Il 3-1 rifilato dal Palermo all’Empoli è un successo pesante. Non una semplice vittoria in trasferta, ma un manifesto: la squadra di Inzaghi lancia un messaggio forte al campionato e torna prepotentemente a candidarsi ai piani alti della Serie B.
Già dalle prime battute di gioco abbiamo visto il Palermo da tutti desiderato in estate. Una squadra che sa quel che vuole, concreta, pragmatica. Pressione alta, idee chiare, aggressività. Il vantaggio immediato, arrivato su schema da calcio piazzato e finalizzato da Le Douaron, ha indirizzato la partita e confermato un dato: il Palermo ha identità e lavora con cura sui dettagli e sui movimenti studiati.
Il raddoppio, firmato da Joel “sentenza” Pohjanpalo, è figlio della capacità dei rosanero di colpire al momento giusto. Che giocatore e che talento, l’attaccante finlandese: presenza, freddezza, senso del gol. In un campionato dove spesso decidono gli episodi, avere un finalizzatore così è tanta roba.
Una gara perfetta allora? Non del tutto, anche se stavolta gli episodi decisivi ( vedasi le paratissime di super Joronen ) hanno dato una grossa mano ai rosanero, cosa che non guasta mai. La gara non è stata tutta in discesa. Nel secondo tempo l’Empoli ha tentato il tutto per tutto, con l’inserimento dell’ariete Pellegri, alzando il baricentro e contestualmente il Palermo ha perso compattezza, arretrando pericolosamente.
Il gol subito ha riportato tensione e ha mostrato qualche fragilità nella fase difensiva, ma anche la capacità di restare mentalmente in partita. La reazione finale, culminata con la doppietta di Pohjanpalo e con un clamoroso goal fallito da Vasic, ha ridato respiro e chiuso ogni velleità di rimonta da parte toscana.
Anche la classifica, attendendo gli altri risultati delle gare in programma oggi, ha tratto giovamento dal successo in terra toscana.
Ma quel che conta, in questo momento, e’ ben altro. Si inizia ad intravedere personalità e carattere anche nel resistere ai momenti difficili. Vincere ad Empoli — campo ostico, avversario in crescita, ex allenatore con propositi di rivalsa — dà uno spessore diverso ai rosanero.
Il successo fa seguito al 5-0 alla Carrarese e certifica un dato: la squadra sta trovando quella continuità che in B e’ determinante per conseguire l’obiettivo. La prestazione non è più un episodio, ma il frutto di un percorso tecnico e mentale che Inzaghi sta consolidando. E qui si inizia ad intravedere la mano del tecnico.
Intensità, aggressione che parte già dall’alto, una buona condizione fisica, verticalizzazioni ragionate, carattere. Ma, cosa più importante, il gruppo sta rispondendo. Un gruppo che oggi appare più unito, più “affamato”. Un collettivo che lotta e non molla fino alla fine, in cui l’autostima sta continuando a crescere.
Nel calcio di Serie B, dove spesso decide l’atteggiamento prima della qualità, il Palermo sembra avere entrambe le cose.
Servirà equilibrio, perché il campionato è lungo, pieno di insidie e di cadute impreviste. La performance di Empoli non deve restare sporadica, occorre stabilità ed una rosa sempre pronta anche nel caso in cui mancasse qualche titolare.
Ma oggi Palermo può guardare avanti con ottimismo e con una certezza nuova: questa squadra ha la forza per stare in alto, e per restarci. Se poi a gennaio…..ma quello è un altro discorso che affronteremo a tempo debito. Adesso sotto con la Sampdoria, venerdì al “Barbera” conterà solo un verbo: vincere.
Le pagelle.
EMPOLI: Fulignati 5; Lovato 5,5, Guarino 4, Obaretin 5; Elia 6 (dal 37′ s.t. Carboni s.v.), Yepes 6, Ghion 5 (dal 28′ s.t. Degli Innocenti 5), Moruzzi 6,5; Ceesay 5 (dal 28′ s.t. Saporiti 5), Shpendi 5,5 (dal 37′ s.t. Bianchi s.v.); Nasti 5 (dal 1′ s.t. Pellegri 7).
PALERMO: Joronen 8; Bereszynski 6 (dal 1′ s.t. Peda 6), Bani 7, Ceccaroni 7; Pierozzi 7, Segre 6 (dal 10′ s.t. Gomes 6), Ranocchia 6,5, Augello 6,5 (dal 42′ s.t. Veroli s.v.); Palumbo 6,5 (dal 25′ s.t. Blin 6), Le Douaron 6,5 (dal 10′ s.t. Vasic 6); Pohjanpalo 8.