Storia a lieto fine di una febbre che conduce Sara, 19 anni, ricoverata d’urgenza al Civico di Palermo dove il 26 novembre è arrivata in coma, con parametri vitali in costante discesa. La ragazza rischiava la morte per una miocardite fulminante, a causa di un virus influenzale contratto durante una vacanza. 

Sara è stata recuperata, proprio all’ultimo momento, con una maratona di massaggi cardiaci effettuati da dodici persone per un’ora e 47 minuti, anche quando sembrava che la giovane stesse per lasciarsi andare, per non farcela, per spegnersi. Invece, una affannata e prolungata staffetta di infermieri e medici ha permesso che altri colleghi collegassero l’Ecmo, (serve per la circolazione extracorporea del sangue), l’apparecchio che ha salvato la vita a Sara. Come si fa nei trapianti. Soddisfatti cardiologi, anestesisti e infermieri. Ma, specialmente orgogliosi il primario del Pronto soccorso, Massimo Geraci, e il direttore dell’Anestesia, Vincenzo Mazzarese

Di Roberto Dall’Acqua

Giornalista professionista dal 12 ottobre 1994