A distanza di ventiquattr’ore dal pareggio del “Barbera” contro i canarini allenati da Sottil eccoci con qualche considerazione e spunto di riflessione a mente fredda.

La rete di Segre al 32′ del primo tempo evidenzia finalmente un Palermo abile capitalizzatore delle poche occasioni da gol avute, una giocata risolutiva che aveva incanalato la partita verso l’esito più desiderato, ovvero la vittoria contro una diretta antagonista.

Poi, però, si è spenta la luce. Dalle statistiche generali emerge che il Modena ha avuto la maggior parte del possesso palla e più tiri totali. Questo indica che da un lato la squadra emiliana ha saputo imporre certi ritmi anche fuori casa, testimonianza di una certa autorità di squadra e che dall’altro il Palermo non è riuscito nel secondo tempo, complice anche un netto calo fisico, a trovare le giuste contromisure per non solo fermare gli affondo dei modenesi ma anche per andare a trovare la rete del 2-0 che avrebbe di fatto chiuso la partita.

L’autorete di Berezsynski che ha dato il pari al Modena, viziata a nostro parere da una spinta nei confronti del nostro difensore, non rende onore ad una prestazione difensiva dei rosanero comunque all’altezza, nonostante la pesante assenza di Bani egregiamente rimpiazzato da Peda.

Cosa evidenzia il match di ieri, quindi. Che il Palermo di Inzaghi sembra puntare su una struttura capace di ripartire e trovare il momento giusto per colpire, ma questa volta forse ha pagato la mancanza di continuità nei 90 minuti. Il vantaggio iniziale ha confermato che l’idea offensiva funziona, ma la fase successiva di gestione del match lascia da riflettere.

Il pareggio pertanto sembra la giusta conclusione di un match giocato meglio dal Palermo nella prima frazione di gioco, ma che ha visto il Modena predominare nella ripresa, dando dimostrazione di compattezza ed autorità. Circostanze che in serie B sono molto importanti.

Approfondendo il dato del possesso palla (42 % Palermo, 58 % Modena) viene evidenziato quanto detto prima. I rosanero, da squadra cinica e concreta, non hanno dominato il gioco, ma hanno scelto momenti precisi per colpire. Potrebbe essere una scelta tattica (mettersi più pronti a ripartenza) ma anche un limite nell’imporre il proprio gioco contro avversari di una certa caratura. Era avvenuto anche negli altri match casalinghi contro Frosinone e Venezia.

Il pareggio conferma che le due squadre sono tra le protagoniste della Serie B: il Modena riesce a mantenere la vetta, il Palermo dimostra di essere competitivo e pronto a giocarsela. Il fatto che il pareggio arrivi in uno scontro diretto ha un peso: per il Modena è “conservare”, per il Palermo è “mancata occasione” di un sorpasso atteso ma comunque soddisfacente per aver conservato imbattibilità e seconda piazza in solitaria. Nel lungo termine, differenze sottili come gestione del vantaggio oppure un organico troppo ristretto e con poche alternative di qualità, possono fare la differenza per la promozione.

Pertanto ci auspichiamo che a gennaio la dirigenza trovi lo spazio per quei due, tre colpi di giocatori che possano quantomeno essere un valore aggiunto per la panchina dando comunque, se chiamati in causa, quel qualcosa in più per risolvere match delicati e rognosi come quello di ieri pomeriggio. È emerso che quando entrano i ricambi la qualità cala leggermente: servono seconde linee pronte a cambiare l’inerzia delle partite, e magari qualche innesto se possibile per aumentare profondità e alternativa tattica.
La stagione è lunga: gli infortuni, la fatica e i cambi tattici peseranno.

La squadra ha un obiettivo importante (promozione o almeno lotta fino in fondo). Serve mentalità da “grande”: ci vuole la convinzione che si possa vincere con chiunque e ovunque, ma anche che non basta aver fatto bene, per vincere e fare la differenza in un campionato ostico e lungo come la B ci vuole autorità e qualità.
Il pareggio con il Modena ribadisce che il Palermo è su un ottimo livello, ma che la salita fino al vertice richiede un salto ulteriore di qualità e siamo certi che mister Inzaghi, unitamente alla dirigenza, stiano alacremente lavorando su questo aspetto a nostro parere fondamentale per coltivare ogni sogno di gloria.

Le pagelle.

PALERMO: Joronen 7,5; Pierozzi 6,5, Peda 6, Ceccaroni 6; Diakité 7 (dal 25′ s.t. Bereszynski 5), Segre 6,5 (dal 1′ s.t. Gomes 5), Ranocchia 6,5 (dall’11’ s.t. Blin 5), Augello 6,5; Palumbo 6 (dal 37′ s.t. Vasic s.v.), Brunori 6 (dall’11’ s.t. Le Douaron 5,5); Pohjanpalo 6.

MODENA: Chichizola 6; Tonoli s.v. (dall’8′ p.t. Dellavalle 6), Adorni 6,5, Nieling 6; Zampano 7, Santoro 6, Gerli 5,5 (dal 20′ s.t. Massolin 7), Sersanti 6,5 (dal 20′ s.t. Defrel 6), Zanimacchia 6; Di Mariano 6 (dal 20′ s.t. Pyyhtia 7), Gliozzi 5,5 (dal 34′ s.t. Mendez s.v.).