Da circa 13 anni, il rosa e il nero non sono solo i colori del Palermo calcio, ma sono i colori anche di un’altra squadra, sua concittadina, l’Athletic Palermo, nata sulle orme del Palermo e fondata da tifosi del Palermo.

L’Athletic Palermo per i suoi successi riportati in campo e fuori dal campo, da qualche anno è una vera e propria realtà nel capoluogo palermitano, tanto da accaparrarsi l’epiteto di seconda squadra della città Palermo; l’epiteto non solo calzante ma anche voluto dalla stessa società, proprio come spiega il vice-presidente Antonio Cottone, intervistato in esclusiva da Azzurra News sottolineando che: “L’idea del presidente Conte è sempre stata quella che l’Athletic doveva essere la seconda squadra di Palermo e la sua grande capacità è sempre stata quella di crederci e di insistere e non costruire una semplice “meteora calcistica”. Devo dire che è riuscito nel suo intento!”.

Il vice-presidente nero-rosa ha fatto un passo indietro, partendo proprio dalle origini: “La società è nata nel 2012, con il nome di Resuttana San Lorenzo, sempre su idea di Gaetano Conte, attuale presidente., che, nel tempo, partendo dalla Terza Categoria, piano piano è diventata sempre più grande, avvicinando sempre più imprenditori e palermitani che hanno creduto nel progetto, primo fra tutti io, entrato due anni fa”

Si è già detto , come uno dei più grandi successi dell’Athletic sia stato quello di far tornare a vivere il calcio all’interno del Velodromo “Paolo Borsellino”: “Una delle più grandi vicissitudini – racconta Cottone- è stata quella di giocare a porte chiuse gran parte dei campionati, perchè la cosa bella del calcio è vivere la partita con il suo pubblico che è parte integrante del match. Tutti ricordiamo le partite post Covid, a porte chiuse, poco piacevoli e nelle quali si sentiva prooprio la mancanza del pubblico e sopratutto del tifo. Ciò è quello che abbiamo vissuto noi negli ultimi due anni. Il pubblico aiuta e fa crescere dal punto di vista agonistico, basti ricordare la partita contro il Gela lo scorso anno (una delle poche a porte aperte, ndr) o l’ultima col Messina, dove la spinta del pubblico, a detta di tutti, è stata fondamentale”

Ancora un appunto sulla casa dell’Athletic “Il Velodromo è stato chiuso per 28 anni, nell’ultimo anno siamo riusciti a farlo rivivere, non solo con la prima squadra e tutta la società, ma sopratutto per i bambini,: per un bambino di 5-6 anni entrare in uno stadio e salire quelle scalette ti fa respirare un’aria di calcio e vederlo in 450 ragazzini è una gioia incredibile. L’apertura del Velodromo, infatti, ha soddisfatto la curiosità del pubblico verso il mondo dell’Athletic”.

Il cammino e l’entusiasmo dell’Athletic lascia ben sperare per un possibile derby, con il Catania o addirittura con il Palermo, in quella classica stra-cittadina che il capoluogo siciliano non ha mai vissuto: “Roma e Lazio, Torino e Juventus, Milan e Inter nascono nella storia del calcio. Noi siamo tifosi del Palermo, noi ammiriamo il Palermo. I nostri figli sono cresciuti con il Palermo in A o in B. Noi abbiamo visto navigare il Palermo in C2, inoltre, gran parte di noi è sponsor del Palermo, quindi ci crediamo anche economicamente, non cercheremo mai di ci contrapporci mai a loro”.

A proposito di Palermo e di categorie superiori, l’Athletic ha un elemento nella sua dirigenza, Giorgio Perinetti, che ha vissuto il Palermo in auge e ne è stato anche direttore: “Perinetti è un’istituzione del calcio a grandi livelli, quindi essendo 11 teste amanti di calcio, ma senza averlo mai vissuto come lo ha vissuto lui, siamo ben contenti di averlo nella nostra squadra. Pendere dalle labbra di Giorgio è un’occasione di crescita: lui è come un padre, che riesce a placare gli animi tra figli con una singola parola. Tanti giovani sono arrivati grazie a lui: noi abbiamo chiuso la partita col Messina con in campo 2 classe 2005, 3 classe 2006 e 2 classe 2007″.

Proprio i giovani sono il principale focus e obiettivo dell‘Athletic: “L’ambizione e la più grande vittoria è quella di poter trionfare nel campionato di Serie D, ma sopratutto quella di costruire un progetto per il quale ogni anno 2-3 ragazzi provenienti dal nostro vivaio, si ritrovino in prima squadra e quindi quello di costruire una squadra fatta da giovani palermitani. Se fra 3 anni si avranno 9/11 di giocatori provenienti dal nostro settore giovanile, è tanta roba e sono anche tanti soldi risparmiati”.

L’Athletic non colleziona soltanto successi nel calcio a 11 e in Serie D, ma anche nel Futsal. Ciò conferma il taglio da “Polisportiva” che la società sostiene: “L’anno scorso abbiamo avuto le promozioni delle due squadre di Futsal maschili e femminili, con la seconda che ha vinto anche la Coppa Italia. Inoltre la Juniores si è fermata in semifinale nazionale ai rigori dopo una grande partita”.

Infine, il vice presidente Cottone ha concluso rispondendo alla domanda riguardo il prossimo futuro dell’Athletic Palermo: “Come vedo il mio Athletic fra 3 anni? Se dovessimo ancora rimanere in D, sicuramente lottare per la promozione, ma con tanti giocatori palermitani. Se dovessimo salire in Serie C, allora mi aspetto campionati tranquilli che permetteranno di sognare, ma solo a piccoli passi per evitare disfatte simili a quelle di Trapani e Siracusa. Non vogliamo distruggere in qualche settimana, il lavoro strepitoso di due anni precedenti”.