Il Palermo sta affrontando una serratissima lotta alla promozione in Serie A, contro le rivali Frosinone, Venezia e Monza, cercando di evitare i play-off. Sarebbe la prima promozione del Palermo targato City Group nel massimo campionato italiano, dopo un esodo di quasi 10 anni. Per questo e per altri aspetti questa promozione somiglia a quella del 2003-04, la prima del Palermo di Zamparini che arriva dopo 40 anni di campi di categorie minori.

A difendere i pali di quel Palermo che ha fatto impazzire i tifosi c’era Gianluca Berti che ha raccontato quella promozione ai microfoni di Azzurra News: “Avevamo una squadra fortissima, c’erano tanti giocatori che poi hanno fatto la storia del campionato italiano. I tempi sono cambiati, ma quel Palermo lì era un Palermo diverso da quello attuale. Mi auguro, comunque, e credo che sia l’anno buono per ritornare in Serie A, per la società e gli investimenti che sono stati fatti, ma sopratutto per la piazza e per la tifoseria”

Berti, fiorentino classe ’67, ha militato anche una stagione soltanto nella squadra della sua città, che, però, non naviga in ottime acque sin qui e rischia clamorosamente la retrocessione: “Negli ultimi anni la Fiorentina aveva fatto campionati importanti, prima con Italiano e poi con Palladino– ha commentato- l’anno scorso era arrivata addirittura sesta. Quest’anno investimenti importanti e poi ti ritrovi invischiato nella lotta salvezza. Queste due vittorie ai viola hanno dato uno slancio importante ma ancora non è fuori, e dovrà soffrire molto, purtroppo”.

In una terra con una grande tradizione di portieri, come Zoff, Buffon ma anche il più recente Donnarumma, Berti però tra i tanti portieri italiani in circolazione attualmente, ha il suo prediletto:” Oltre Donnarumma che è il top del mondo, a me piace tantissimo Carnesecchi, per me è uno dei portieri più forti che c’è e visto che si parla tanto di giovani, lui è quello che si deve menzionare d’obbligo”.

Berti appende i guanti al chiodo nel 2010, poi si dedica alla carriera da direttore sportivo e attualmente ricopre questa carica nel Prato, squadra che attualmente milita a metà classifica nel girone E di Serie D: “Quest’anno noi siamo partiti in grandissimo ritardo rispetto alle altre squadre, a causa del cambio di proprietà. Ora il Prato ha un futuro davanti con una proprietà solida e importante. Noi siamo partiti l’8 agosto che avevamo 4 giocatori e le squadre avevano finito i ritiri, fare una squadra in 20 giorni non è semplicissimo. Quest’anno era l’anno 0 per mettere le basi importanti, adesso vogliamo riportare il Prato dove merita”.

Infine sulla Nazionale: “Mi auguro che si possa andare al Mondiale, ormai è da troppo tempo che stiamo fuori e una Nazionale come l’Italia non può stare fuori da tutte queste edizioni del Mondiale. Purtroppo- conclude- quando vedi nel calcio italiano, su 11 giocatori 9/10 sono stranieri, capisci che è molto più dura tirare fuori giocatori per la Nazionale”.