Palermo e l’Argentina sono connesse da un feel rouge perpetuo. Nel capoluogo palermitano vige una grande storia di giocatori argentini: da Dybala a Pastore, da Santana a Vazquez e a portare avanti questa tradizione c’è anche il difensore dell’Athletic Palermo, Gonzalo Sanchez, detto Colo, ovvero “colorato” per via del suo capello rossiccio, come lui stesso ci ha spiegato in esclusiva ai microfoni di Azzurra News: “Per me giocare in questa città, con questa grande storia di argentini, è troppo stimolante e spero che questa tradizione continui a lungo”.
Gonzalo, difensore classe 2003, nasce a Rosario, la città di Messi, Di Maria e Icardi, capitale del calcio sudamericano, ma i suoi idoli, da difensore, sono altri: “Da piccolo mi ispiravo a Sergio Ramos, adesso impazzisco per Romero, mio connazionale”. Dopo qualche esperienza tra Cile e Argentina, arriva in Italia, proprio a Palermo, vestendo la maglia della Parmonval, e dopo una stagione da top player viene prelevato dall’Athletic, neo-promosso in Serie D, diventandone un titolare inamovibile: “Non mi aspettavo di giocare così tanto, ma sapevo che facendo le cose bene, le opportunità sarebbero arrivate. Ho colto al volo quest’opportunità e sapevo che era un trampolino di lancio per me”.
Sanchez incarna il progetto Athletic, fatto di giovani con enorme potenziale, messi a fianco di chi può farli crescere; uno di questi è Roberto Crivello, compagno di reparto di Gonzalo, dal quale ha appreso e continua ad apprendere tanto: “È bellissimo condividere lo spogliatoio e il reparto con giocatori come lui, abbiamo una grande intesa e mi aiuta tantissimo in tutto. Dal punto di vista umano è una grande persona, si complimenta con noi e ci corregge sin dall’allenamento”.
L’Athletic è la società che ha creduto e crede in lui, ma sopratutto che lo sta facendo sognare: “L’obiettivo nostro era la salvezza – continua il sudamericano – e l’abbiamo raggiunto. Ora stare tra le prime in classifica è bellissimo e ci godiamo il momento. Noi abbiamo giocato contro tutti e abbiamo dimostrato che come squadra possiamo fare grandi cose, poi a fine campionato vedremo dove saremo arrivati”.
Per quanto Palermo lo abbia conquistato, il richiamo della madre patria rimane vivo e forte: “Dove mi vedo fra qualche anno? Spero più in alto possibile, spero di arrivare in Serie A italiana o in quella argentina, magari al Rosario Central, la squadra del mio cuore e che ha dato inizio alla mia carriera”.