Furto e atto vandalico alla Chiesa della Madonna della Sicilia

Un nuovo episodio di furto e vandalismo ha colpito la Chiesa della Madonna della Sicilia, suscitando amarezza e preoccupazione nella comunità parrocchiale.

Ignoti, nella notte, si sono introdotti all’interno del complesso parrocchiale bucando la recinzione esterna e accedendo dal retro attraverso un tubo di scarico, dopo aver forzato la finestra del bagno. Una volta entrati, hanno messo a soqquadro gli ambienti della Chiesa e dei locali annessi, portando via una cassa amplificata, un mixer, alcuni microfoni e un candelabro a parete.

I malviventi hanno inoltre divelto la porta del tabernacolo, probabilmente ritenendola di metallo prezioso; fortunatamente, al suo interno non era custodito il Santissimo Sacramento. Gli oggetti sacri non sono stati danneggiati, anche se trovati fuori posto.

Sul luogo sono intervenuti i Carabinieri, che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini. È stata sporta denuncia formale contro ignoti.

Il parroco, padre Salvatore, ha informato l’Arcivescovo, che ha espresso immediata vicinanza alla comunità, e il Vicario episcopale. Con il Consiglio per gli Affari Economici si valuteranno ora nuove misure di sicurezza per prevenire ulteriori episodi.

Padre Salvatore ha commentato con parole di dolore ma anche di speranza:

«La cosa amareggia, perché è stata violata la casa del Signore, ma proprio perché siamo del Signore vogliamo pregare per quanto accaduto e per chi ha compiuto questo gesto. Non è il momento del giudizio — non lo è mai — ma dell’affidamento».

Sulla vicenda è intervenuto anche il Sindaco, che ha voluto esprimere la propria vicinanza al parroco e alla comunità:

«Desidero esprimere la mia più profonda solidarietà alla comunità parrocchiale e, in particolare, a don Salvatore per il vile gesto subito. Condanno con fermezza questo atto ignobile che colpisce l’intera comunità. Siamo uniti nel riaffermare i valori di rispetto, pace e convivenza civile e rinnoviamo il nostro sostegno a don Salvatore e a tutti i parrocchiani».