Il Palermo ha battuto il Südtirol con un 2-0 che non ammette repliche, un risultato che non solo conferma le ambizioni dei rosanero, ma manda anche un messaggio chiaro e limpido al campionato: la squadra c’è, è solida e può puntare in alto.
Nonostante il tecnico del Sudtirol la pensi diversamente, pensiero che ci lascia assai perplessi, il Palermo ha dominato per larghi tratti del match, mostrando una superiorità tecnica e tattica evidente.
Sin dalle prime battute la squadra di Inzaghi ha interpretato la gara con grande determinazione, aggredendo alto, gestendo il possesso e sfruttando bene le corsie esterne. Il cinismo è poi stato l’inevitabile corollario di una prestazione da serie B, una prestazione che rispecchia in toto le caratteristiche di una squadra che vuole vincere un torneo lungo e difficile come quello cadetto.
I due gol sono arrivati nei momenti chiave, spezzando l’equilibrio e abbattendo il morale di un Südtirol apparso ordinato ma fin troppo rinunciatario, come del resto tutte le squadre allenate da Fabrizio Castori poco propense allo spettacolo ma assai abbottonate e più portate alle ripartenze, anche in casa.
Colpisce assai la compattezza del pacchetto arretrato del Palermo che, nonostante la grave perdita di Magnani, mostra una solidità impressionante. Anche oggi dal punto di vista difensivo, i rosanero hanno concesso pochissimo, proteggendo bene l’area e neutralizzando le poche iniziative avversarie. Ottima la prestazione del centrocampo, che ha fatto da filtro e ha dato qualità alla manovra. In avanti, cinismo e precisione: esattamente ciò che mancava in molte partite della scorsa stagione dove magari si creava di più ma con scarsi risultati sotto porta.
Questo risultato potrebbe rappresentare un segnale importante di maturità. E’ vero che siamo appena all’alba del campionato ma se il Palermo riuscirà a mantenere questa intensità e solidità, potrà davvero recitare un ruolo da protagonista in Serie B.
Dal punto di vista tattico il miglioramento, complice anche la sosta di quindici giorni, è stato evidente. Una squadra più compatta e pragmatica, meno leziosa e più concreta. Il merito va anche al lavoro dell’allenatore, Pippo Inzaghi, che sembra aver trovato la quadra tra equilibrio e proposta offensiva.
Proprio grazie all’atteggiamento del Palermo, in gol dopo appena due minuti grazie ad una zampata del bomber finnico Joel Pohjanpalo, il Südtirol ha fatto fatica a costruire gioco, ma è anche vero che il pressing del Palermo ha funzionato benissimo tanto che non temiamo smentita se affermiamo che contro un Palermo così in forma oggi ci sarebbe stato poco da fare per chiunque. Il Palermo ha pressato con sincronia ed intensità, sfruttando al meglio una prima linea aggressiva e un centrocampo corto e compatto che ha favorito al meglio le ripartenze degli esterni. L’ingresso di Palumbo, poi, ha dato il tocco finale in quanto a fantasia e coordinazione.
Il Palermo sembra lanciato verso le zone alte della classifica. La rosa è forte ( anche se ancora migliorabile soprattutto numericamente ), l’ambiente è gasato al punto giusto e i segnali dal campo sono incoraggianti. Adesso occorre continuare sulla strada intrapresa, dare continuità e fare quanti più punti possibili. Già venerdì sera al “Barbera” il test contro il Bari potrà darci altre risposte, si spera altrettanto positive.
Un dato è comunque certo. Se il Palermo continua così, può davvero ambire alla promozione diretta, senza se e senza ma.
Le pagelle.
SÜDTIROL: Adamonis 6; Kofler 5, Pietrangeli 6, Masiello 5,5; El Kaouakibi 6 (dal 38′ s.t. Brik s.v.), Tait 6 (dal 17′ s.t. Molina 5), Tronchin 5,5 (dal 17′ s.t. Martini 5,5), Mallamo 6, S. Davi 5,5; Merkaj 6,5 (dal 38′ Ngok s.v.), Pecorino 5 (dal 1′ s.t. Odogwu 5).
PALERMO: Joronen 6; Peda 6 (dal 9′ s.t. Diakitè 6), Bani 7, Ceccaroni 7; Pierozzi 6, Segre 6,5, Ranocchia 6,5 (dal 30′ s.t. Blin s.v.), Augello 6,5 (dal 30′ s.t. Veroli s.v.); Le Douaron 6 (dal 30′ s.t. Palumbo 7), Gyasi 6,5 (dal 17′ s.t. Gomes 6,5); Pohjanpalo 8.