Il Palermo supera la Sampdoria di misura, ma il peso di questo 1-0 va ben oltre il semplice risultato. Al “Barbera” va in scena una partita tesa, combattuta, decisa da una rete in micidiale ripartenza, ma soprattutto ricca di indicazioni in prospettiva futura.
Il Palermo porta a casa tre punti preziosi grazie a una prova di grande concretezza. Nonostante un secondo tempo con qualche affanno di troppo contro una Sampdoria sterile e compassata, i rosanero hanno mostrato maturità, pazienza e una crescente solidità mentale. In un campionato equilibrato, vincere partite bloccate è spesso il segnale di una squadra che sta costruendo qualcosa di importante. La fase difensiva ha retto bene, concedendo poco agli avversari, mentre in avanti è bastato un lampo, spettacolare per costruzione e finalizzazione, per indirizzare l’incontro verso la vittoria.
C’è ancora tanto da lavorare comunque per mister Pippo Inzaghi, specialmente sulla mentalità di una squadra che, spesso e volentieri, non riesce a mantenere la spina inserita per tutti i novanta minuti, alternando cose egregie a pause preoccupanti. Ieri sera, grazie ad una difesa solida e attenta, capitanata da un monumentale Bani la gara è andata in porto, ma non sempre si potrà fare affidamento su questo. Le uscite di Palumbo, Ranocchia e Segre hanno portato ad un Palermo poco equilibrato e troppo attendista tanto che i due attaccanti sono stati abbandonati al loro destino.
Il punto, sul quale insistiamo da tanto tempo e su cui continueremo ad insistere , è proprio questo. Il Palermo, sia tecnicamente sia numericamente, a parte poche eccezioni, non ha un parco riserve tale da non far rimpiangere gli undici titolari. Gli innesti subentranti di ieri sera, ad esempio, a parte Peda, sul cui impegno nulla vi è da dire, non hanno prodotto gioco e sono sembrati avulsi da un meccanismo che alla fine del girone d’andata dovrebbe invece vederli ben sul pezzo. Lo stesso Gomes, titolare quasi inamovibile fino a poche settimane fa e nelle passate stagioni, sembra aver perso il passo e l’intraprendenza nell’arpionare palla e ripartire che lo contraddistingueva.
Crediamo fondamentale per completare la rincorsa alle prime due posizioni, effettuare alcuni interventi mirati nel mercato di gennaio, almeno uno per reparto.
In ogni caso, in un campionato lungo, difficile e snervante come la serie B, questo tipo di successi rafforza l’autostima e alimenta la consapevolezza dei propri mezzi. Il Palermo sembra aver compreso che, oltre al bel gioco, servono attenzione, sacrificio e capacità di gestire i momenti difficili. Ed è già tanto. Guardando al futuro, speriamo in un Palermo sempre più come quello della prima mezz’ora di ieri. Determinato, arrembante, in controllo totale della partita. La sfida sarà quindi trovare maggiore continuità di gioco per evitare di dipendere sempre dagli episodi, ma la base appare solida e promettente.
Palermo–Sampdoria, dunque, racconta molto più di un semplice 1-0. Nel lungo cammino della stagione, partite come questa possono diventare uno spartiacque.
Quindi, «Per aspera ad astra»: attraverso le difficoltà si costruiscono le ambizioni, e solo chi sa soffrire può davvero puntare in alto.
Le pagelle.
PALERMO: Joronen 6; Bereszynski 6,5 (dal 28′ s.t. Peda 6), Bani 8, Ceccaroni 7; Pierozzi 6 (dal 1′ s.t. Diakité 5), Segre 6 (dal 39′ s.t. Giovane s.v.), Ranocchia 6,5 (dal 28′ s.t. Blin 5,5), Augello 6; Palumbo 6,5 (dal 21′ s.t. Gomes 5), Le Douaron 7; Pohjanpalo 6,5.
SAMPDORIA: Ghidotti 6,5, Venuti 6 (dal 47′ s.t. Giordano s.v.), Abildgaard 5, Hadzikadunic 5; Depaoli 5, Henderson 6, Conti 5 (dall’11’ s.t. Cherubini 5,5), Benedetti 5 (dall’11 s.t. Barak 6), Ioannou 5 (dal 23′ s.t. Ricci 5); Pafundi 6 (dal 23′ s.t. Pedrola 6,5), Coda 6.