Continuità, è il concetto attorno a cui Pippo Inzaghi vuole costruire il suo Palermo, atteso oggi dalla delicata trasferta di Empoli dell’ex tecnico rosanero Alessio Dionisi. Una partita che va oltre i tre punti. Dionisi, a Palermo, ha vissuto il momento più difficile della sua carriera, tra risultati che non sono arrivati e una pesante contestazione da parte dei tifosi palermitani.

Modulo 3-4-2-1 con Joronen tra i pali; in difesa Bereszynski, Bani e Ceccaroni; a centrocampo Pierozzi, Segre, Ranocchia e Augello, Palumbo e Le Douaron alle spalle di Pohjanpalo.

Partenza fulminea per il Palermo, al sesto minuto, sugli sviluppi di un calcio di punizione orchestrato da Augello e Palumbo, quest’ultimo serve Le Douaron, che incrocia con precisione e sorprende Fulignati.

Insiste in avanti il Palermo che al 12’ sfiora il raddoppio con Pierozzi. Prova a reagire l’Empoli, ma le azioni più pericolose le costruisce la squadra rosanero.

Al 18’ raddoppio del Palermo, calcio d’angolo battuto da Ranocchia, spizzata di Ceccaroni per Pohjanpalo che come un cecchino mette il pallone in rete.

L’Empoli reagisce con rabbia e la gara si accende. Il Palermo mantiene ordine, cercando di contenere le folate offensive dei toscani. Qualche fallo di troppo degli empolesi resta inosservato all’arbitro. Al 30’, Segre ruba palla e serve Palumbo, che mette un cross in area per Pohjanpalo: il finlandese aggancia e serve Le Douaron, che però non riesce a trovare il pallone. L’Empoli prova a ripartire con Elia, ma l’azione si spegne sulla parata di Joronen.

L’Empoli cerca di pressare al massimo e, nel giro di pochi minuti, conquista tre calci d’angolo. Al 40’, punizione da posizione interessante per il Palermo, batte Ranocchia, palla al centro e Le Douaron di testa sfiora il gol, mandando la sfera di poco fuori. Al 42’, lancio di Pohjanpalo per Pierozzi, che impegna Fulignati; il portiere smanaccia e la palla arriva di nuovo a Pohjanpalo, il quale calcia al volo, ma la sfera termina sopra la traversa.

Dopo solo un minuto di recupero, finisce il primo tempo con il Palermo in vantaggio per 2 a 0.

Ad inizio ripresa Inzaghi manda in campo Peda al posto di Bereszynski.

Al 46’ occasione per l’Empoli, ma Joronen compie un miracolo su una conclusione ravvicinata di Moruzzi servito da Elia. La squadra toscana è entrata in campo con grande determinazione. Al 55’ escono Le Douaron e Segre ed entrano Vasic e Gomes. Al 61’ gol annullato inspiegabilmente al Palermo, con l’arbitro che tra l’altro non ravvisa nemmeno un fallo da rigore in favore della squadra rosanero per un calcio in faccia su Bani.

Al 62’ l’Empoli accorcia le distanze con Pellegri.

Le decisioni arbitrali condizionano in maniera pesante la gara riaperta dall’Empoli, che rivitalizzato dagli svarioni dell’arbitro al 65’ sfiora il raddoppio nuovamente con Pellegri. Al 67’ punizione a favore dell’Empoli totalmente inventata dall’arbitro. Un minuto dopo entra Blin ed esce Palumbo. Il Palermo passa al 5-3-2.

Al 74’ gol del Palermo, cross di Pierozzi, aggancia Pohjanpalo e mette il pallone alle spalle di Fulignati.

La partita si riaccende, i rosanero ritrovano sicurezza e manovre pulite. Al 78’, Vasic, servito dallo stesso Pohjanpalo, spreca clamorosamente il possibile 4-1: tutto solo davanti alla porta, alza il tiro sopra la traversa. Prova a spingere l’Empoli per cercare di riaprire la gara. Difende il Palermo. All’86’ Veroli sostituisce Augello.

Sono sei i minuti di recupero concessi dall’arbitro. Il Palermo gestisce bene il possesso e al 93’ conquista anche un corner. L’Empoli tenta l’ultima spinta, ma i rosanero chiudono ogni spazio, resistono con ordine e sbancano il Castellani, portando a casa tre punti preziosissimi che li rilanciano in classifica.

Primo Tempo
Nel primo tempo, il Palermo ha mostrato grande organizzazione e disciplina nel 3-4-2-1, riuscendo a bilanciare efficacemente fase offensiva e copertura difensiva. La squadra ha mantenuto continuità nei movimenti senza palla, garantendo ampiezza sulle fasce e supporto costante ai trequartisti. La gestione del possesso è stata ordinata e mirata a sfruttare gli spazi e creare superiorità numerica nelle zone centrali e laterali del campo.

In fase difensiva, il reparto arretrato è rimasto compatto, supportato da un pressing coordinato del centrocampo che ha limitato le linee di passaggio degli avversari. In attacco, i giocatori hanno saputo leggere le situazioni e creare pericoli con combinazioni rapide tra centrocampo e trequartisti, oltre a essere efficaci negli sviluppi delle palle inattive.

Secondo Tempo
Nel secondo tempo il Palermo ha dato prova di maturità, gestendo la partita con calma e intelligenza. La squadra ha saputo capire quando accelerare e quando invece far girare il pallone per tenere sotto controllo il ritmo. Nonostante diversi episodi arbitrali discutibili, il gruppo è rimasto lucido, continuando a muovere bene la palla tra trequarti e attacco e creando spazi grazie a movimenti ordinati e ben coordinati.

Anche nei momenti in cui l’Empoli ha provato a spingere, il Palermo non ha perso compattezza, restando concentrato e dando sempre la sensazione di essere dentro la partita con la testa giusta. Una squadra solida, tranquilla e capace di gestire i momenti più delicati.

Altra prova molto convincente del Palermo che nella prima parte ha costruito il suo vantaggio con idee chiare, ordine e qualità nelle giocate; nella ripresa ha aggiunto controllo, carattere e capacità di leggere la gara. È una squadra che non subisce gli eventi, ma che prova a imporre la propria identità, mostrando quella continuità che Inzaghi considera fondamentale.

Da sottolineare le prove di Pohjanpalo e Joronen, il primo, riferimento costante e lucido, ha dato peso, soluzioni e qualità a tutte le azioni offensive, confermandosi leader tecnico. Il secondo ha trasmesso sicurezza in ogni intervento, decisivo nei momenti chiave e sempre reattivo. Due prestazioni che hanno fatto la differenza e che completano una prova autorevole da parte di un gruppo che vuole tornare a recitare un ruolo da protagonista nel campionato.

Tabellino

EMPOLI (3-4-2-1): 21 Fulignati; 20 Lovato (C), 34 Guarino, 5 Obaretin; 7 Elia, 14 Yepes, 18 Ghion, 27 Moruzzi; 15 Ceesay, 11 Shpendi; 19 Nasti.

A disposizione: 1 Perisan, 6 Degli Innocenti, 8 Belardinelli, 9 Pellegri, 10 Ilie, 28 Indragoli, 29 Tosto, 32 Haas, 70 Saporiti, 79 Carboni, 90 Konate, 99 Bianchi.

Allenatore: Alessio Dionisi.

PALERMO (3-4-2-1): 66 Joronen; 19 Bereszynski, 13 Bani (C), 32 Ceccaroni; 27 Pierozzi, 8 Segre, 10 Ranocchia, 3 Augello; 5 Palumbo, 21 Le Douaron; 20 Pohjanpalo.

A disposizione: 1 Gomis, 63 Balaguss, 6 Gomes, 9 Brunori, 14 Vasic, 23 Diakité, 28 Blin, 29 Peda, 31 Corona, 72 Veroli.

Allenatore: Filippo Inzaghi.

Arbitro: Federico Dionisi (L’Aquila).

Primo assistente: Daisuke Emanuele Yoshikawa (Roma 1).

Secondo assistente: Claudio Barone (Roma 1).

Quarto ufficiale: Simone Galipò (Firenze).

VAR: Alberto Santoro (Messina).

AVAR: Giacomo Paganessi (Bergamo).

Ammoniti: 13’ Segre – 32’ Bereszynski – 89’ Moruzzi

Marcatori: 6’ Le Douaron – 18’ Pohjanpalo – 62’ Pellegri – 74’ Pohjanpalo