Un pareggio (1-1) che sa tanto di maturità quello colto oggi pomeriggio dal Palermo allo stadio Manuzzi di Cesena.
C’era curiosità prima del match odierno su come il Palermo avrebbe affrontato un impegno delicato contro una delle formazioni più in forma del campionato, il Cesena. La trasferta romagnola rappresentava un test importante per dare continuità a un inizio di stagione ambizioso.
Senza ombra di dubbio la partita di oggi ha confermato che il Palermo c’è. Più caratterialmente per ora che per il gioco, ma c’è. Il gol del talento spagnolo Blesa, arrivato con freddezza e precisione nel miglior momento dei rosanero, sembrava poter indirizzare la gara verso una salita ripida. E invece no. Il Palermo, squadra solida e ben organizzata, ha saputo reagire, trovando il pareggio ad inizio ripresa grazie ad un bel gol di Bani, il nuovo “ministro della difesa” rosanero e resistendo con molta tranquillità al ritorno degli uomini di Mignani.
I rosanero hanno mostrato sprazzi di buon calcio, soprattutto nella prima frazione, ma hanno pagato cara l’unica incertezza difensiva della partita. A centrocampo, causa le non ottimali prestazioni di Segre e Gomes, si è avvertita l’assenza di Ranocchia, l’unico insieme a Palumbo ( ancora in ritardo di condizione e non perfettamente integrato negli schemi ), capace di dettare i tempi, sia in fase di interdizione che di costruzione del gioco.
Non sono mancate le occasioni agli uomini di Inzaghi per far propria l’intera posta in palio ma, ad onor del vero, va detto che se Shpendi, tutto solo davanti a Joronen, avesse concretizzato la colossale palla gol di inizio secondo tempo, molto probabilmente a quest’ora parleremmo di un altro risultato. Il pareggio, pertanto, è sostanzialmente giusto anche perchè stavolta i cambi, al contrario della partita contro il Bari, non hanno sortito l’effetto sperato. Tra le riserve di oggi, ad eccezione di Brunori non c’era molto per cercare di ridare slancio e vitalità ad una squadra che comunque stava giocando discretamente bene. Sarebbe fondamentale a Gennaio acquisire quei due/tre elementi che anche partendo dalla panchina possano contribuire a cambiare il corso di incontri messi in salita o che non procedono per il verso giusto. Ma ancora è presto per parlarne.
Il Cesena ha confermato di essere una delle formazioni più difficili da affrontare sul proprio campo. Con un mix di agonismo e organizzazione, i padroni di casa hanno saputo contenere il Palermo e colpirlo al momento giusto. Per i romagnoli, un punto che dà fiducia e che certifica la crescita di una squadra che vuole dire la sua in questa Serie B, grazie all’apporto di giocatori veramente interessanti come Klinsmann (autore di un paio di pregevoli parate), Berti, Blesa e Shpendi.
Per il Palermo questo 1-1 è assai importante, specialmente nell’incremento dell’autostima. Ci sono segnali incoraggianti, come la tenuta difensiva per larghi tratti e una manovra che, seppur a tratti imprecisa, continua a creare occasioni. Ma c’è anche da riflettere: si deve essere più cattivi e concreti sotto la porta avversaria. Il pareggio lascia il Palermo in testa sia pure in condominio con altre squadre, in attesa della partita del Modena.
Confronti come quello del Manuzzi dimostrano quanto ogni dettaglio conti in un campionato come la Serie B, dove qualità e intensità devono andare di pari passo. Il Palermo dovrà ripartire da ciò che ha funzionato, ma anche imparare in futuro a chiudere partite che sembrano alla portata. Quando raggiungerà questo cinismo, non crediamo di sbagliarci nel dire che diventerà la candidata più autorevole al salto di categoria.
Ora, un altro esame di maturità bussa alle porte. Martedì sera scenderà al “Barbera” una delle candidate alla promozione, quel Venezia che due anni fa in semifinale play-off spense i sogni di gloria della squadra allora allenata proprio da mister Mignani. L’occasione è ghiotta, oltre che per una parziale rivincita, per dare un ulteriore segnale di forza ed autorevolezza al campionato.
Che i rosa quindi facciano proprio un pensiero del grande Nelson Mandela, “Un vincitore è un sognatore che non si è arreso.”
Le pagelle.
CESENA: Klinsmann 7; Ciofi 6,5 (dal 40′ s.t. Piacentini s.v.), Zaro 6, Mangraviti 6; Ciervo 6,5 (dal 24′ s.t. Guidi 6), Francesconi 6, Castagnetti 5 (dal 17′ s.t. Bastoni 6), Berti 6,5 (dal 24′ s.t. Bisoli 6), Adamo 6; Blesa 6,5, Shpendi 5,5 (dal 17′ s.t. Diao 5).
PALERMO: Joronen 6,5; Pierozzi 6,5, Bani 7,5, Ceccaroni 7; Gyasi 5 (dal 19′ s.t. Peda 6), Segre 5 (dal 1′ s.t. Blin 6), Gomes 5,5 (dal 36′ s.t. Vasic s.v.), Augello 6; Palumbo 6 (dal 24′ s.t. Giovane 6), Le Douaron 6,5 (dal 19′ s.t. Brunori 5,5); Pohjanpalo 6.