Gli studenti dell’IIS Luigi Sturzo di Bagheria, attraverso i loro rappresentanti d’istituto, annunciano uno stato di agitazione per richiamare l’attenzione sulle gravi disfunzioni strutturali degli edifici assegnati alla scuola. Una protesta pacifica, spiegano, nata con l’obiettivo di far sentire la propria voce e di sostenere l’azione della Dirigente scolastica nella tutela del diritto allo studio, che — sottolineano — deve svolgersi in un contesto sicuro, dignitoso e a misura di cittadino.

Gli studenti denunciano di sentirsi “di serie B” e chiedono di essere coinvolti in una discussione territoriale più ampia, che includa anche gli altri studenti della Provincia. La richiesta è quella di partecipare a un tavolo di confronto con la Città Metropolitana per affrontare problematiche strutturali diffuse, ma anche temi legati ai trasporti, ai servizi inefficienti e alla sicurezza.

Tra le numerose criticità segnalate, i rappresentanti evidenziano due emergenze prioritarie: il mancato funzionamento dei riscaldamenti nell’edificio A, che — affermano — non avrebbero mai funzionato, e l’impraticabilità di alcuni locali, in particolare i servizi igienici del terzo piano, compromessi da infiltrazioni d’acqua attribuite all’installazione di pannelli fotovoltaici obsoleti e, forse, mai collaudati.

Le richieste avanzate sono precise: una rilevazione settimanale delle temperature nelle aule e negli spazi comuni e un sopralluogo urgente da parte dei tecnici della Città Metropolitana, per garantire risposte tempestive. In vista dell’inverno, gli studenti chiedono l’attivazione di misure straordinarie, come l’installazione di pannelli radianti, già utilizzati in edifici pubblici in situazioni di emergenza analoghe.

Allo stesso tempo, precisano che le soluzioni per il freddo non possono escludere un intervento strutturale per il caldo eccessivo che rende insostenibili le aule esposte al sole nei mesi da maggio a ottobre. Da qui la proposta di un progetto organico della Città Metropolitana, accompagnato da finanziamenti che consentano alla scuola di dotarsi di impianti di climatizzazione.

«Siamo arrabbiati, ma determinati», affermano i rappresentanti, rivendicando il diritto alla cittadinanza attiva. Gli studenti chiedono di essere invitati, ascoltati e consultati, per comprendere le cause dei malfunzionamenti e seguire le iniziative che competono agli enti preposti. La mobilitazione di oggi, concludono, è un reclamo pacifico e partecipato, a difesa del diritto allo studio e della dignità degli spazi scolastici.