Nella decima giornata del Campionato Serie C di Futsal, girone A, il Palermo C5 ospita al Pala Don Bosco l’Isola C5 ottava in classifica a quota 13 punti. Dopo la dura trasferta di San Cataldo, in cui i rosanero sono usciti soltanto con un pareggio, “le Aquile” ritrovano la vittoria per 3-2, arrivata grazie ad una rimonta completata nei secondi finali di gara.

Squadra di casa che arriva a questa partita con assenze importanti, tra le tante quelle di: Musso (squalificato), Torcivia, Bonanno e Mistretta (indisponibili per infortunio).

Sin dai primi secondi del match si evince che vi sarà grande equilibrio in campo, Isola C5 di coach Buccheri che ha preparato la gara nei minimi dettagli e con grande attenzione. Infatti, gli ospiti coprono bene il campo e concedono pochissimi spazi al Palermo C5 che, mantiene il pallino del gioco provando a creare pericoli. Dopo pochi minuti Davì confeziona la prima occasione da gol per il Palermo calciando in girata ad incrociare, ma l’estremo difensore isolano Gregorio Abbate dice di no con un grande intervento. Col passare del tempo aumenta il ritmo e si intensificano anche i duelli in mezzo al campo. Anche l’Isola C5 non trova grandi spazi e gioca più sulle ripartenze, su una di queste, arriva la più grande occasione del primo tempo con Vincenzo Madonia, ex della partita che spreca quello che di fatto è un rigore in movimento, spedendolo alto sopra la traversa della porta difesa da Luca Pala. La prima frazione, dunque, termina a reti bianche: 0-0.

Il secondo tempo è tutt’altra storia. Dopo poco più di due minuti dall’inizio del secondo tempo è la formazione ospite a passare in vantaggio grazie a Di Cara, servito perfettamente da Madonia che intercetta un tocco sbagliato da Giannola e sfrutta al meglio l’occasione.
Palermo C5 che, però, reagisce immediatamente; doppia enorme occasione per Davì e Giannola, su quest’ultimo, Abbate compie la parata della partita rialzandosi da terra rispondendo con un riflesso incredibile. Da quel momento, è solo questione di pochi secondi per il pareggio dei rosanero. Asse Davì-Giannola, uno-due chiuso alla perfezione e 1-1 messo in porta da Salvo Davì.
Qualche minuto più avanti Miranda compie un’ingenuità trattenendo per la maglia Madonia, autore di una grande gara, doppia ammonizione e cartellino rosso per il numero 3 rosanero. Tuttavia, Palermo C5 che nonostante la temporanea inferiorità numerica, non crolla, resta lucido e contiene le avanzate isolane. A nove minuti dalla fine la formazione di coach Buccheri torna in vantaggio grazie all’iniziativa di De Lisi che riceve l’imbucata di Di Cara, incrocia la conclusione e scrive l’1-2 gelando il Pala Don Bosco.
Palermo C5 mai domo e sempre in partita, decide di mettere il quinto di movimento e riesce a trovare la rete del 2-2 ancora grazie a Davì che si fa trovare pronto su un passaggio filtrante. Questo risultato ai padroni di casa sembra non bastare, lo testimonia l’approccio degli ultimi minuti del match, in cui il Palermo continua a spingere sempre in “powerplay” a caccia del gol-vittoria. Gol-vittoria che arriverà di lì a poco, a segnarlo è ancora una volta Salvo Davì che risolve una carambola in area di rigore e deposita in porta la rete del 3-2, riempiendo di gioia il pubblico di casa.
Il numero 21 rosanero è il protagonista assoluto di questa gara con una tripletta decisiva.
Nel finale, il Palermo C5 riesce a difendere il risultato nonostante il contrattacco avversario grazie agli interventi di Pala, estremo difensore rosanero e di Di Simone, quest’ultimo con una chiusura monumentale in area di rigore.

La squadra di Rizzo, dunque, ritrova i tre punti dopo il pareggio esterno contro la Vigor San Cataldo. Una vittoria di carattere, compagine rosanero che ha dimostrato nuovamente di volere vincere a tutti i costi gare come questa. Palermo C5 che rimane al secondo posto, raggiunge quota 25 punti in classifica, 5 di distanza dalla capolista Akragas Futsal. Palermo che nel prossimo weekend avrà a disposizione il turno di riposo per recuperare le energie necessarie ad affrontare le ultime gare del girone d’andata.

Federico Caldarella