Palermo-Padova, ultima gara del 2025, sarà anche l’ultima partita di Matteo Brunori con la maglia rosanero. Un cerchio che si chiude lentamente, con il cuore che batte più forte del pallone. Perché quattro anni e mezzo non saranno mai un dettaglio.
Brunori ha scritto pagine indimenticabili nella storia recente del Palermo, diventando simbolo e capitano di una squadra e di una città intera. E, per un bizzarro scherzo del destino, il suo addio passa proprio dal Padova: come il 12 giugno 2022, la notte più bella della Serie C, la finale playoff che ha cambiato la storia recente del club. L’andata vinta all’Euganeo, il ritorno al “Renzo Barbera”, lo stadio pieno, il suo gol vittoria su rigore e la Serie B riconquistata dopo il fallimento del 2019.
Anche nel giorno del suo addio al Palermo, Brunori partirà dalla panchina. Assenti Bani e Diakité per squalifica e Bereszynski a causa di un sovraccarico muscolare, Inzaghi si affida al 3-4-2-1 e manda in campo Joronen tra i pali; Peda, Ceccaroni e Veroli comporre la linea difensiva; a centrocampo Gyasi, Segre, Ranocchia eAugello; Palumbo e Le Douaron alle spalle di Pohjanpalo.
Padova ordinato e compatto, chiude ogni varco, il Palermo fatica a costruire in avanti. Al 14’ prima occasione per i rosanero, punizione da posizione interessante calciata da Palumbo, sulla respinta si avventa Pohjanpalo, ma Perrotta salva sulla linea.
La risposta del Padova è immediata, al 15’ tiro insidioso di Gomez che Joronen manda in calcio d’angolo. Al 18’ altro intervento del portiere rosanero su Sgarbi. Padova più brillante e più reattivo del Palermo.
La gara vive di fiammate improvvise con repentini capovolgimenti di fronte, ma senza vere occasioni per il Palermo. Al 32’ le Douaron rimedia un giallo per un inutile scatto di nervi. Prova ad insistere in avanti la squadra rosanero, difende bene il Padova.
Al 38’ Palermo in vantaggio, Palumbo recupera palla a centrocampo, dialoga rapidamente con Pohjanpalo che innesca Ceccaroni. Il pallone torna sui piedi di Palumbo, che pennella al centro per Pohjanpalo che non sbaglia e batte Sorrentino.
Pronta la reazione del Padova che al 43’ sfiora il pareggio con Fusi, grandissima la parata di Joronen che di piedi respinge il pallone e salva il risultato. Dopo il minuto di recupero concesso dall’arbitro, si chiude il primo tempo sul punteggio di 1 a 0 in favore del Palermo.
Nessun cambio per Inzaghi ad inizio della ripresa.
Rientro in campo molto deciso da parte del Padova che al 49’ sfiora il pari con Fusi, ancora una volta decisivo Joronen che mura la porta. Al 59’ esce Le Douaron ed entra Vasic. Ma insistono in avanti i Patavini alla ricerca del pareggio. Al 63’ entrano Pierozzi e Gomes ed escono Palumbo e Gyasi.
Al 71’ su calcio di punizione battuto da Ranocchia, Perrotta manda il pallone in corner. Riconquista palla il Padova che si riversa in area rosanero. Al 76’ brutto fallo di Segre su Perrotta al limite dell’area. Sulla battuta va Gomez e miracolo di Joronen che mette il pallone in calcio d’angolo, il settimo per i biancoscudati.
Tutt’altro che domato il Padova attacca a pieno ritmo, riesce ad uscire il Palermo, ma l’azione offensiva è debole e poco efficace. All’82’ Inzaghi manda in campo Blin e Giovane al posto di Ranocchia e Ceccaroni. Ancora riparte ancora in avanti la squadra veneta che all’84’ conquista un altro calcio di punizione dal limite, il tiro di Buonaiuto termina alto sopra la traversa.
Qualche errore dei rosanero in transizione attiva consente al Padova di riconquistare palla e a conquistare all’88’ l’ottavo corner, ma la squadra rosanero riesce a respingere difendendo strenuamente l’esiguo vantaggio. Cinque i minuti di recupero, con il Padova in pressione e Palermo che resta basso e non riesce a uscire dalla propria metà campo.
Spinge l’acceleratore al massimo il Padova che attacca a testa bassa, bravo Augello al 92’ a rubare palla e a scambiare con Gomes che calcia in porta ma trova pronto Sorrentino. Si lotta furiosamente su ogni pallone, ma il Palermo resiste e riesce a conquistare 3 punti pesantissimi.
Una vittoria dal sapore agrodolce per l’addio annunciato di Brunori al quale Inzaghi non ha concesso di giocare nemmeno per un minuto, che viene salutato con grande affetto dagli oltre 32.000 tifosi rosanero presenti al Barbera.
PRIMO TEMPO
Nel primo tempo il Padova ha interpretato meglio la fase di non possesso, con linee ravvicinate e coperture preventive che hanno limitano il fraseggio del Palermo, spesso costretto a sviluppare in modo prevedibile e senza profondità. Più reattivi sulle seconde palle e più rapidi nella transizione offensiva, i biancoscudati sono riusciti a creare qualche apprensione soprattutto sugli esterni e con inserimenti da dietro.
Il Palermo ha fatica a dare continuità alla manovra, ma è cresciuto alla distanza grazie a una maggiore intensità nel pressing e a una migliore occupazione del centrocampo. L’episodio del vantaggio è nato proprio da una lettura corretta in zona mediana, con recupero alto della palla, scambi rapidi e attacco dell’area con tempi giusti.
Nel complesso, equilibrio nei valori ma non nelle sensazioni, il Padova è stato più ordinato e strutturato, il Palermo meno brillante ma più cinico. Decisivo Joronen, che tiene in piedi il risultato con interventi di alto livello e consente ai rosanero di chiudere avanti un primo tempo in cui l’organizzazione ha prevalso sul ritmo.
SECONDO TEMPO:
La ripresa ha confermato l’inerzia tattica vista a tratti nel primo tempo con il Padova che alzava immediatamente il baricentro, aumentando il ritmo del palleggio con una pressione continua, soprattutto sulle corsie laterali e sulle seconde palle. Il Palermo ha faticato a risalire il campo perdendo spesso lucidità nelle transizioni offensive. I cambi di Inzaghi hanno dato maggiore copertura, densità centrale e protezione dell’area.
Il Padova, pur senza grande qualità nell’ultimo passaggio, ha costruito un grande volume offensivo attraverso calci piazzati e pressione costante, costringendo il Palermo a una difesa bassa e ordinata, sostenuta da un portiere determinante e da una linea arretrata chiamata a gestire molti cross e palloni sporchi.
Nel finale il Palermo ha sofferto, ma ha portato a casa il risultato grazie a sacrificio, concentrazione e compattezza. Tre punti pesanti, ottenuti senza brillantezza ma con carattere.
Oltre la sofferta vittoria resta il silenzio assordante attorno a Matteo Brunori, il capitano, uomo simbolo, rimasto in panchina per tutta la gara. Al di là delle scelte tecniche, la sua assenza in campo pesa anche sul piano emotivo. Brunori non è solo un giocatore, è stato identità, leadership e appartenenza. Se questo è davvero l’addio, Palermo saluta un giocatore che ha dato molto più dei gol segnati, lasciando un’eredità difficile da sostituire.
Tabellino:
PALERMO (3-4-2-1): 66 Joronen; 29 Peda, 32 Ceccaroni, 72 Veroli; 11 Gyasi, 8 Segre (C), 10 Ranocchia, 3 Augello; 10 Palumbo, 21 Le Douaron; 20 Pohjanpalo.
A disposizione: 1 Gomis, 22 Bardi, 6 Gomes, 9 Brunori, 14 Vasic, 15 Nicolosi, 17 Giovane, 27 Pierozzi, 28 Blin, 31 Corona.
Allenatore: Filippo Inzaghi
PADOVA (3-5-1-1): 12 Sorrentino, 4 Belli, 32 Sgarbi, 5 Perrotta; 17 Capelli, 8 Fusi, 7 Varas, 44 Harder, 3 Barreca; 10 Gomez (C); 20 Bortolussi.
A disposizione: 1 Mouquet, 14 Fortin, 6 Crisetig, 11 Seghetti, 13 Boi, 18 Ghiglione, 23 Di Maggio, 33 Baselli, 41 Silva, 55 Villa, 72 Faedo, 92 Buonaiuto.
Allenatore: Matteo Andreoletti
Arbitro: Marco Piccinini (Forlì).
Primo assistente: Thomas Miniutti (Maniago).
Secondo assistente: Stefano Galimberti (Seregno).
Quarto ufficiale: Fabrizio Pacella (Roma 2).
VAR: Antonio Giua (Olbia).
AVAR: Alessandro Prontera (Bologna).
Ammoniti: 32’ Le Douaron – 42’ Palumbo – 70’ Harder – 93’ Fusi
Marcatori: 37’ Pohjanpalo
Spettatori: Totale biglietti: 16.002 – Ospiti: 425 – Abbonamenti: 16.504 – Totale: 32.506