Intervistato da Fabrizio Vitale per La Gazzetta dello Sport, il capitano del Palermo Matteo Brunori è tornato a parlare della magica notte della finale playoff, con un Barbera gremito in ogni ordine di posto. Un’atmosfera che si ripeterà sabato 9 agosto, quando lo stadio tornerà sold out per l’amichevole di lusso contro il Manchester City. Ancora una volta, Brunori indosserà con orgoglio la fascia da capitano, pronto a guidare i rosanero in un’altra serata destinata a entrare nella storia.

Ripensando a quel giorno, Brunori ammette di provare ancora i brividi. Per il capitano rosanero non si tratta di una chiusura del cerchio, ma piuttosto come l’inizio di un nuovo percorso, quello che la squadra vuole intraprendere in questa stagione. È consapevole che l’entusiasmo della piazza, venuto meno lo scorso anno vada riconquistato partendo dalle idee nuove e dai concetti chiari di Inzaghi.

Il fascino dell’amichevole con il Manchester City
Brunori è ben conscio dell’importanza dell’evento, ritenendo un grande onore poter disputare un’amichevole di questo livello, ma evita accostamenti azzardati con i giocatori dl City, anche se ammette di avere da sempre una predilezione per Bernardo Silva.

Brunori regista offensivo, meno finalizzatore, più uomo squadra.
Negli ultimi mesi, Matteo Brunori ha arretrato il suo raggio d’azione, lasciando l’area di rigore per agire sempre più spesso da rifinitore. Una scelta che nasce dalla sua naturale inclinazione a legare il gioco con i compagni, un ruolo in cui si sente a proprio agio. Pur avendo sempre fatto l’attaccante, riconosce che nel calcio moderno serve sapersi adattare. Con Pohjanpalo, ha inoltre spiegato che si è creato fin da subito un ottimo rapporto e un’intesa che entrambi cercano di affinare giorno dopo giorno.

Da Dionisi ad Inzaghi:
Sul piano tattico, il passaggio da Dionisi a Inzaghi ha segnato una svolta evidente. Brunori sottolinea come i due tecnici abbiano concetti differenti. Inzaghi ha portato un’idea chiara, fondata sul sacrificio collettivo e sull’uguaglianza del gruppo, dove nessuno è indispensabile ma tutti sono utili. Dionisi, invece, seguiva altri principi, ma Brunori ha sottolineato che non spetta a lui giudicarli giusti o sbagliati. Di certo ha aggiunto Brunori, Inzaghi ha fatto la storia del calcio, e qualsiasi suo suggerimento viene recepito in modo diverso. I consigli del nuovo Mister non mancano. Come quello che “finché la palla non è fuori, è sempre buona, e bisogna farsi trovare pronti”.

Nella scorsa stagione, con Dionisi, Brunori aveva disputato solo gli ultimi sei mesi di campionato, segnando comunque 9 gol. Ma ora, accanto a un Palermo profondamente rinnovato, sembra profilarsi anche un “nuovo” Brunori, considerando che solo un’estate fa sembrava destinato all’addio. L’attaccante, però, vuole guardare avanti senza voltarsi indietro. È consapevole di quanto rapidamente possano cambiare le cose nel calcio e preferisce non tornare su certe vicende ormai archiviate. Oggi si dice felice di essere rimasto, si sente bene fisicamente e, soprattutto, trova grande soddisfazione nel vedere una squadra serena e motivata, un dettaglio che lo inorgoglisce. Quanto ai gol, come ogni anno non si pone limiti

Il nuovo Palermo che verrà
Il Palermo punterà tutto su un intenso lavoro fisico, finalizzato a garantire benzina e gamba per sostenere i 90 minuti di ogni partita. La squadra è consapevole che nella fase di non possesso sarà fondamentale andare più forte degli avversari.

Nonostante venga spesso indicata come la squadra da battere, Brunori sottolinea come Inzaghi abbia chiarito che i rosanero non sono una corazzata.

Nel corso degli anni il Palermo è stato sempre visto tra i favoriti, con squadre forti, ma è mancato quel qualcosa in più. Ora, grazie al lavoro quotidiano con Inzaghi, la squadra ha compreso cosa serve per fare il salto di qualità. È forte, ma sa che non basta perché in Serie B serve correre più degli altri. La combinazione di qualità e intensità, spiega Brunori, può fare la differenza.

Quando gli viene chiesto chi teme di più nella corsa verso la Serie A, la risposta è netta: il Palermo teme soprattutto sé stesso. Non si può e non si deve pensare agli avversari, ma solo a ciò che serve per la squadra.

Il gruppo si è rafforzato con gli arrivi di Augello, Gyasi, Palumbo e Bani, giocatori che si sono subito calati nella nuova realtà con umiltà e disponibilità. Brunori evidenzia come la società e l’allenatore abbiano scelto prima gli uomini, poi i giocatori, consapevoli dell’importanza del carattere, ma anche delle loro importanti qualità tecniche.

L’obiettivo è uno solo e la squadra ne ha piena consapevolezza. Brunori conferma la grande voglia di prendersi questa responsabilità e con la voglia di prendersi una rivincita per ciò che non è riuscito negli ultimi anni. Sarà un percorso in cui la mentalità dovrà fare la differenza, e proprio su questo aspetto Inzaghi sta lavorando con grande impegno.