partita, trasformato in gol. Cinico come sempre, ma troppo poco servito per poter incidere davvero.

Gli otto calci d’angolo del Pescara contro i tre del Palermo fotografano perfettamente una gara in cui la manovra offensiva rosanero è stata quasi inesistente, a tratti persino presuntuosa.

È il solito copione, un passo avanti e tre indietro. Contro squadre destinate probabilmente alla retrocessione il Palermo continua a lasciare punti per strada, offrendo alcune delle peggiori prestazioni stagionali. Resta il rammarico, ma soprattutto la sensazione che la tenuta mentale del gruppo sia tutt’altro che solida.

Tabellino:
PESCARA (4-3-1-2): 22 Saio; 19 Faraoni, 6 Bettella, 2 Capellini, 32 Cagnano; 14 Valzania, 8 Brugman, 13 Acampora; 11 Insigne (C); 9 Di Nardo, 31 Russo.
A disposizione: 12 Profeta, 44 Brondbo, 3 Letizia, 5 Brandes, 7 Meazzi, 15 Altare, 18 Fanne, 27 Olzer, 36 Berardi, 95 Corbo.
Allenatore: Giorgio Gorgone.

PALERMO (3-4-2-1): 66 Joronen; 29 Peda, 96 Magnani, 32 Ceccaroni; 27 Pierozzi, 8 Segre (C), 10 Ranocchia, 3 Augello; 5 Palumbo, 7 Johnsen; 20 Pohjanpalo.
A disposizione: 1 Gomis, 77 Di Bartolo, 6 Gomes, 11 Gyasi, 14 Vasic, 17 Giovane, 18 Modesto, 19 Bereszynski, 21 Le Douaron, 28 Blin, 31 Corona, 72 Veroli.
Allenatore: Filippo Inzaghi.
Arbitro: Fabio Maresca (Napoli).
Primo assistente: Thomas Miniutti (Maniago).
Secondo assistente: Matteo Pressato (Latina).
Quarto ufficiale: Riccardo Tropiano (Bari).
VAR: Manuel Volpi (Arezzo).
AVAR: Federico Dionisi (L’Aquila).

Ammoniti: 45’ Peda – 49’ Acampora – 51’ Ranocchia
Marcatori: 47’ Pohjanpalo – 54’ Insigne – 88’ Meazzi

Ph: Francesco Caltagirone